Assolti tre funzionari a Milano: archiviata l’accusa di danno erariale per le torri

Di : Lorenzo Dalmoro

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La Corte dei conti ha assolto tre funzionari del Comune di Milano coinvolti nel caso legato alle torri residenziali note come Park Towers: la decisione riguarda il profilo contabile dell’inchiesta, ma non chiude il capitolo giudiziario sul progetto. La sentenza rilancia il dibattito su procedure tecniche e incassi comunali, con possibili ricadute su altre pratiche urbanistiche in corso.

Il verdetto contabile

I tre dipendenti dello sportello edilizia — Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca — sono stati ritenuti non responsabili, sotto il profilo erariale, dell’ipotesi di danno per presunte irregolarità nell’autorizzazione delle due torri. L’accusa sosteneva che la pratica avesse determinato un mancato introito pari a circa 312.000 euro, in conseguenza della scelta procedurale adottata per il permesso edilizio.

Secondo l’impostazione accusatoria, l’intervento era stato qualificato come ristrutturazione di piccole strutture esistenti e autorizzato tramite la SCIA, lo strumento che semplifica e accelera interventi di minore entità. La Corte dei conti però non ha riconosciuto il nesso causale tra quella scelta amministrativa e il presunto danno per le casse comunali.

La decisione riguarda soltanto il versante contabile: i tre funzionari restano infatti imputati in un procedimento penale collegato alle stesse opere, dove insieme a loro sono citati l’imprenditore immobiliare Andrea Bezziccheri, il progettista Sergio Francesco Maria Asti e il rappresentante legale Roberto Verderio, con contestazioni che vanno dall’abuso edilizio alla lottizzazione abusiva e al falso.

Che cosa sono gli oneri e perché contano

Con il termine oneri di urbanizzazione si indica la quota che i costruttori devono versare al Comune per compensare l’impatto di nuovi edifici sui servizi pubblici — parcheggi, scuole, asili, viabilità. Il mancato versamento di questi contributi può tradursi in minori risorse per interventi collettivi e quindi in un danno per la collettività.

  • Luogo: quartiere di Crescenzago, affaccio sul parco Lambro (nord-est Milano).
  • Edifici: due torri alte rispettivamente 81 e 59 metri, per un totale di 113 appartamenti, più un corpo di due piani.
  • Accusa contabile: presunto danno erariale di circa 312.000 euro per mancati oneri.
  • Stato attuale: assoluzione dalla Corte dei conti sul profilo economico; procedimenti penali ancora aperti.
  • Contesto investigativo: la procura regionale della Corte dei conti della Lombardia aveva segnalato, a marzo, una decina di istruttorie legate alle inchieste sull’urbanistica.

Le Park Towers furono tra i primi interventi urbanistici a finire sotto la lente: la pratica era stata avviata come trasformazione di capannoni preesistenti, con la procedura semplificata che talvolta consente tempi più rapidi rispetto alle autorizzazioni per nuove costruzioni.

Il contesto politico-amministrativo e le conseguenze

Questa sentenza pone un punto fermo su un profilo dell’indagine ma non toglie attenzione ai processi ancora pendenti. Per la città la questione resta sensibile: da un lato c’è la necessità di garantire che le norme urbanistiche siano applicate con rigore; dall’altro la sfera tecnica delle autorizzazioni può presentare zone grigie che finiscono sotto esame giudiziario.

Per i cittadini, la posta in gioco è concreta: gli oneri di urbanizzazione finanziano servizi che impattano la qualità della vita nei quartieri. Eventuali perdite per il bilancio comunale si traducono, nel medio periodo, in risorse in meno per infrastrutture e servizi locali.

Non è da escludere che la pronuncia contabile generi effetti pratici sull’istruttoria di altri casi simili: la magistratura contabile ha già segnalato più procedimenti in corso, ma finora solo la vicenda delle Park Towers ha raggiunto la fase processuale. Sul fronte penale, invece, i processi proseguono e potrebbero offrire ulteriori chiarimenti sui ruoli e sulle responsabilità.

In attesa dei prossimi sviluppi giudiziari, l’episodio riapre il dibattito sulle procedure amministrative per le trasformazioni urbane e sulla necessità di maggiore trasparenza nelle pratiche che concorrono a definire il volto della città.

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