Ciclone Harry: il mistero delle vittime migranti, quanti sono realmente morti?

Di : Lorenzo Dalmoro

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La tempesta che non dร  tregua. Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sรฉ una scia di devastazione non solo sulle coste italiane ma anche nelle vite di centinaia di migranti che, nelle stesse settimane, tentavano di attraversare il tempestoso Mediterraneo. Le cronache recenti raccontano di imbarcazioni sommerse dalle ondate, di persone scomparse e di famiglie in attesa di notizie che forse non arriveranno mai. Un dramma umano che si consuma tra le onde, sotto il cielo indifferente.

Il Bilancio del Disastro

Il 24 gennaio, Sergio Scandura, giornalista di Radio Radicale e veterano nella copertura delle vicende del Mediterraneo, ha rivelato che circa 380 migranti sono stati dichiarati dispersi in seguito al passaggio del ciclone. Queste persone erano partite su diverse imbarcazioni tra il 14 e il 21 gennaio dalla cittร  di Sfax, in Tunisia, una rotta notoriamente pericolosa soprattutto con le condizioni meteorologiche avverse registrate. L’Italian Maritime Rescue Coordination Centre (IMRCC) ha confermato l’assenza di arrivi delle imbarcazioni segnalate.

Le Tracce Perdute

Le barche, principalmente gommoni e imbarcazioni in ferro, trasportavano tra le 36 e le 54 persone ciascuna. I dettagli emergono da un dispaccio dell’IMRCC che evidenzia come, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, queste barche abbiano comunque intrapreso il viaggio. Le raffiche di vento e le onde alte hanno infatti reso la navigazione estremamente pericolosa, tanto che di queste persone non si รจ piรน saputo nulla.

Testimonianze e Soccorsi

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) si รจ detta allarmata per i possibili naufragi. Al 26 gennaio, l’OIM ha confermato il recupero di tre corpi a Lampedusa, vittime di un naufragio di una delle imbarcazioni partite da Sfax. Tuttavia, non รจ chiaro se queste vittime fossero parte delle imbarcazioni monitorate dall’IMRCC.

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Il Contesto Tuniso

Le cause di un cosรฌ alto numero di partenze, nonostante il mare in tempesta, sono ancora oggetto di ipotesi. Secondo quanto riportato da Sergio Scandura, la situazione in Tunisia รจ complicata e poco trasparente, simile a un “buco nero” come descritto dal giornalista, rendendo difficile ottenere informazioni affidabili. La ONG Mediterranea ha rilevato che la polizia tunisina, nelle settimane del ciclone, aveva arrestato numerose persone nei campi per migranti vicino a Sfax, mentre i controlli sulle spiagge erano diminuiti, fattori che potrebbero avere incentivato le partenze nonostante le pessime previsioni meteo.

La Risposta Italiana

Nonostante la gravitร  della situazione, il ministero dell’Interno italiano non ha ancora fornito dati ufficiali sui naufragi nรฉ sulle vittime. In risposta, Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, ha sollevato una questione parlamentare urgente, chiedendo al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di chiarire perchรฉ non siano state attivate tempestivamente le procedure di emergenza per la ricerca e il soccorso.

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