Carnevale in Slovenia: Tradizioni Paganiche nei Borghi Antichi!

Di : Lorenzo Dalmoro

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I principali Carnevali della Slovenia, noti per essere interpretazioni moderne di antiche tradizioni pagane, hanno lo scopo di allontanare l’inverno, simbolo di oscurità e dolore, per dare il benvenuto alla primavera, portatrice di nuova vita e felicità.

Il Kurentovanje è il Carnevale più significativo della Slovenia, riconosciuto come patrimonio culturale immateriale dall’Unesco. Si celebra da secoli a Ptuj, un antico villaggio circondato da colline vitate nella Bassa Stiria, caratterizzato da castelli e piccole chiese. Il protagonista è il Kurent, una figura demoniaca che si aggira per le strade del paese indossando una pelliccia di pecora bianca, tenuta da una cintura da cui pendono campanacci. La testa è coperta da una maschera di pecora con un grande naso in cuoio, una lunga lingua rossa e orecchie fatte con ali di tacchino o oca. Il Kurent, saltellando rumorosamente, spaventa i bambini, ma offre la mano in segno di pace agli anziani e accetta i fazzoletti che le ragazze del villaggio gli offrono per placarlo. Ogni Kurent inserisce i fazzoletti nel suo cinturone e chi ne ha di più è considerato il più rispettato e nobile di Ptuj. Altre maschere tradizionali includono l’orso, un uomo vestito con un sacco di paglia, e i Piceki, maschere infantili che danzano nei cortili augurando alle donne di casa che le loro galline siano prolifiche.



Carnevale di Cerkno, maschere (courtesyTurismo Slovenia)

L’altro grande evento carnevalesco sloveno si tiene a Cerkno, un paese situato nella valle del fiume Cerknica, un affluente dell’Isonzo, poco più di un’ora di auto da Gorizia (54 km). Questo evento, denominato Laufarija, è un antico rito che ricorda festività simili dell’Alto Adige. Fu celebrato per secoli fino al 1914, interrotto dalle guerre mondiali e dall’occupazione italiana, e ulteriormente colpito dai bombardamenti tedeschi del 1944-45, che distrussero maschere e costumi, ma non cancellarono la memoria collettiva, permettendo così il recupero delle antiche tradizioni nel 1956, grazie agli sforzi dell’istituto etnografico sloveno e degli anziani del posto. I laufarji sono tornati a correre per le strade del paese, portando allegria e reintroducendo carri allegorici con figure storiche del Carnevale.

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Carnevale di Ptuj (courtesyTurismo Slovenia)

La preparazione della Laufarjia richiede mesi di lavoro da parte di molti giovani locali per costruire costumi di foglie, pigne, paglia e muschi, che devono essere rinnovati ogni anno, e per imparare i rituali, le danze e le canzoni della festa. La famiglia dei laufarji è costituita da 24 personaggi, quasi tutti con maschere intagliate nel legno di tiglio, l’albero nazionale sloveno.



Carnevale di Ptuj, Kurent (courtesy Turismo Slovenia)

La figura centrale della Laufarjia è il Pust, il Carnevale, che indossa una maschera cornuta e un pesante costume di muschi, rappresentante l’inverno e le avversità dell’anno passato. Seguono personaggi come il Giudice, che il pomeriggio della domenica di Carnevale giudica e condanna a morte il Pust, e la coppia Edera e Margherita, giovani e allegre simboli della primavera. Il Vecchio e la Vecchia, inseparabili, con lei che spazza via con la sua scopa di betulla i mali dell’inverno. La società del villaggio è rappresentata da figure come il fornaio, il boscaiolo, il costruttore di tetti di paglia, l’ubriacone, il malvagio e il ricco, oltre ai terjasti, armati di randelli, che sorvegliano il Pust e spaventano i bambini. Il capo dei laufarji ha il compito di uccidere il Pust con una mazza di legno, seguito dalle esequie durante le quali i laufarji cantano e danzano in un misto di dolore e celebrazione, culminando nel Carnevale di Cerkno.

INFORMAZIONI

– Carnevale di Ptuj

– Carnevale di Cerkno

– Visit Slovenia

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