“State attenti, il centro di Firenze è un vero e proprio labirinto per turisti”. Queste parole provengono da un amico fiorentino, esperto del settore turistico, e ci serviranno da monito mentre scriviamo queste righe su un giorno e mezzo trascorso nella capitale toscana. Il nostro obiettivo principale era chiaro e ci ha aiutato a mantenere la concentrazione: visitare l’esposizione “Beato Angelico” (aperta fino al 25 gennaio 2026), un evento che si è rivelato davvero eccezionale. Questo focus ci ha permesso, seppur a malincuore, di ignorare le numerose altre meraviglie che Firenze ha da offrire.
Una cosa è certa: anche fuori dalla stagione turistica, Firenze non è affatto vuota. Non aspettatevi quindi di trovare un centro storico tranquillo e poco affollato. Anche se le orde di turisti sono meno dense, c’è sempre un gran via vai di persone.
Inoltre, nel centro storico ci si sposta principalmente a piedi. Tuttavia, per i tragitti più lunghi abbiamo trovato molto comodi i mezzi pubblici, specialmente i minibus della linea “C”. Su tutti i mezzi è possibile pagare con sistemi contactless, evitando così il fastidio di dover comprare i biglietti sul posto. Ecco, quindi, le nostre impressioni sulla visita.
I pannelli dell’Armadio degli Argenti, normalmente conservati a San Marco e attualmente esposti a Palazzo Strozzi (Foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio)
CONVENTO DI SAN MARCO
Il Convento di San Marco è una delle location della mostra e merita di essere visitato per primo, visto che l’Angelico ha vissuto e lavorato qui, creando gli incredibili affreschi che lo hanno reso celebre. È essenziale acquistare i biglietti online, scegliendo data e ora, e purtroppo la mostra non offre un biglietto cumulativo per entrambe le sedi. Quindi, vi consigliamo di acquistare anche il biglietto per Palazzo Strozzi online.
La visita a San Marco si divide in due parti: gli affreschi sul posto, nelle aree comuni e nelle celle del primo piano, e la sezione dedicata agli esordi dell’artista nel chiostro, piccola ma significativa. Per noi, che non siamo né esperti né filologi, il tempo meglio speso è stato quello al primo piano.
L’Annunciazione del Beato Angelico, posta in cima a una scalinata, cattura lo sguardo appena girato l’angolo… (Foto di Meliga)
L’espressività dell’Angelico e dei suoi confratelli domenicani ha portato a posizionare la splendida “Annunciazione” in cima a una ripida scala; appena si gira l’angolo e si alza lo sguardo, si è subito rapiti dai colori e dalla serenità della scena, che per la storia della pittura ha un significato simile a certe melodie di Mozart: le conosciamo a memoria pur non sapendo sempre dove le abbiamo già viste. È un’opera che merita di essere ammirata di persona, anche dopo la fine della mostra.
Interni di una delle celle (Foto di Berchi)
Proseguendo lungo i corridoi, si succedono meraviglie, con affreschi dell’Angelico e dei suoi seguaci che decorano le celle, fino alle piccole sale che ospitano reliquie e ritratti di un altro famoso domenicano dal destino tragico: Girolamo Savonarola.
PALAZZO STROZZI
Palazzo Strozzi merita una visita a sé stante, ma noi siamo qui per l’altra parte della mostra del Beato Angelico. Molte delle opere normalmente ospitate a San Marco sono state trasferite qui per creare un percorso espositivo coerente con quelle provenienti da musei di tutto il mondo, rendendo l’evento eccezionale. Tra le opere esposte, spiccano le ricostruzioni di pale d’altare smembrate nei secoli; le più affascinanti per il visitatore comune sono la Pala Strozzi, nella prima sala, e la Pala di San Marco, nella terza. Entrambe meritano una lunga sosta, soprattutto se muniti delle utili audioguide disponibili sia qui che nel convento.
La sala con la Pala di San Marco (Foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio)
La Pala di San Marco è stata ricomposta qui per la prima volta dopo oltre 300 anni, con 17 delle 18 parti note dell’opera provenienti da importanti musei internazionali, tra cui il Louvre e la National Gallery di Washington. Inoltre, per chi desidera approfondire, è disponibile un video in cui uno dei curatori della mostra, Carl Brandon Strehlke, presenta dettagliatamente l’esposizione.
Carl Strehlke, curatore della mostra “Beato Angelico”, la presenta al pubblico in visita a Firenze
ALTRI LUOGHI
Con il tempo a disposizione, abbiamo seguito le tracce di altri grandi artisti del Rinascimento fiorentino. Vi lasciamo la possibilità di costruire un itinerario in città, sempre ricordando che è impossibile vedere tutto. A Santa Croce, oltre alle tombe che ispirarono Foscolo, si trova la Cappella Pazzi, un capolavoro del Rinascimento. Simili armonie si possono ammirare anche nella chiesa di San Lorenzo e nella sua Sagrestia Vecchia. Con un ingresso separato, è imperdibile la Sagrestia Nuova con i gruppi scultorei di Michelangelo, parte delle Cappelle Medicee insieme alla Cappella dei Principi.
La Cappella Pazzi, opera del Brunelleschi, in Santa Croce (Foto di Berchi)
Nell’Oltrarno, più silenzioso e popolare, spicca la Cappella Brancacci con gli affreschi di Masaccio e Masolino, che hanno segnato una svolta nella pittura mondiale.
ALTRE MOSTRE
Lasciando Firenze, è doveroso menzionare un’altra esposizione, meno conosciuta ma che testimonia la vivacità culturale della città. Intitolata “Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee”, questa mostra esplorerà l’arte ceroplastica fiorentina tra il Cinquecento e il Seicento, un periodo in cui la cera fu usata per studiare il corpo e evocare il divino. La mostra si terrà alla Galleria degli Uffizi a partire da dicembre. Da lì, si potranno scoprire altri luoghi in cui la cera è protagonista, dalla Specola al Museo Nazionale del Bargello, fino al Museo Ginori di Sesto Fiorentino.
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Info sulla mostra “Beato Angelico” qui e qui
DORMIRE
Firenze offre un’ampia gamma di soluzioni ricettive per tutti i gusti e tutte le tasche. Durante il nostro soggiorno, abbiamo alloggiato all’AC Hotel Firenze di ACHM Hotels by Marriott, trovando una combinazione interessante di fattori favorevoli.
Il Teatro del Maggio Fiorentino visto dall’hotel
Situato appena fuori dalle antiche mura cittadine, nella zona di Porta al Prato, l’hotel è vicino alla stazione dei treni e dei tram, rendendo semplici gli spostamenti verso il centro storico e l’aeroporto. Le camere sono spaziose, ben insonorizzate e luminose, con un buon assortimento per la colazione e un menù serale curato nella lounge.
Un angolo della lounge dell’hotel
MANGIARE
Evitando le trappole per turisti, abbiamo mangiato bene al Vecchio Carlino 1919, vicino all’hotel, e in centro all’Enoteca Marione e al Mattacèna. Anche se non tipicamente fiorentino, Iginio Massari offre nel cuore della città un’esperienza culinaria di qualità con le sue famose pasticcerie.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.



