Liste d’attesa e mancanza di farmaci: Corte dei Conti denuncia l’inefficienza di Ausl e Rizzoli

Di : Lorenzo Dalmoro

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La Corte dei Conti ha segnalato una serie di criticità contabili e organizzative che coinvolgono l’Azienda USL e l’Istituto Rizzoli, con ricadute dirette su tempi di attesa, spesa e trasparenza amministrativa. Le osservazioni, raccolte nelle delibere ispettive, indicano aree precise dove servono correzioni per salvaguardare l’accesso alle cure e l’efficienza delle risorse pubbliche.

Le principali osservazioni rivolte all’AUSL

I magistrati hanno concentrato l’attenzione su cinque ambiti distinti che, secondo il loro esame, richiedono interventi rapidi per migliorare la gestione e la rendicontazione.

  • In primo luogo è stata evidenziata una discrepanza nella rendicontazione dei ricavi derivanti dalla libera professione: voci non uniformi tra il bilancio 2023 e quello 2024 che impediscono una lettura chiara degli effettivi proventi.
  • Un secondo rilievo riguarda i risultati sul fronte delle liste di attesa: il target regionale per la riduzione dei tempi di attesa non è stato raggiunto nel 2024, con performance inferiori soprattutto negli interventi oncologici e in chirurgia generale.
  • La terza criticità coinvolge l’uso della libera professione intramuraria, che non sarebbe stata prevista come strumento di gestione straordinaria delle liste in caso di indisponibilità temporanea delle prestazioni.
  • I revisori rilevano poi una possibile anomalia nella metodologia di calcolo del Fondo di perequazione: la percentuale sarebbe stata applicata sul compenso del professionista anziché sulla massa dei proventi al netto della quota spettante all’Azienda.
  • Infine è stata segnalata la mancata attivazione della Commissione aziendale per la promozione e la verifica dell’attività libero professionale, organo previsto per la governance di tale settore.

I rilievi rivolti all’Istituto Rizzoli

Analogamente, l’Istituto Rizzoli è stato destinatario di cinque osservazioni che toccano aspetti economici e organizzativi con possibili effetti su ricerca, servizi e controllo della spesa.

  • Nel bilancio 2023 è emersa una perdita di crediti per 103.755 euro collegata a un finanziamento regionale europeo per il potenziamento dei servizi durante l’emergenza Covid-19.
  • Il Rizzoli avrebbe ammesso di non aver raggiunto nel 2023 gli obiettivi regionali previsti per il recupero delle liste d’attesa.
  • I magistrati segnalano un incremento di incarichi di consulenza non sanitaria e di incarichi legali, con criticità nella pubblicazione delle deliberazioni di assegnazione sull’albo istituzionale.
  • Tra le poste finanziarie risultano contributi non spesi relativi ad anni antecedenti al 2019 per quasi 3 milioni di euro; l’Istituto difende la situazione spiegando la natura pluriennale dei progetti di ricerca ancora in corso.
  • Infine viene richiamata l’attenzione sulla gestione della spesa farmaceutica e sulla necessità di adottare misure di efficientamento che bilancino l’accesso alle cure con la sostenibilità dei consumi.

Di seguito una sintesi comparativa per orientarsi rapidamente sulle aree critiche segnalate:

Ente Area critica Impatto principale
Azienda USL Rendicontazione ricavi da libera professione Scarsa trasparenza contabile
Azienda USL Liste d’attesa e riduzione tempi Accesso rinviato a interventi oncologici e chirurgici
Azienda USL Governance della libera professione Mancata attivazione di strumenti straordinari
Istituto Rizzoli Perdita di crediti legata a finanziamenti Covid Minor disponibilità di risorse
Istituto Rizzoli Spesa farmaceutica e contributi non spesi Necessità di efficienza e rendicontazione della ricerca

Perché tutto ciò conta ora: le osservazioni della Corte dei Conti non sono solo rilievi contabili, ma indicano punti di tensione che possono tradursi in ritardi delle cure, uso inefficiente dei fondi pubblici e limiti alla trasparenza amministrativa. In particolare, il mancato raggiungimento dei target sulle liste d’attesa riguarda settori sensibili come oncologia e cardiologia, dove i ritardi hanno conseguenze cliniche rilevanti.

Le delibere invitano le strutture a correggere i profili contabili e organizzativi segnalati e ad adottare strumenti di governance specifici. Sarà cruciale verificare nei prossimi mesi l’adozione di piani correttivi e la pubblicazione dei provvedimenti richiesti, per monitorare se le misure individuate riusciranno a riportare ordine nei bilanci e a migliorare l’offerta di servizi sanitari.

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