Fino al 27 settembre Casa Morassi ospita a Gorizia una mostra che porta in città una nuova opera di Paolo Gasparini, uno dei nomi di riferimento della fotografia contemporanea. L’esposizione tocca temi urgenti come identità, migrazione e responsabilità verso le generazioni future: questioni che rendono la visita rilevante anche fuori dal circuito artistico.
La rassegna, intitolata Via per le strade, presenta una grande installazione realizzata come un trittico che fonde fotografia tradizionale e fotomurale. L’effetto scenografico è progettato per coinvolgere lo spettatore sia visivamente sia concettualmente.
Al centro dell’opera risuona una domanda esplicita: “Dov’è la mia patria?”. È un interrogativo che attraversa il lavoro di Gasparini e che, in questa mostra, viene messo in relazione con i flussi migratori, la memoria personale e le responsabilità collettive nei confronti dei giovani.
Perché questa mostra conta ora
Mostre come questa offrono una lente critica su fenomeni che incidono sulla vita quotidiana: spostamenti di popolazione, costruzione delle identità e il modo in cui le comunità tramandano valori e ricordi. Vederli rappresentati attraverso immagini di grande formato aiuta a trasformare concetti astratti in esperienze percettive concrete.
Accanto al trittico inedito è esposto anche uno dei lavori più noti di Gasparini, La pasión sacrificada, già presentato alla Biennale di Venezia, che offre un contrappunto storico al nuovo progetto.
- Quando: fino al 27 settembre
- Dove: Casa Morassi, Gorizia
- Artista: Paolo Gasparini
- Opera principale: trittico fotografico e fotomurale
- Temi: identità, migrazione, responsabilità verso i giovani
- Promotori: Regione Friuli Venezia Giulia e ERPAC
La scelta di riportare Gasparini nella sua città natale non è solo simbolica: rafforza il ruolo di Gorizia come spazio di dibattito culturale e laboratorio per il contemporaneo, favorendo un confronto pubblico attorno a questioni sociali e artistiche.
Per il visitatore, l’allestimento offre diversi livelli di lettura: dall’impatto immediato delle immagini di grande formato a rimandi storici e documentari che compongono il percorso espositivo. È una proposta pensata per stimolare riflessioni e conversazioni, non solo ammirazione estetica.
Un’occasione per il territorio
La mostra potrà avere ricadute anche sul territorio: eventi collaterali, visite guidate e discussioni pubbliche potrebbero ampliare la portata del progetto, trasformando l’esposizione in un momento di confronto civico oltre che artistico.
Chi volesse approfondire trova in loco materiali e riferimenti al lavoro di Gasparini, utile per contestualizzare l’installazione all’interno della sua carriera e della storia della fotografia contemporanea.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




