Geometrie cromatiche e simboli grafici, espressioni pionieristiche dell’impressionismo, richiami visivi di spazi interni, alternanze di pieni e vuoti, tonalità di blu profondo e oro bizantino, silenzi che sembrano metafisici. Il tutto disseminato tra uliveti e vigneti di pregio, da Figline a San Giovanni Valdarno, passando per Gropina e Loro Ciuffenna. Un itinerario culturale, che non manca di includere esperienze enogastronomiche per i viaggiatori che amano integrare la cucina nei loro viaggi, organizzato e promosso dall’eccellente struttura del Norcenni Girasole Village in collaborazione con Lonely Planet.
Il complesso museale MUSE di Firenze San Giovanni in Valdarno è stato ripensato come un hub turistico e culturale, dopo la crisi delle vecchie ferriere e acciaierie che risalgono al XIX secolo, oggi ridotte a impiegare circa cento persone nell’area periferica di archeologia industriale. È importante ricordare il legame con la città di Firenze, che nel basso Medioevo fondò “Terra Nuova” come avamposto per limitare il potere delle famiglie nobili locali vicine all’Arezzo. Proprio a Castel San Giovanni, luogo di nascita di Masaccio, le cui opere principali rimangono fuori dai confini locali – sebbene quelle di suo fratello minore Giovanni di ser Giovanni, detto Lo Scheggia, siano ancora visibili, come l’affresco del Martirio di San Sebastiano nella chiesa di San Lorenzo. La città ora celebra Masaccio con la sua casa natale trasformata in uno spazio espositivo, focalizzato soprattutto sul rapporto tra fotografia e cinema (la prossima mostra a Casa Masaccio sarà “Dietro la scena, dentro il set dell’umano: Marja-Leena Hukkanen – Aki Kaurismäki”).
Un focus sulla creatività moderna e contemporanea è mantenuto attraverso mostre, convegni e incontri di portata internazionale, riconosciuti come essenziali per il turismo perché la città, sebbene forte e accogliente, non è “bella” come molti altri centri della Toscana, con pochi palazzi o monumenti di chiaro rilievo storico. Il cuore storico della città presenta un’insolita regolarità reticolare, descritta dal Museo delle Terre Nuove situato nel Palazzo Pretorio di Arnolfo, che, con la sua forma imponente, divide la piazza Cavour in due, offrendo uno spazio che invita alla riflessione più che a una semplice visita.
“Il museo esplora la fondazione di nuovi insediamenti urbani che hanno caratterizzato gran parte dell’Europa dopo l’anno Mille, come nel caso di Castel San Giovanni, concepito alla fine del XIII secolo come baluardo contro i feudatari e l’influenza aretina”, spiega la direttrice appassionata Valentina Zucchi. “Per attrarre abitanti, Firenze offriva incentivi fiscali e tesseva intricate alleanze sociali con un’impegno diplomatico notevole”. Forse la sezione più intrigante per comprendere e esplorare San Giovanni Valdarno è quella che illustra i disegni dell’impianto urbanistico e dell’organizzazione spaziale della città, mostrando un “piano regolatore” armonico nelle sue proporzioni geometriche, originariamente fortificato per motivi difensivi e situato lungo la direttrice Firenze-Roma, di cui oggi rimangono solo poche tracce delle mura: “l’edificio e la macchina furono fatti con forma rettangolare, lunga 800 braccia e larga 400, con tre strade parallele allineate, e le case misurate, circondate da 24 torri con vasti fossati intorno…e 4 porte principali…”.
Il tour cromatico nella Valdarno Superiore, prima di essere sopraffatti dalle tonalità violacee e vivaci dei campi di iris che geometrizzano il paesaggio di Loro Ciuffenna e Castelfranco Piandiscò, richiede uno sguardo rilassante sui grigi neutri ma espressivi dei capitelli astratti e zoomorfi che scandiscono gli interni della severa e austera pieve celto-romanica di Gropina, ai piedi del Pratomagno. Un tocco di severità visionaria non guasta mai, specialmente vicino all’incredibile osteria enogastronomica casalinga Osteria Sàgona, dove si possono gustare piatti locali su prenotazione, immersi tra i terrazzamenti lungo l’antica via Cassia.
Gropina, come molte altre pievi romaniche toscane, merita silenzio, che risuona potente come nei tempi antichi, quando era un crocevia etrusco.
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