Torino: mostra sull’architettura alpina svela progetti e sfide in montagna

Di : Lorenzo Dalmoro

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Un nuovo docufilm mette al centro l’Italia delle Alpi per interrogarsi su come l’architettura possa cambiare il volto delle comunità montane. Proiettato in anteprima a Milano e in programma in diverse città tra il 19 e il 26 marzo, il film esplora dieci progetti concreti che cercano un equilibrio tra rispetto del paesaggio e bisogni locali.

Promosso dall’Associazione Architetti Arco Alpino (AAA) e realizzato da Francesca Molteni e Davide Foiz per Muse Factory of Projects, il lavoro dura 86 minuti e percorre oltre 1.200 km dell’arco alpino italiano.

Più che mostrare i progettisti, il documentario dà la parola a chi vive quei luoghi: insegnanti, gestori di impianti, pastori e guide alpine raccontano l’impatto quotidiano delle opere. È questa scelta – privilegiare le voci locali – a distinguere il film e a far emergere questioni pratiche e sociali legate al territorio.

  • Durata e struttura: 86 minuti che alternano panorami ampi e dettagli ravvicinati; non un catalogo di architettura ma dieci storie di comunità.
  • Obiettivo dichiarato: mostrare come la buona progettazione possa sostenere sviluppo sociale, tutela ambientale ed economia locale.
  • Temi: recupero di aree abbandonate, nuove scuole, riqualificazione di alpeggi, lotta allo spopolamento e promozione del turismo sostenibile.
  • Date e tappe: proiezioni tra il 19 e il 26 marzo a Torino, Sondrio, Bolzano, Trento, Udine, Belluno, Vercelli e Aosta (per informazioni: architettiarcoalpino.it).

Tra i luoghi raccontati compaiono Courmayeur, Valdaora, Livigno, Pragelato e l’Ossola; a queste storie si affiancano interventi più contenuti ma significativi, come la scuola d’infanzia di Valdaora di Sotto, il nuovo plesso di Puos d’Alpago, il recupero della Borgata Paraloup a Rittana e la riqualificazione degli alpeggi a Pragelato.

Alcuni segmenti del film sollevano interrogativi: la struttura del Mottolino a Livigno e la Skyway sul Monte Bianco vengono mostrati non solo come opere architettoniche, ma anche come simboli della trasformazione turistica delle montagne. Queste scene stimolano un dibattito pratico su quanto siano compatibili l’attrattività commerciale e il rispetto dell’ambiente alpino.

Il racconto si muove infatti tra due poli: da un lato progetti che cercano di restituire valore alle comunità e ai paesaggi, dall’altro interventi che, pur riusciti dal punto di vista estetico o tecnologico, possono alimentare fenomeni di sovra-sfruttamento e cambiamento dei percorsi tradizionali.

Il film non pretende di fornire risposte univoche; piuttosto, funziona come uno stimolo a riflettere su scelte progettuali e priorità locali. Per comprendere meglio, ecco alcune delle storie e dei loro protagonisti:

  • Valdaora di Sotto (BZ) – scuola per l’infanzia firmata Feld72: esempio di linguaggio contemporaneo pensato per l’uso quotidiano dei bambini.
  • Puos d’Alpago (BL) – nuovo plesso scolastico progettato da Facchinelli, Da Boit e Saviane: educazione e comunità al centro dell’intervento.
  • Paraloup, Rittana (CN) – recupero di borgata curato da più studi locali: il recupero edilizio come leva per rivitalizzare il territorio.
  • Pragelato (TO) – riqualificazione di alpeggi a cura del CoutanStudio: pratiche sostenibili per l’economia locale.
  • Livigno (SO) – Mottolino Fun Mountain: caso controverso sul rapporto tra infrastrutture turistiche e tutela dei sentieri tradizionali.
  • Monte Bianco – Skyway: un’opera visivamente rilevante che solleva domande sul ruolo del marketing e della fruizione di massa in alta quota.
  • Oira (VB-NO) – ex cava di gneiss trasformata nel Tones Teatro Natura (Fuzz Atelier): rigenerazione culturale del paesaggio estrattivo.
  • Rimella (VC) – San Gottardo: interventi per il recupero delle borgate, firmati da Carlo Sillano e Luigino Zardo.

Il valore pratico del film è chiaro: mostra modelli operativi che le amministrazioni locali e i cittadini possono riconoscere. Al tempo stesso evidenzia i rischi legati a progetti che privilegiano l’attrattività turistica senza considerare pienamente la sostenibilità a lungo termine.

Per chi lavora nelle Alpi — amministratori, professionisti, operatori turistici e residenti — la pellicola rappresenta uno strumento utile per avviare discussioni concrete su politiche di riqualificazione, gestione delle risorse e ritorno dei giovani nei borghi.

Info proiezioni: il film “Il tempo della montagna – Architettura alpina in dieci storie” sarà proiettato a Torino il 19 marzo 2026; per il calendario completo e aggiornamenti consultare architettiarcoalpino.it.

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