Acqua in tutte le sue forme: dolce e salata, palustre e oceanica, fluviale e tempestosa, fangosa e scivolosa, ferma e torbida, silenziosa e immobile, rumorosa e chiassosa, ribollente e piatta, incessante e dominante, onirica e poetica, traboccante e cristallina, tesa come una tavola da surf, fluida come la crema dei pasteis de Belรฉm. Parole che scorrono come liquido. Remota a Mafra ma vicina a Ericeira, dove “splende al tramonto come una spada lasciata cadere dal sole, che l’astro dovrร rinfoderare mentre scende all’orizzonte”; perfetta per Instagram. Acqua ingannevole come le amanti di corte che circondavano Giovanni V, sincera e salutare come la sua consorte “Marianna” d’Austria, destinata a una maternitร a ogni costo (anche a costruire un convento-palazzo francescano con quattromilacinquecento aperture tra porte e finestre). E ancora, grigia come l’acciaio, blu come gli azulejos, verde kiwi come i campi da golf blasonati di Estoril – oggi calpestati da brasiliani e americani, che hanno preso il posto di inglesi e italiani – o verde intenso come gli aghi dei pini marittimi dell’entroterra protetto, che odora e profuma di anice selvatico.
Un serbatoio di sogni. Da esplorare pedalando sulla pista ciclabile rossa ai margini delle melodiose maree intrappolate nell’estuario del Tago e camminando oltre le dune di Praia do Guincho, formate dalla dissoluzione della piattaforma rocciosa, tra le scogliere di Cabo de Roca e Ribeira d’Ilhas, tra Sintra e Cascais. Circondati da una capitale escheriana che, tra i colli urbanizzati, rimodellati dopo il terremoto del 1755 e gentrificati negli ultimi cinque anni, rimane sovraffollata di turisti, collegata da trasporti pubblici piรน cari per i forestieri del pentagono iberico, sferzata dai venti ma con l’unico polmone verde di Monsanto.
La Riserva Naturale dell’Estuario del Tago, terra di passaggio migratorio, รจ un’ampia zona umida a circa 40 minuti in auto dal centro di Lisbona che ospita centinaia di specie di uccelli tra cui gli eleganti ma asciutti e bruscamente beccuti fenicotteri; รจ un paradiso per gli appassionati di birdwatching durante tutto l’anno. ร possibile avvistare avocette, aironi, aquile e altri volatili acquatici e costieri. Si puรฒ esplorare a piedi seguendo i sentieri della riserva o utilizzando un’auto elettrica con un tour guidato o partecipando ai giri esplorativi in barca per osservare gli uccelli dal fiume. L’Evoa, acronimo di Espaรงo de Visitaรงรฃo ou Observaรงรฃo de Aves legato allโUniversitร di Lisbona, รจ situato all’interno della riserva naturale e offre un’esperienza focalizzata sul birdwatching perchรฉ dispone anche di un Centro di Interpretazione con mostre digitali-pseudo-immersive e attivitร complementari allโosservazione e allo studio degli uccelli, alcuni dei quali a causa del riscaldamento sono divenuti stanziali. Non รจ la Laguna di Marano, nรฉ il Polesine e tantomeno la Camargue ma ha il suo perchรฉ soprattutto quando, improvvisamente disturbati, si elevano stormi di uccelli dagli esuli pensieri nel vespero migratorio.
Alla fine, come diceva Saramago, “il viaggiatore รจ l’unico abitante della laguna, o almeno vuole crederlo, oltre ai locali, uomini e creature acquatiche e terrestri. Perciรฒ (ogni cosa bella deve avere la sua ombra) le paludi come le lagune e le saline sono deserte… rimane il silenzioso respiro d’azzurro. Ma ciรฒ che il viaggiatore non puรฒ vedere lo immagina, ed รจ uno dei tanti motivi per cui viaggia. La laguna, oggi, ha un nome che ben le si addice: si chiama solitudine, parla con il viaggiatore, gli parla incessantemente, chiacchiere d’acqua dove il viaggiatore sa che sta tentando di esprimere l’ineffabile, che le parole non saranno in grado di dire…”
E cosa dire della pista ciclabile lungo il Tago che, piรน in centro, lambisce il Parco delle Nazioni, alcova dell’Expo 1998 dedicata agli Oceani? Di narrazione green-dream al passo coi tempi, ma rimane un manuale di architettura di fine millennio (in primis la stazione di Calatrava e l’ingegneristica pala di Siza Vieira e il ponte sospeso Vasco da Gama, tracciato sull’estuario per 17 chilometri) e soprattutto rivela le tracce ipnotiche che il gioco delle maree della natura del Tago disegna sul fango sabbioso. Texture da colica esplosiva per dirla alla Cรฉline. E sospiri di ponte. Tutto sommato compiace il viaggiatore fan del “pedalo dunque sono”.
Oltrepassati i sette colli urbani oltre Estoril e Cascais si precipitano nell’Atlantico procelloso le scogliere frastagliate, alternate dalle spiagge dei surfisti piรน spericolati, verso quella leziosa bomboniera che รจ Sintra, ormai soffocata dai bus e dai van che vomitano i turisti prenotati per ammirare quel concentrato di arte e bellezza naturale che un tempo costituiva la valvola di sfogo per i lisbonesi (รจ a soli 30 chilometri dal concitato cuore della capitale) tanto da essere considerata il “parco piรน prezioso della capitale come Cascais la sua spiaggia piรน elegante”. Non a caso vista da lontano o da vicino Sintra resta sospesa tra la terra e il paradiso; un “Eden glorioso” la definรฌ Byron, aggrovigliato nel verde esotico del Parco de Pena, incastonato tra picchi millenari dove si confondono castelli romantici, palazzi manuelini e ville coloniali. Vezzi e pizzi al confronto del selvaggio Cabo de Roca. Alto 140 metri segna il fragoroso limite piรน occidentale del Vecchio Continente distratto. Dal faro, le scogliere che si susseguono spesso nella nebbia sono mozzafiato (spesso agliato da queste parti perchรฉ la cucina lusitana di influenza iberica non si รจ ancora liberata del tutto della bulbosa saporita pianta). Il vento รจ implacabile a 38ยฐ e 47 di latitudine nord e 9ยฐ e 30 di longitudine ovest come, a onor del vero, in tutta la costa occidentale del Portogallo e in quella galiziana con la Costa della Morte. Iconica e simbolica subisce maree di turisti che ne smorzano il magnetismo, il sublime alla Friedrich.
Quindi si alternano crudi e titanici paesaggi, faraglioni impervi, scogli affioranti dove, intrecciati a dovere, pochi arditi locali raccolgono i percebes (crostacei rari e prelibati) e romantici fari atlantici lร dove urla il vento e spesso fischia irriverente la bufera per la gioia dei naviganti piรน masochisti. E spericolati come quei surfisti che solcano le onde lunghe di Ericeira, prezioso borgo di pescatori, scelto durante la pandemia da tanti appassionati della tavola che vi abitano lavorando in remoto, arrotolato a pochi chilometri sia da Sintra che da Mafra. Che รจ dominata dallo spettacolare palazzo-convento barocco voluto da Joรฃo V, il re Sole portoghese che cacciava nella sua riserva di 800 ettari oggi Tapada Nacional, adibita a parco come tante antiche riserve reali di caccia europee a cominciare dal Parco Nazionale Gran Paradiso, terra venatoria dei re sabaudi. Cervi (una delle sale ritagliate nei 37mila metri quadrati del palazzo-convento รจ il “Vaticano” delle corna e dei cornuti di sangue blu), volpi, civette, gufi, aquile, caprioli, cinghiali scorrazzano e sorvolano ondulati boschi di pini, eucalipti e querce. Dove la natura รจ romantica e la grandeur green-dream detta legge.
INFO
– visitlisboa.com
– tapadademafra.pt
– visitportugal.com
ARRIVARE
Con flytap.com
DORMIRE E MANGIARE
Premesso che nei dintorni di Sintra si snocciolano splendide quintas trasformate in resort o b&b di charme (Quinta A -Capela, Quinta de Sao Thiago, Hotel Palacio de Seteais, Hotel Palacio de Seteais), nella vicina Ericeira sulla costa campeggia un design hotel di lusso e di gusto ecobio oriented: Immerso che propone una sana e leggera cucina a fuoco lento di brace (pesce fresco, verdure). Al Parco delle Nazioni immancabile la sosta dal master-chef di DโBacalhau.
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Lorenzo รจ un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




