Dal 22 al 24 maggio Paluzza si trasforma in laboratorio culturale: un festival che unisce musica dal vivo e confronti pubblici per mettere al centro il valore civico e i diritti evocate dall’Articolo 2 della Costituzione. L’iniziativa prova a rispondere a problemi contemporanei — migrazioni, lavoro, ambiente — offrendo uno spazio di discussione e partecipazione aperto e gratuito.
Un progetto collettivo tra note e riflessione
Il cartellone, battezzato !Dov’eri? Voci dall’Articolo 2, è promosso dal Comune di Paluzza con l’associazione Euritmica nell’ambito della rassegna “Note Nuove”. La tre giorni combina concerti di artisti nazionali e locali con tavole rotonde, workshop e attività pratiche rivolte a scuole e famiglie.
Dietro l’evento c’è un’idea precisa: usare la musica come catalizzatore per sollevare temi civili, favorire la partecipazione e stimolare nuove forme di cittadinanza, soprattutto tra i giovani. Il programma è sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da numerosi soggetti del territorio, e collabora con realtà come Inniò, Arci Mont, Aeson, CeFAP, LegaCoop e Itaca.
Tre momenti, tre tag
La direzione artistica di Alessio Velliscig ha strutturato il festival in tre percorsi quotidiani pensati per coinvolgere il pubblico a diverse ore del giorno:
- #DOV’ERImuovi! — attività mattutine dedicate alla cura degli spazi naturali e laboratori pratici (anche con il legno);
- #DOV’ERIchiedi! — pomeriggi di dibattito con giornalisti, attivisti e specialisti su temi come integrazione, lavoro e pratiche ecologiche;
- #DOV’ERIsuona! — serate di musica dal vivo in piazza XXI-XXII luglio, che chiudono e commentano idealmente le giornate.
Perché conta ora
I temi affrontati—migrazione, precarietà lavorativa, tutela ambientale—sono al centro del dibattito pubblico e riguardano direttamente le comunità locali. Un festival che intreccia festa e politica offre ai cittadini strumenti concreti per riflettere e agire, non solo parole.
Programma essenziale
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero; in caso di maltempo i concerti saranno trasferiti al coperto. Di seguito i momenti principali per giornata:
- 22 maggio — mattina dedicata alla cura del territorio con iniziative CeFAP; alle 17:30 dibattito su “Popoli in movimento – integrazione vs repressione” con rappresentanti di Emergency, CGIL e centri di accoglienza; serata musicale con Filippo Graziani (speciale “80 buon compleanno Ivan”) e opening di Jvan Moda.
- 23 maggio — attività di manutenzione e visita guidata alle opere di Land Art con il collettivo Aeson; alle 17:30 confronto sul lavoro tra etica, innovazione e formazione con sindacati, imprenditori e formazione tecnica; serata con i Modena City Ramblers e apertura degli Arbe Garbe.
- 24 maggio — laboratori di Land Art alla Torre Moscarda accompagnati dai Trivàl; alle 17 approfondimento “Brigate del bosco – ecologia in azione” con esperti, educatori naturalistici e contributi in collegamento video; chiusura musicale con No Good meets Passiòn e Urtie.
Voci e contenuti
Il festival ospita interventi di figure note per il loro impegno civile e professionale: operatori di emergenza e accoglienza, esponenti sindacali, giornalisti e promotori culturali che porteranno analisi documentate e testimonianze dirette.
Tra i relatori figurano rappresentanti di Emergency e del Centro Balducci, intellettuali e responsabili di realtà associative e formative. L’obiettivo è mettere a confronto prospettive differenti per costruire strumenti operativi e saperi condivisi a livello locale.
Impatto locale e prospettive
Al di là degli spettacoli, il valore del festival si misura nella capacità di rafforzare legami sociali, promuovere pratiche di cura ambientale e sollecitare dibattiti sul lavoro e sui diritti. Per una comunità di montagna come quella della Carnia, iniziative di questo tipo possono diventare momenti di rilancio culturale e di visibilità territoriale.
È un esperimento ambizioso: coniugare intrattenimento e responsabilità civile in un calendario ricco e pensato per durare oltre tre giorni, seminando idee e azioni replicabili anche altrove.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




