La quarta tappa del nostro viaggio per scoprire cosa vedere negli Stati Uniti nel 2026, anno del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, è dedicata alla capitale, Washington DC, che per semplicità chiameremo DC.
È importante sottolineare che DC è una delle destinazioni più visitate negli USA grazie alla sua offerta ricca di cultura, storia e divertimento. Per una guida più dettagliata, vi rimandiamo alle informazioni pratiche e ai collegamenti ad altri articoli che troverete alla fine di questo testo. Oggi, tuttavia, ci concentreremo su alcuni luoghi di DC che di solito non sono inclusi negli itinerari turistici tradizionali ma che sono di grande importanza in questo anno di celebrazioni, in cui la capitale si pone come fulcro degli eventi. Se vi trovate a Washington quest’anno, questi luoghi sono imperdibili, specialmente perché vi condurranno sulle tracce di George Washington (GW) e Thomas Jefferson (TJ), protagonisti della nostra visita precedente.
Al piede del George Washington Memorial (foto Berchi)
I GRANDI MEMORIALI A DC
Il Mall e i suoi dintorni sono stati progettati per evocare grandezza e solennità. Le dimensioni imponenti richiedono una pianificazione attenta di ciò che si desidera visitare o molto tempo e buone scarpe per esplorare liberamente l’area di 60 ettari.
A GW e TJ sono dedicati due grandi memoriali molto diversi tra loro. Il primo presidente è onorato da un enorme obelisco situato quasi a metà dei 3 km che separano il Campidoglio dal Lincoln Memorial. È possibile circondare l’obelisco camminando tra le 50 bandiere che lo incorniciano, ma si può anche salire quasi in cima con un ascensore: l’accesso è gratuito, ma i biglietti devono essere prenotati online con un costo di 1 dollaro, o richiesti sul posto.
La vista dai quasi 170 metri di altezza è incredibile, e tutte le informazioni sulla storia del monumento e le modalità di visita sono disponibili sul sito.
Il Jefferson Memorial (foto Berchi)
Il Jefferson Memorial, situato tra il verde brillante del Mall e l’azzurro del Tidal Basin, è ispirato al Pantheon di Roma e riflette lo spirito naturalistico e agreste di TJ. Questo luogo, a causa del suo relativo isolamento, è meno frequentato dai turisti, ma vale decisamente la pena di visitarlo, non solo per gli insoliti scorci che offre ma anche per avvicinarsi al “santuario” dell’uomo che scrisse la Dichiarazione di Indipendenza.
Dentro al maestoso Jefferson Memorial a Washington DC. Forme ispirate a quelle del Pantheon di Roma
Il santuario laico ospita una statua di TJ che competere in imponenza e solennità con la vicina statua bianca di Abraham Lincoln. Sebbene Lincoln sia raffigurato seduto, qui il proprietario terriero e statista, la cui tenuta abbiamo visitato nella tappa precedente, è rappresentato in piedi. L’imponente edificio bianco è stato inaugurato relativamente di recente, nel 1943, da Franklin Delano Roosevelt.
Se visitate DC in primavera, durante il famoso Cherry Blossom Festival, scoprirete che le foto più belle sono quelle che ritraggono il Jefferson Memorial tra i rami dei ciliegi in fiore.
L’imponente interno del memoriale dedicato all’autore della Dichiarazione di Indipendenza (foto Berchi)
NATIONAL ARCHIVES
Non occorre molto spazio per descrivere il fulcro della visita a Washington in occasione del 250°: gli Archivi Nazionali. Prima di andarci, è essenziale visitare il sito ufficiale per due motivi. Primo: ottenere il pass di ingresso, gratuito o a pagamento di 1 dollaro se si desidera un orario specifico. Secondo: informarsi su ciò che si vedrà.
Nella Rotonda monumentale, tra Pennsylvania e Constitution Avenue, sono esposti i documenti originali fondativi degli Stati Uniti: la Dichiarazione di Indipendenza, la Costituzione e il Bill of Rights. L’atmosfera è solenne, e il brusio dei visitatori si disperde verso l’alto, quasi a entrare nei grandi murales che rappresentano i Padri Fondatori nei momenti cruciali della firma delle due carte fondamentali.
Nella “Rotunda” degli Archivi Nazionali a Washington con i documenti fondativi originali degli Usa
I visitatori si affollano davanti alle teche dei documenti originali nei National Archives (foto Berchi)
Oltre a soffermarsi sulle teche, è importante dedicare tempo alle mostre permanenti e temporanee che esplorano il cammino dei diritti e delle libertà nel mondo. C’è anche un “Discovery Center” interattivo, particolarmente adatto ai più giovani.
La teca con la pergamena del “Bill of Rights” (foto Berchi)
NATIONAL MUSEUM OF AMERICAN HISTORY
Uscendo dagli Archivi e camminando per circa 500 metri lungo Constitution Avenue verso l’obelisco di GW, si raggiunge la prossima tappa del nostro itinerario. Questo museo, da un lato, è il complemento perfetto alla visita agli Archivi, ma dall’altro, potrebbe causare una sovradosaggio di informazioni ed emozioni.
Il museo mantiene le promesse del suo nome e, nonostante alcuni allestimenti possano sembrare datati (risalgono agli anni Ottanta), l’immersione nella storia americana è coinvolgente e ben organizzata. Ci sono reperti dalla Guerra d’Indipendenza al Vietnam, dai primi personal computer ai manifesti patriottici.
L’ingresso del Museo di Storia americana (foto Berchi)
Un ulteriore consiglio? Completate l’immersione, magari nei giorni successivi, con una visita al formidabile Museum of African American History and Culture (proprio accanto e che compie 10 anni) e al Museum of the American Indian, più distante, vicino al Campidoglio. Entrambi hanno ingresso gratuito, come quasi tutte le istituzioni culturali della capitale.
Compie 10 anni il Museum of African American History and Culture (foto Berchi)
Non siete ancora stanchi? C’è ancora la Library of Congress da esplorare… Sì, perché non dovete pensare che la Biblioteca del Congresso, dietro al Campidoglio, sia solo un santuario silenzioso per professori e ricercatori. Lo è, ovviamente, ma se visitate il sito scoprirete che la grande istituzione è sede di eventi, concerti e persino serate a tema. E, a proposito di eventi legati al 250°, una mostra confronta George Washington e Giorgio III. È davvero ironico che il destino abbia dato lo stesso nome al re e al presidente, quest’ultimo diventato tale perché il suo popolo non voleva più essere di sudditi ma di liberi cittadini.
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