La selezione del distretto in cui soggiornare a Bangkok รจ cruciale per chi visita questa vasta cittร thailandese. La logistica e la prossimitร alle attrazioni diventano essenziali in una metropoli che nel 2019 ha accolto un record di 40 milioni di turisti, un traguardo mai raggiunto prima.
Dopo diversi tentativi, abbiamo deciso di provare Chinatown e l’esperienza รจ stata sorprendente per efficienza logistica, posizione strategica e per l’interessante offerta gastronomica e culturale, tipiche di uno dei quartieri piรน animati della cittร .
A Bangkok, i Cinesi di etnia Han non sono considerati stranieri o immigrati, ma sono parte integrante della societร thailandese. Con una presenza storica profondamente radicata, influenzano la cultura, l’economia e la politica del Regno del Siam: costituiscono il 14% della popolazione del paese e rappresentano circa un quarto dell’economia nazionale. Anche i Thai hanno origini nel sud della provincia cinese dello Yunnan e condividono legami linguistici con etnie come i Dai e i Lao.
Bangkok, Chinatown, Wat Mankong (foto Marco Moretti)
Chinatown rappresenta vividamente la presenza della minoranza etnica Han in Thailandia e si trova in una posizione ottimale per esplorare la cittร . ร vicino al Palazzo Reale, a Wat Poh e a Wat Arun, alcune delle principali attrazioni culturali di Bangkok. Confina con il mercato dei fiori e si trova a soli 2 km da Siam Square, il cuore moderno dello shopping cittadino, attraversato dal monorail Bts. Chinatown รจ ben collegata alle zone piรน moderne della metropoli e al vasto mercato domenicale di Chatuchak grazie a due stazioni della metropolitana: la linea blu Hua Lamphong e Wat Mankong, quest’ultima situata vicino al grande tempio cinese. ร inoltre servita dai battelli del Chao Praya Express che partono dal molo di Ratchawong, offrendo una soluzione alternativa al traffico congestionato delle ore di punta.
Chinatown offre anche piacevoli sorprese come il nuovo quartiere indiano che si รจ sviluppato intorno al tempio Sikh presso la stazione ferroviaria di Hua Lamphong, progettata dall’architetto torinese ispirandosi alla stazione sabauda di Porta Nuova, e le vibranti celebrazioni del Capodanno Cinese.
Bangkok, colore a Chinatown (foto Marco Moretti)
PRIMO GIORNO
Yaowarat รจ la principale via di Chinatown, con molti ristoranti di alta qualitร che offrono anche grandi pinne di pescecane. Ogni anno, in febbraio, Yaowarat diventa teatro di parate, cerimonie e banchetti in occasione delle celebrazioni del Capodanno Cinese. Il 2026 segna l’inizio dell’Anno del Cavallo, il settimo segno dello zodiaco cinese in un ciclo di dodici anni, un periodo particolarmente significativo per coloro nati nel 1930, 1942, 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, e 2014. Il 2026 รจ anche l’Anno del Cavallo di Fuoco, simbolo di energia, libertร , velocitร , passione e successo, un augurio per un anno di cambiamenti e dinamismo.
Le festivitร si estendono per 16 giorni, includendo eventi culturali, parate di draghi, fuochi d’artificio, la combustione di denaro finto (un auspicio di futuri guadagni), delizie culinarie e l’esposizione di simboli tradizionali.
Ma il fascino di Chinatown va ben oltre il Capodanno Cinese. Ogni sera, dopo le 17, Yaowarat si trasforma in un night market con decine di banchetti che offrono una varietร di cibi thailandesi e cinesi. La strada parallela a Yaowarat, verso il fiume, ospita un mercato lungo circa 1 km pieno di coloratissime chincaglierie. In Yaowarat, quasi all’angolo con Ratchawong, sulla destra, un negozio vende fine serie di vasellame in ceramica cinese a prezzi molto vantaggiosi: da 1 a 2 euro a pezzo. Yaowarat Soi 6 รจ un vero e proprio tempio della gastronomia cinese, un vicolo di 200 metri con circa quaranta negozi che offrono ogni tipo di cibo, spezie, erbe fresche e secche, frutta fresca, secca, candita e cotta, decine di varietร di tรจ con relativi teiere e utensili per la preparazione e il servizio, le piรน esotiche verdure in salamoia, anatre laccate o affumicate, pesci preparati in mille modi, infinite varietร di tofu, cachi disidratati, anacardi, gelatine dolci di tutti i colori, bevande estratte da frutti, verdure, radici, dolci cinesi con ideogrammi impressi, funghi shitake. Ci vorrebbe un libro intero per descrivere tutti i cibi, i sapori, gli odori e i colori della tempesta sensoriale che รจ Yaowarat Soi 6.
Bangkok, Chinatown, ristorante in Soi 6 (foto Marco Moretti)
Sul lato opposto a Yaowarat, Soi 6 conduce a Charoen Road, dove si trovano ristoranti meno appariscenti ma piรน economici, e al grande Wat Mankong, una straordinaria sintesi del sincretismo religioso cinese: un tempio confuciano costruito in onore del buddismo e nel rispetto del Tao; pagode buddiste e cerimonie confuciane con incensi e simboli Tao offrono una panoramica completa sulle fedi cinesi.
SECONDO GIORNO
Alla periferia di Chinatown, la stazione ferroviaria di Hua Lamphong fu progettata dall’architetto torinese Mario Tamagno (1877-1941), ispirandosi alla stazione di Porta Nuova a Torino, costruita nel 1853 su progetto di Alessandro Mazzucchetti. Il lavoro fu commissionato a Mario Tamagno dopo la realizzazione del padiglione del Siam allโEsposizione Universale del 1911 a Torino. La somiglianza architettonica con Porta Nuova รจ evidente. Funzionante dal 1916 fino a pochi anni fa, la stazione รจ stata recentemente restaurata ed รจ illuminata dopo il tramonto.
Sull’altro lato di Chinatown, il canale (klong) di Yaowarat Soi 35 segna il confine di Little India, un altro aspetto della Bangkok multietnica, con una moltitudine di piccoli ristoranti indiani, un mercato di merci, oggetti di culto e pasticcerie indiani e il Tempio Sikh Guru Singh Sabha Gurdwara, dove la domenica a mezzogiorno si puรฒ assistere al rito, seguito da un concerto con musicisti al quarto piano e da un pranzo indiano vegetariano (non piccante) al secondo piano, a cui sarete invitati ripetutamente dai Sikh presenti.
Bangkok, Hua Lamphong (foto Marco Moretti)
CENA
Hua Seng Hong Yaowaraj, Charoenkrung 458 Soi 14: eccellente per i dim sum cantonesi, le zuppe di noodle e i wanton, e i piatti di mare; un pranzo con dim sum e zuppa noodle wanton costa circa 5 euro a testa; da 10 a 15 euro a testa per i piatti di frutti di mare. Lungo Yaowarat, tra Soi 6 e Soi 2, si trovano i ristoranti piรน tradizionali con costosi piatti di pinne di pescecane (anche esposte in vetrina), abalone (la conchiglia piรน pregiata) e nidi di rondine: da 15 a 50 euro a piatto. Per i vegetariani, dietro la stazione di Hua Lamphong si trova l’ottimo Ruy Vegetarian, un piccolo ristorante a gestione familiare che serve piatti della tradizione thai in chiave vegana: da 2 a 5 euro.
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