Le Grotte di Ajanta ed Ellora: Capolavori Rupestri dell’India
Le grotte di Ajanta ed Ellora rappresentano uno degli esempi più significativi di arte rupestre in India, riconosciute come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Situate sull’altopiano del Deccan, nello stato del Maharashtra, queste grotte sono state scolpite tra il II secolo a.C. e il IX secolo d.C. e servivano come luoghi di preghiera, templi e monasteri. Offrono una finestra sulle prime manifestazioni artistiche legate alle religioni induista, giainista e buddista. Ajanta è più antica e vasta, rendendola una tappa imprescindibile per chi ha tempo limitato. Aurangabad, con una popolazione di circa 1.400.000 abitanti, funge da punto di partenza per esplorare questi siti, con Ajanta a 105 km e Ellora a 30 km a nord della città. Originariamente chiamata Khadke, la città fu rinominata in onore dell’imperatore musulmano Aurangzeb, famoso per i resti delle mura cittadine che si riflettono nelle acque del fiume Khan. Aurangabad è nota anche per i suoi esempi unici di architettura Moghul nel sud dell’India, come il Biki-ka-Maqbara, spesso chiamato il falso Taj Mahal, oltre a vari santuari e moschee. In due giorni è possibile avere una panoramica completa dell’arte delle quattro principali religioni dell’India.
PRIMO GIORNO
Il Biki-ka-Maqbara, costruito nel 1679 su ordine di Rabia-ud-Darani, figlio di Aurangzeb, è una replica meno raffinata del Taj Mahal di Agra, completo di torri, vasche e giardini, ma realizzato con materiali meno pregiati. Anche il Panchakki, un santuario dedicato al santo sufi Baba Shah Musafir, guida spirituale di Aurangzeb, risale al 1624 e include la sua tomba e una moschea, circondate da un vasto giardino con un serbatoio che alimenta un mulino ad acqua.
Aurangabad ospita uno dei bazar più vivaci del Maharashtra, accessibile attraverso la Bara Pulla Darvanza, l’ornata porta del quartiere musulmano. Numerose botteghe offrono prodotti come mezzeri (copriletto in cotone), seta broccata, tessuti vari, oggetti e gioielli in giada. Il museo storico della Marathwada University contiene una vasta collezione di manufatti e opere d’arte del periodo Maratha (1674-1818). Da non perdere le dieci grotte buddiste a nord del centro, usate tra il VI e il VII secolo come monasteri e templi, in particolare la grotta numero sette con una figura di Bodhisattva in preghiera e sculture di donne adornate di gioielli.
SECONDO GIORNO
Le grotte di Ellora, distanti 30 km, ospitano 34 caverne dedicate ai culti buddista, induista e giainista. Le 12 grotte buddiste, realizzate tra il VII e il IX secolo, servivano come monasteri, eccetto per la grotta numero dieci, concepita come tempio. Le 17 grotte induiste, costruite nel X secolo, presentano una complessità architettonica superiore, con il tempio di Kaisala (grotta numero sedici) che da solo ha richiesto l’estrazione di duecentomila tonnellate di pietra. Le 5 grotte giainiste, situate a nord dei templi indu, sono famose per le loro sculture rupestri.
Ajanta, situata a 105 km, conserva 29 caverne scavate tra il II secolo a.C. e il VII secolo d.C. per il culto buddista, comprendendo 24 monasteri e 5 templi. Abbandonate nel VII secolo, furono riscoperte casualmente nel 1819. Nonostante i danni subiti, molte opere sono state restaurate tra il 1920 e il 1922 da un team di restauratori italiani.
CENA
A Aurangabad, il Green Leaf è il miglior ristorante vegetariano, con pasti che costano tra 2 e 6 euro. Il Maratha Restaurant, vicino al Nirala Bazaar, è l’ideale per assaporare piatti della cucina Moghul, inclusi il pollo tandoori e varie ricette di carne, oltre a opzioni vegetariane.
INFORMAZIONI
– Aurangabad Tourism
– Maharashtra Tourism
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