Cipputi cambia vita: da operaio a cameriere, rider e badante. Scopri la mostra in piazza Castello!

Di : Teodoro Montani

Condividi con i tuoi amici!

Un rinnovamento simbolico nell’evento organizzato da Cosimo Torlo, tenutosi all’Archivio di Stato dal 20 giugno al 6 luglio

Il passaggio simbolico di testimone è avvenuto. Cipputi, il celebre personaggio creato da Altan, che per anni ha incarnato la figura dell’operaio industriale, oggi sembra non riflettere più completamente il contesto lavorativo che intende rappresentare. Se un tempo Cipputi era il simbolo dell’operaio di fabbrica, oggi i “nuovi” Cipputi appartengono al settore dei servizi, dove il numero di lavoratori supera quello dell’industria manifatturiera.

Da questa riflessione nasce la mostra “Al (nuovo) lavoro Cipputi!”: dall’operaio di fabbrica ai lavoratori “dispersi” nei servizi, allestita presso l’Archivio di Stato in piazza Castello 209 – piazzetta Mollino, dal 20 giugno al 6 luglio. L’evento si inaugura il 20 giugno alle 18, con la presenza di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil, Serena Dandini e Michela Ponziani, e sarà aperto al pubblico dalle 11 dello stesso giorno.

La mostra, curata da Cosimo Torlo in collaborazione con Altan e prodotta da Solares Fondazione delle Arti con il supporto di Radar, presenta una vasta collezione di immagini che ritraggono il mondo del lavoro tradizionale, simbolizzato da Cipputi, l’operaio di fabbrica. Accanto a queste, nuove illustrazioni di Altan dedicano attenzione al “nuovo Cipputi”, ovvero i lavoratori del settore servizi come addetti alle pulizie, badanti, camerieri, commessi, vigilantes, rider, che oggi rappresentano la maggior parte dei lavoratori dipendenti. Questo è il cuore del “passaggio di consegne” tra il Cipputi del passato e quello attuale, come illustrato da Altan.

La scelta di Torino come sede della mostra non è casuale: per lungo tempo simbolo della città industriale, Torino è attualmente immersa in una profonda trasformazione del lavoro e dei suoi luoghi. Vittorio Foa parlò di Cipputi come dell’“uomo che lavora e che ha coscienza del proprio lavoro e della propria condizione”, una descrizione che rimane attuale nonostante la fabbrica non sia più il fulcro del lavoro. Tuttavia, il lavoro e i suoi simboli, i suoi Cipputi, continuano a essere protagonisti della vita sociale con le loro speranze e frustrazioni.

Leggi anche  TorinoFilmLab a SalTO 2025: Storytelling cinematografico per un futuro sostenibile!

Con questa iniziativa, la Filcams continua a mettere in luce i cambiamenti nel panorama lavorativo, evidenziando come nei settori del commercio, del turismo e della cura domestica si concentri una grande parte del “lavoro povero”, con milioni di persone che, pur avendo un impiego stabile, guadagnano un reddito insufficiente per vivere dignitosamente.
La mostra sarà aperta tutti i giorni fino al 6 luglio seguendo gli orari: lunedì-venerdì 11/18; sabato-domenica-festivi 14/19.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...