Per un disaccordo con uno dei suoi professori di latino, Pirandello, a novant’anni dalla sua scomparsa, dovette abbandonare l’Università di Roma e si trasferì a Bonn portando con sé una lettera di raccomandazione da un altro docente. Qui trascorse due anni, dal 1889 al 1890, immerso in un periodo di intenso arricchimento culturale e di letture appassionate: si dedicò agli scritti dei romantici tedeschi, a Heinrich Heine e a Goethe. Fu proprio durante questo periodo che iniziò a tradurre le “Elegie Romane” di Goethe e a scrivere, emulandone lo stile, le poesie che sarebbero state pubblicate nelle sue raccolte liriche Renane e Boreali nel 1895. A Bonn, inoltre, Pirandello iniziò a riflettere sul concetto di Umorismo, che diventerà un pilastro della sua filosofia poetica e successivamente teatrale.
Sulle rive del Reno, ispirato dalla maestosità del paesaggio naturale, Pirandello scrisse la raccolta “Pasqua di Gea”, dedicata alla sua amante Jenny Schulz-Lander. Nei suoi settenari, con una musicalità che stempera l’impetuosità della natura, celebra non la Pasqua cristiana ma quella della dea Gea, simbolo della rinascita primaverile della natura: è l’eros che si manifesta in un’esplosione di vita e gioia, in contrasto con la morale cristiana. Nelle “Elegie Renane”, ispirate anch’esse all’amore per Jenny ma permeate da un senso di colpa, si avverte un presagio di fine relazione che trasmette una sensazione di angoscia insopportabile. Dalla malinconia emergono immagini di paesaggi grigi, di albe desolate e di atmosfere opprimenti, che si trasformano rapidamente in visioni felici e romantiche, come nei versi che descrivono i colli durante la vendemmia o i tranquilli villaggi sotto l’ombra lunga dei boschi vicino a Colonia.
Indimenticabili furono quindi i giorni trascorsi a Bonn, oggi un tranquillo sobborgo residenziale di Colonia, distante solo 29 chilometri e raggiungibile in circa 25 minuti di treno, bus o tram. L’esperienza a Bonn fu fondamentale anche per il perfezionamento della lingua tedesca, che Pirandello, una volta ritornato a Roma, utilizzò per dare lezioni private di tedesco e sostentarsi economicamente.
E come avrebbe potuto essere diversamente nella città natale di Ludwig van Beethoven, nato il 17 dicembre del 1770, che qui imparò a suonare sotto la guida del sensibile e coscienzioso Christian Gottlob Neefe, ammiratore di Johann Sebastian Bach? Beethoven trascorse qui 22 anni della sua vita, senza il sostegno di grandi protettori o maestri eccelsi, e senza compiere grandi viaggi, a eccezione di un breve soggiorno a Vienna nel 1787, durante il quale forse incontrò Mozart. Nonostante ciò, compose opere memorabili come il “Concerto in mi bemolle maggiore” e la “Sonata in mi bemolle maggiore”.
Le note di Beethoven, infuse di precisione e passione, non poterono che influenzare le emozioni e i sentimenti che Pirandello esprime nelle “Elegie Renane”. Pedalare sulle tracce del compositore nella città universitaria per eccellenza, dove anche Pirandello trascorse anni fruttuosi e apprezzò l’ambiente come molti giovani tedeschi oggi, diventa un piacevole omaggio alla sua figura. Anche a distanza di anni, la città rende omaggio a Beethoven con una ciclabile dedicata, che si snoda per 20 chilometri attraverso luoghi noti al compositore e celebrati nella sua musica.
Bonn, una città più che altro un tranquillo prolungamento di Colonia, offre molto di più di quanto si possa immaginare. Nonostante la perdita del ruolo di capitale politica, ha saputo reinventarsi come polo dell’arte e della scienza, proponendo mostre e attività culturali che attraggono visitatori da tutto il mondo. Musei innovativi e mostre imperdibili continuano a definire il suo profilo culturale.
INFO
– beethoven.de
– visit-bonn-region.de
– velo-bike.de
– germany.travel
ARRIVARE
Collegamenti diretti dall’Italia all’aeroporto di Colonia-Bonn sono forniti da eurowings.com, ryanair.com e ita-airways.com, mentre lufthansa.com opera con uno scalo a Monaco o Francoforte. L’Airport Express collega l’aeroporto alla stazione centrale di Bonn in mezz’ora.
DORMIRE E MANGIARE
L’hotel storico Rheinhotel Dreesen è frequentato da celebrità e diplomatici. L’Ameron Hotel Königshof offre una spa e una terrazza con vista sul Reno. Per un’esperienza gastronomica raffinata, il ristorante Elefant, situato in un edificio del 1636, è una scelta eccellente. Il Café Camus offre un’atmosfera filosofica, mentre il Café Nova è noto per i suoi dolci. Per godere di una splendida vista e gustare ottimi piatti, il Rohmühle Bonner Bogen è il luogo ideale.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




