Udine: il terremoto torna protagonista, testimonianze e memoria in piazza

Di : Marcelina Vescovi

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Per il cinquantesimo anniversario del terremoto che sconvolse il Friuli, Udine organizza un momento pubblico di ricordo e confronto: martedì 5 maggio, alle 15, nella storica cornice della Casa della Contadinanza sul colle del Castello, si terrà l’incontro “Dove ero, con chi ero, cosa ho visto” con il giornalista Toni Capuozzo. L’appuntamento punta a mettere in dialogo testimonianze dirette e nuove generazioni, ricordando perché quella notte resta centrale per l’identità regionale.

Toni Capuozzo, autore e testimone di quei giorni, presenterà il suo ultimo libro, intitolato Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli (Edizioni Biblioteca dell’Immagine), nell’ambito di un tour che tocca diverse località della regione. L’evento arriva inoltre pochi giorni dopo la sua nomina a presidente di Mittelfest per il triennio 2026–2028, un segnale che rafforza il legame tra l’autore e il territorio.

L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Città di Udine e realizzata sotto l’egida della Regione Friuli Venezia Giulia, non vuole essere una semplice commemorazione formale: come spiegano gli organizzatori, l’obiettivo è aprire un confronto vivo, capace di restituire il senso di una comunità che ha ricostruito non solo case ma anche una visione condivisa del futuro.

  • Quando: martedì 5 maggio, ore 15:00
  • Dove: Casa della Contadinanza, colle del Castello, Udine
  • Ospite: Toni Capuozzo, autore e giornalista
  • Libro: Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli
  • Ingresso: libero
  • Organizzazione: Pro Loco Città di Udine, con il patrocinio della Regione FVG

La presenza istituzionale sarà rappresentata dal Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Bordin, che porterà un saluto all’apertura della serata. L’incontro si svilupperà in più momenti: la proiezione di filmati d’epoca, la presentazione del volume e uno spazio aperto al pubblico per raccogliere racconti e domande.

Far emergere la pluralità di ricordi è parte della scelta organizzativa: dopo le immagini d’archivio, il palco diventerà luogo di ascolto, dove chi c’era e chi è arrivato dopo potrà contribuire a ricomporre la memoria collettiva. Questo approccio punta a trasformare la presentazione in una testimonianza condivisa, utile anche a chi si avvicina oggi alla storia del territorio.

Perché questo incontro conta ora? A 50 anni dall’evento, molte testimonianze dirette vanno preservate o rischiano di andare perdute, mentre il racconto pubblico aiuta a spiegare ai più giovani il concetto di Modello Friuli — la capacità di reagire, ricostruire e riorganizzarsi che ha segnato la regione. Inoltre, la combinazione tra cultura, istituzioni e associazionismo locale mostra come la memoria storica influisca ancora sulle scelte culturali e di governance.

Il ciclo di presentazioni di Capuozzo nel Friuli offre inoltre un’opportunità per ripensare il patrimonio di fonti audiovisive e orali conservate nelle comunità: non solo ricostruzione degli edifici, ma anche cura dei ricordi come bene collettivo. A Udine, la serata del 5 maggio è pensata proprio in questa chiave, con la partecipazione diretta dei cittadini che vorranno intervenire.

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