Da venerdì 4 settembre in edicola arriva un nuovo libro pensato per conservare la memoria del terremoto del 6 maggio 1976 e per trasmetterla alle nuove generazioni in lingua friulana: un progetto editoriale che combina immagini, testimonianze e documenti per raccontare non solo il dramma, ma anche la ricostruzione e l’identità di una regione che ha saputo riorganizzarsi.
Il volume, intitolato Taramot, conta 84 pagine e sarà distribuito insieme al Messaggero Veneto al prezzo di 8,90 € oltre al giornale. L’iniziativa, curata da Nord Est Multimedia in collaborazione col settimanale La Vôs dai Furlans (gruppo Telefriuli) e con il patrocinio dell’Arlef, è stata concepita e scritta in marilenghe, la parlata friulana, con l’obiettivo di trasferire conoscenze e affetti locali ai più giovani.
Cosa troverete nel libro
Il testo offre un percorso cronologico che parte dalla vigilia del sisma e arriva ai giorni nostri, alternando immagini d’archivio e testimonianze dirette. Non si limita alla descrizione delle scosse: approfondisce il lavoro dei soccorritori, il ruolo amministrativo e civile degli amministratori locali, la presenza delle comunità religiose e la risposta collettiva che portò alla ricostruzione.

- Fotografie e materiali d’epoca inediti
- Racconti di soccorso e solidarietà locale
- Analisi del percorso che ha portato al cosiddetto Modello Friuli per la ricostruzione
- Testimonianze recenti su come la memoria viene conservata oggi
- Un servizio video di approfondimento che accompagna l’uscita
Al centro del libro c’è un messaggio che vale oltre l’evento sismico: ricostruire gli edifici non basta se non si preserva la coesione e l’identità delle comunità. Questa lezione, ancora attuale, emerge in molte pagine.
Dettagli pratici
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Taramot |
| Pagine | 84 |
| Disponibilità | In edicola dal 4 settembre con Messaggero Veneto |
| Prezzo | 8,90 € (oltre il quotidiano) |
| Curatori | Nord Est Multimedia con La Vôs dai Furlans (Telefriuli) |
| Patrocinio | Arlef |
Chi ha vissuto quegli anni ritroverà volti e luoghi; chi è nato dopo potrà capire come si è costruita una risposta civile capace di trasformare l’emergenza in progetto di rinascita. Il testo riporta anche il motto che sintetizza quello spirito di comunità: “Un modon par omp e o tornarìn a plomp”, frase che ricorda la volontà di mantenere vivo un senso di appartenenza mentre si ricostruisce.
Perché questo libro è importante oggi? La pubblicazione arriva nel cinquantesimo anniversario del sisma: oltre a commemorare, serve come promemoria operativo e culturale su come la memoria collettiva possa influire sulle politiche di protezione civile e sulla resilienza locale.
Il tono dell’opera è documentario e testimoniale: l’approccio privilegia la voce delle persone e i materiali d’epoca, con l’intento di consegnare una narrazione completa ma radicata nel territorio.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




