Green pass sotto accusa per test fasullo: Evangelisti FdI Emilia-Romagna rischia dimissioni

Di : Lorenzo Dalmoro

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Marta Evangelisti, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, è stata condannata e sanzionata con una multa da 3.150 euro per aver ottenuto un Green Pass falso tramite la dichiarazione di un tampone mai eseguito. La sentenza, notificata in queste ore, ha riacceso il dibattito politico e sollevato richieste di dimissioni da parte di più forze d’opposizione: la questione riguarda non solo la posizione personale dell’esponente meloniana, ma anche la tenuta delle istituzioni locali.

Come e quando avvenne il certificato irregolare

I fatti contestati risalgono al 13 dicembre 2021, durante la fase acuta dell’emergenza Covid, quando il possesso del Green Pass era indispensabile per l’accesso al lavoro e ad altri servizi. Secondo l’accusa, presso una farmacia di Sambuca Pistoiese sarebbe stato inserito nel sistema informatico il certificato di negatività relativo a Evangelisti senza che fosse stato eseguito alcun tampone.

Le indagini descrivono uno scambio via WhatsApp tra la consigliera e la titolare dell’esercizio sanitario, e la successiva registrazione dei dati sulla piattaforma ministeriale per l’emissione del certificato. La consigliera, interpellata dall’agenzia, al momento ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Il percorso della sentenza

Per Evangelisti il giudice ha disposto inizialmente una pena detentiva che è stata poi ridotta e convertita in una sanzione pecuniaria: la condanna finale è pari a 3.150 euro. Le imputazioni contestate sono legate al falso ideologico in concorso e al contributo materiale al rilascio di un documento contenente dati non corrispondenti al vero.

Nel medesimo procedimento, la titolare della farmacia è stata raggiunta da una misura più grave per falso ideologico e falso materiale, per la quale il pubblico ministero ha sostenuto l’esistenza di ripetute pratiche irregolari relative all’emissione di certificati.

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Reazioni politiche e istituzionali

La notizia ha provocato una rapida reazione dell’opposizione regionale. Il segretario provinciale del Pd di Bologna ha definito il comportamento «inaccettabile», sollecitando una presa di posizione chiara da parte della consigliera e auspicando le dimissioni come gesto di responsabilità verso chi ha rispettato le regole durante la pandemia.

Analoghe richieste sono arrivate da Avs e dal Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, che ritengono incompatibile la permanenza in carica dopo una condanna per fatti collegati alla gestione dei green pass. Dal presidente della Regione, Michele de Pascale, è arrivata una presa di distanza prudente: pur evitando commenti sulle sentenze, ha sottolineato l’importanza delle politiche vaccinali e la gravità dei fatti, se confermati giudizialmente.

  • Data dell’episodio: 13 dicembre 2021
  • Sanzione inflitta a Evangelisti: 3.150 euro
  • Accuse principali: concorso in falso ideologico e falso
  • Luogo: farmacia di Sambuca Pistoiese (Pistoia)
  • Altre persone coinvolte: 147 decreti penali per presunti falsi Green Pass
  • Magistratura: provvedimenti firmati dal Gip Luca Gaspari; indagini condotte dalla pm Laura Serranti
  • Opzione difensiva: il decreto penale può essere impugnato entro 15 giorni, con apertura del processo

Quante persone coinvolte e sviluppo dell’inchiesta

La vicenda non riguarda un caso isolato: il Gip del tribunale di Pistoia ha emanato decreti penali di condanna per altre 147 persone che, a vario titolo, risultano coinvolte nelle emissioni irregolari di certificati nello stesso periodo. Per molti imputati la procedura adottata è quella del pagamento di una pena pecuniaria, ma le difese possono chiedere il prosieguo del dibattimento.

La farmacista imputata risponde di reati per i quali si procede separatamente, mentre per gli altri soggetti la via del decreto penale ha permesso chiusure amministrative che, se contestate, porteranno a processi ordinari.

Il caso mette al centro due temi che restano sensibili: la responsabilità degli amministratori pubblici e la precisione delle procedure nel rilascio di documenti sanitari digitali, soprattutto quando questi hanno impatti sulla libertà di lavoro e sulla partecipazione sociale.

Per ora la vicenda resta aperta sul piano politico, con il calendario delle reazioni che potrebbe influire sulle decisioni interne al gruppo regionale e sulla tenuta degli equilibri in Assemblea. Sul fronte giudiziario, eventuali impugnazioni ai decreti penali determineranno il prosieguo delle contestazioni e, eventualmente, nuovi sviluppi processuali.

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