Una riproduzione fedele della Bibbia di Aquileia è stata presentata e donata a istituzioni romane: un gesto che riaccende l’attenzione sulla conservazione del patrimonio manoscritto e apre nuove opportunità per ricerca e fruizione internazionale. L’evento conferma come le tecniche artigianali moderne possano rendere accessibili testi antichi senza compromettere l’originale.
Presentazione a Roma e destinazioni istituzionali
La Fondazione Scriptorium Foroiuliense di San Daniele ha consegnato a Roma una delle copie realizzate della Bibbia, destinata alla Pontificia Accademia delle Scienze, alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e alla Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte. Rappresentanti del mondo accademico, culturale e delle istituzioni si sono riuniti per celebrare l’iniziativa e discuterne le ricadute pratiche.

La donazione non ha valore solo simbolico: offre alle istituzioni beneficiarie una versione consultabile che può essere utilizzata per studio, esposizioni e attività didattiche, preservando al contempo l’originale dall’usura.
Com’è fatto il manoscritto e come è stata realizzata la riproduzione
Il volume originario risale a prima del 1356 ed è custodito nella Biblioteca del Seminario di Gorizia. I rilievi conservativi hanno documentato in dettaglio struttura e materiali, consentendo una riproduzione che rispetta formati e soluzioni costruttive antiche.

- Struttura: 162 carte (648 pagine), organizzate in 41 fascicoli.
- Rilegatura: legatura a doppio nervo con coperta in pergamena scurita e borchie in ottone.
- Chiusura: doppi legacci in cuoio, conforme all’originale.
- Metodo: tecniche artigianali e rilievo conservativo per riprodurre materiali, grammatura e aspetto esterno.
Il progetto prevede la realizzazione complessiva di 30 copie — sei per ciascuno dei cinque volumi che compongono l’opera — da completare entro il 2031. Tra le destinazioni già annunciate figurano il Museo della Bibbia di Washington e la Biblioteca Nazionale della Dieta di Tokyo.
Perché conta oggi
Riprodurre un manoscritto come questo ha effetti concreti: riduce la necessità di esporre l’originale, facilita confronti filologici internazionali e amplia le possibilità di studio per istituzioni che altrimenti non potrebbero accedere al documento. Anche sul piano diplomatico-culturale, la circolazione controllata di copie permette scambi tra musei e biblioteche senza mettere a rischio l’oggetto storico.
Il ministro della Cultura ha definito l’iniziativa un segnale di responsabilità verso la tutela della memoria collettiva, sottolineando l’importanza di investire nella trasmissione del sapere per le generazioni future. Per il presidente della fondazione, il progetto mira a restituire al libro «il suo tempo», cioè a riposizionarlo nel circuito della ricerca e della fruizione europea.
Oltre all’aspetto conservativo, l’operazione mette in luce competenze tecniche specialistiche — dalla pergamena alla legatura — che rischiano di essere perse se non vengono sostenute e trasmesse. Le copie, quindi, servono anche come strumenti formativi per restauratori e artigiani del libro antico.
Consegne programmate, scambi internazionali e attività di studio: la riproduzione della Bibbia di Aquileia si pone oggi come un modello praticabile per proteggere manoscritti rari mantenendoli vivi nella ricerca e nella fruizione pubblica.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




