Il segretario regionale del Pd piemontese e la capogruppo del gruppo dem in Consiglio hanno annunciato una mozione per costringere la Regione a unirsi alle altre nell’opposizione ai tagli previsti dalla manovra nazionale alla sanità. La posta in gioco è concreta: secondo i firmatari, la riduzione delle risorse mette a rischio l’accesso alle cure e la tenuta dei servizi pubblici sul territorio.
Il nodo finanziario
La Conferenza delle Regioni ha espresso giudizi duri e sostanzialmente unanimi sulla legge di bilancio: lo stanziamento destinato al Fondo Sanitario Nazionale non sarebbe adeguato a coprire l’aumento dei costi reali, con ricadute potenzialmente pesanti sui servizi erogati. Tra i firmatari delle critiche figurano anche amministrazioni di centrodestra, che non escludono azioni legali fino al ricorso alla Corte Costituzionale, segnalando che la situazione non può proseguire senza conseguenze per i cittadini.

Nel documento annunciato oggi, i dem piemontesi chiedono che la Regione Piemonte si impegni pubblicamente a fare pressione sul Governo e sul Parlamento per rivedere la manovra e garantire i livelli minimi di assistenza.
Cosa contiene la mozione
- Richiesta formale alla Giunta regionale di sollecitare l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale nella legge di bilancio;
- Impegno a difendere i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e a impedire tagli ai servizi territoriali e ospedalieri;
- Proposta di adesione alle iniziative congiunte tra Regioni, incluse eventuali vie legali o ricorsi istituzionali;
- Trasparenza sul piano di contenimento dei costi e sul monitoraggio dell’impatto sulle prestazioni per i cittadini del Piemonte.
Secondo i proponenti, la mozione sarà depositata e portata in aula già nella prossima seduta del Consiglio regionale. L’obiettivo dichiarato è spingere il presidente Alberto Cirio e la sua Giunta a schierarsi al fianco delle altre Regioni, superando le logiche di partito per tutelare il diritto alla salute dei piemontesi.

Il segretario regionale e la capogruppo accusano il governatore di aver assunto posizioni difensive nei confronti dell’Esecutivo nazionale, sostenendo risorse giudicate insufficienti sul piano operativo. Per i firmatari della mozione, servono interventi immediati per evitare che la carenza di fondi traduca in: tagli di prestazioni, aumento delle liste d’attesa, maggiore ricorso al privato a pagamento.
Impatto per i cittadini
Le conseguenze più immediate, dicono gli oppositori della manovra, sono prevedibili e concrete:
- Aumento dei tempi di attesa per visite e interventi non urgenti;
- Riduzione di prestazioni territoriali e servizi di prossimità, con pressione sui pronto soccorso;
- Maggiore rischio di diseguaglianze nell’accesso alle cure nelle aree periferiche;
- Possibile aumento dei costi diretti per i pazienti qualora si ricorra a soluzioni private.
La partita si svolge ora tra la politica regionale e il Governo: la mozione vuole trasformare la protesta in proposta concreta e verificabile. Se il Consiglio approverà il testo, il Piemonte si iscriverà formalmente al fronte che chiede una correzione della manovra per salvaguardare il sistema sanitario pubblico.
Resta da vedere come risponderà la Giunta e se lo scontro politico si tradurrà in azioni coordinate tra Regioni o in un confronto giudiziario sulle risorse. In ogni caso, per chi utilizza il servizio sanitario la posta in gioco è a breve termine e tangibile: decisioni nazionali e regionali nelle prossime settimane potrebbero cambiare l’accesso alle cure sul territorio.
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