Sindone: Repole critica le nuove teorie, “Superficialità nelle conclusioni”!

Di : Teodoro Montani

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L’arcivescovo di Torino: “Senza entrare nei dettagli di queste nuove teorie, esorto tutti a mantenere sempre un’oculata vigilanza critica su ciò che viene pubblicato così rapidamente”

“Assistiamo nuovamente alla diffusione di teorie inedite riguardanti la Sindone e i suoi enigmi. L’ultima teoria suggerisce che il Sudario potrebbe non essere stato posizionato sul corpo di un uomo defunto, ma piuttosto su un manichino creato appositamente per riprodurre l’immagine visibile sulla tela”. Queste sono le parole con cui l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, ha commentato le recenti notizie riguardanti la Sindone.

Il cardinale Repole, che ricopre il ruolo di “Custode della Sindone”, ritiene non sia necessario per lui intervenire direttamente sulle teorie “elaborate liberamente da esperti più o meno riconosciuti”. Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone di Torino, che fornisce supporto scientifico al Custode in base al proprio statuto, ha rilasciato un documento che esamina accuratamente i metodi e i risultati di questa “scoperta”.

“Non dovremmo sorprenderci troppo dello scalpore che certe informazioni, siano esse vere, probabili, nuove o vecchie, possono generare in un ambiente mediatico ormai globale e immediato”, osserva l’arcivescovo, “ciò che preoccupa è la leggerezza con cui vengono spesso tratte conclusioni, che non resistono a un’analisi approfondita del lavoro presentato. È fondamentale ribadire l’importanza di non trascurare mai l’attenzione critica necessaria di fronte a ciò che viene pubblicato così facilmente”.

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