Durante il question time al Senato di giovedì 15 ottobre il senatore leghista Giorgio Maria Bergesio ha sollecitato il Viminale a valutare l’apertura di un secondo presidio della **Polizia di Stato** con sede ad **Alba**, pensato anche per servire **Bra**, le Langhe e il Roero. La richiesta arriva mentre l’area vive una crescita economica e turistica significativa, rendendo la questione della sicurezza e dei servizi amministrativi sempre più rilevante per residenti e visitatori.
Perché la proposta è considerata urgente
Secondo il senatore, il territorio presenta realtà strategiche — dall’industria dolciaria alla nuova struttura sanitaria — che aumentano la domanda di presidi istituzionali. Bergesio ha indicato come prioritari sia i servizi di sportello (passaporti, pratiche legate all’immigrazione) sia interventi mirati contro fenomeni di microcriminalità.

Nel suo intervento in aula il parlamentare ha segnalato episodi critici nelle stazioni ferroviarie locali e presunte infiltrazioni della criminalità organizzata che, se confermate, motiverebbero l’istituzione di un nuovo commissariato per rafforzare la presenza dello Stato sul territorio.
Impatto atteso per cittadini e imprese
- Potenziamento dei servizi amministrativi: sportelli più vicini per passaporti e pratiche di polizia.
- Maggiore repressione della microcriminalità: controlli intensificati nelle stazioni e nelle aree urbane sensibili.
- Supporto alle attività economiche: protezione e sicurezza a beneficio di aziende e turisti.
- Monitoraggio delle infiltrazioni: maggiore capacità investigativa contro fenomeni organizzati.
Nel testo rivolto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Bergesio ha chiesto una tempistica chiara per la decisione e l’avvio operativo della struttura. Ha anche riportato segnali positivi dall’esecutivo e ha ringraziato, per l’attenzione mostrata, il ministro stesso e il sottosegretario Molteni, annunciando che seguirà l’iter con attenzione.

Contesto locale
La zona interessata è riconosciuta a livello internazionale per il paesaggio vitivinicolo e ospita grandi imprese, infrastrutture sanitarie e collegamenti autostradali: elementi che ne accentuano il ruolo economico e la necessità di servizi pubblici adeguati.
Non sono stati forniti oggi dettagli operativi dal ministero: la proposta dovrà ora confrontarsi con valutazioni tecniche e di bilancio prima di trasformarsi in un provvedimento. L’attenzione politica resta alta, dato l’impatto diretto su sicurezza, mobilità e attrattività turistica.
Resta da vedere quando arriverà una risposta formale e quali saranno i prossimi passi: la proposta, se approvata, potrebbe modificare rapidamente il quadro dei servizi di polizia nella provincia di Cuneo.
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