Meloni esige scuse da Israele: immagini choc mostrano maltrattamenti alla Global Sumud Flotilla

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Il governo italiano ha reagito con fermezza alla diffusione, nelle ultime ore, di un video pubblicato dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir che documenterebbe il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla. Roma ha chiesto chiarimenti immediati e ha annunciato misure diplomatiche: la vicenda coinvolge anche cittadini italiani e potrebbe avere ripercussioni sulle relazioni bilaterali.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno definito le immagini «inaccettabili» e hanno annunciato passi formali per ottenere il rilascio dei connazionali trattenuti in Israele. Il governo italiano ha inoltre preteso scuse ufficiali per il modo in cui sono stati trattati i manifestanti e ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma per chiedere spiegazioni.

  • Condanna pubblica delle immagini e della condotta mostrata nel video.
  • Richiesta di rilascio immediato per i cittadini italiani coinvolti.
  • Domanda di scuse formali per il trattamento subito dagli attivisti.
  • Convocazione dell’ambasciatore come gesto diplomatico formale di protesta.

Convocare un ambasciatore è, nella prassi diplomatica, una reazione netta: l’Italia aveva già adottato lo stesso strumento in tempi recenti. Nei primi mesi dell’anno Roma aveva richiesto chiarimenti dopo denunce relative al comportamento di un cittadino israeliano nei confronti di Carabinieri in Cisgiordania; poi, a fine marzo, era intervenuta per il divieto imposto al cardinale Pierbattista Pizzaballa di presiedere la messa pasquale a Gerusalemme.

La posizione del governo italiano verso Israele resta tuttavia composita. Negli ultimi mesi, anche alla luce delle operazioni nella Striscia di Gaza e dei bombardamenti sul Libano, le dichiarazioni ufficiali sono diventate più critiche rispetto al passato. Al tempo stesso, l’Italia si è opposta a sanzioni europee contro Israele, si è astenuta in votazioni chiave alle Nazioni Unite relative alla Palestina e ha espresso riserve su alcuni dossier europei che riguardano i rapporti UE-Israele.

In pratica, il governo si è mosso con particolare energia quando sono state coinvolte persone di nazionalità italiana o questioni suscettibili di forte reazione dell’opinione pubblica.

Tra i fermati — trattenuti nel porto di Ashdod dopo il sequestro in acque internazionali — figurano alcuni italiani, fra cui il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovano. Nel video diffuso da Ben Gvir si vedono scene di contenimento che molti osservatori hanno giudicato dure: persone trascinate a terra, file di fermati ammanettati e inginocchiati con la fronte a terra, e un individuo bendato.

Si ascoltano altoparlanti che diffondono l’inno nazionale mentre i fermati restano a terra con le mani dietro la schiena; nel corso delle riprese il ministro Ben Gvir pronuncia la frase «Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare» e agita una bandiera.

Itamar Ben Gvir è considerato una figura di destra radicale all’interno dell’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu e in passato è stato protagonista di gesti e dichiarazioni che hanno suscitato polemiche.

Quali sono le possibili conseguenze pratiche? In questa fase l’evoluzione più probabile è di natura diplomatica: chiarimenti formali, pressioni per la liberazione degli arrestati e un confronto tra i ministeri degli Esteri. Un’escalation non è scontata, ma la vicenda riporta al centro del dibattito pubblico italiano il tema della tutela dei cittadini all’estero e il ruolo dell’Italia nelle votazioni internazionali legate al conflitto israelo-palestinese.

La situazione resta in rapido aggiornamento: il governo ha dichiarato che agirà «ai massimi livelli istituzionali» per seguire la sorte dei connazionali coinvolti e per ottenere risposte ufficiali da Tel Aviv.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Venezia: candidati sindaco si scontrano sulla sfida più urgente per i residenti

Lascia un commento

Share to...