Questa mattina a Parma quattro bambini sono stati accompagnati d’urgenza in ospedale dopo che nel giardino di una scuola comunale per l’infanzia è stata trovata una scatola di esche rodenticide danneggiata. L’episodio mette in luce un rischio concreto per i minori e riapre il dibattito sulla manutenzione e sulla sicurezza degli spazi scolastici.
L’allerta è scattata mercoledì durante le attività all’aperto: un’educatrice ha notato una confezione di **topicida granulare** aperta vicino all’area giochi, dove si trovavano quattro piccoli, di età compresa tra 2 e 6 anni. Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 che hanno trasferito i bambini al **pronto soccorso pediatrico** dell’ospedale Maggiore.
Pronto soccorso e controlli: niente sintomi evidenti, osservazione precauzionale
Secondo il personale medico non si sono manifestati segni evidenti di avvelenamento. Per precauzione i bambini resteranno in osservazione per 48 ore, come previsto dai protocolli del Centro antiveleni, prima di un eventuale ritorno a casa.
Il direttore della Pediatria d’urgenza ha spiegato che l’intervento tempestivo del personale scolastico ha probabilmente evitato un’esposizione più grave. Resta però aperta la verifica clinica per escludere qualsiasi effetto ritardato.
Chi sta indagando e quali sono le ipotesi
Il Comune ha avviato un’indagine interna per chiarire come una scatola contenente veleno sia risultata accessibile in un’area frequentata da bambini. Sono coinvolti il Servizio Ambiente, responsabile dell’installazione delle cassette esche, e Parma Infrastrutture, che cura la manutenzione del verde.
- Luogo: scuola comunale per l’infanzia, Parma
- Coinvolti: 4 bambini (2, 2, 5 e 6 anni)
- Intervento: 118 e pronto soccorso pediatrico
- Stato clinico: nessun sintomo evidente; osservazione per 48 ore
- Ipotesi investigative: danneggiamento accidentale durante sfalcio/manutenzione o confezione già deteriorata
Come misura precauzionale, gli operatori comunali hanno già ispezionato le altre esche presenti nelle vicinanze della struttura scolastica.
Per i genitori e per la comunità locale la vicenda sottolinea due questioni concrete: la necessità di procedure più stringenti per la collocazione e il controllo dei prodotti per la derattizzazione, e la rapidità d’intervento in caso di potenziale esposizione. Il Comune ha dichiarato che le verifiche proseguiranno fino al chiarimento completo delle responsabilità.
Le autorità sanitarie e gli amministratori locali hanno invitato alla calma ma ribadiscono l’impegno a completare gli accertamenti e a rendere noti gli esiti appena disponibili.
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