Esplora lo Stelvio: Sui sentieri dei lupi, dove tutto è collegato!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Il Parco Nazionale dello Stelvio: Un Territorio di Vita e Natura

Nel cuore delle Alpi, tra le regioni di Lombardia, Trentino e Alto Adige, si estende il vasto Parco Nazionale dello Stelvio. Questa area è un mosaico di bianche vette e fitte foreste di larici e abeti. Oltre a essere noto per le sue terme, il parco è un rifugio per specie come lupi e gipeti, e offre numerosi sentieri per escursioni. Mentre a Livigno si preparano le infrastrutture per le future Olimpiadi invernali Milano-Cortina, i visitatori possono esplorare la Valfurva, dove i lupi cacciano e i cervi abbondano. In natura, ogni specie influisce sulle altre, creando una cascata di interazioni ecologiche.

Abbiamo discusso di questi temi con Luca Corlatti, capo del monitoraggio e della ricerca del parco, e con Valerio Donini, dottore in Scienze della Vita presso l’Università di Siena.

Corlatti, che ha maturato esperienze in Germania, Austria e nel Parco nazionale del Gran Paradiso, ora coordina le attività nel settore Stelvio del parco. Le montagne qui fungono da guardiani climatici, mentre i ghiacciai continuano a sciogliersi. La neve copre prati e picchi già a fine novembre, segnando il paesaggio con la sua presenza imponente.

Il lupo è considerato un “ingegnere degli ecosistemi” per il suo ruolo nel modellare l’ambiente attraverso la regolazione delle popolazioni di ungulati come i cervi. L’effetto dei lupi su questi ecosistemi è stato studiato ampiamente, ad esempio nel parco di Yellowstone negli USA, dove la presenza di lupi ha favorito un aumento della biodiversità. Donini ha utilizzato fototrappole per studiare i lupi nel parco, osservando le dinamiche dei branchi e il loro impatto sull’ambiente.

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Il rapporto tra uomo e natura è particolarmente evidente in luoghi come la Val Zebrù e il Passo Gavia. Qui, i segni della presenza di animali come scoiattoli e cervi sono studiati per comprendere meglio le dinamiche predatore-preda. Corlatti e Donini sono convinti che conoscere sia il primo passo per proteggere questi ambienti e le loro specie.

I lupi si riproducono tra febbraio e marzo, e tra maggio e giugno i cuccioli emergono dalle loro tane. Ogni femmina può avere fino a 6 o 7 cuccioli, alcuni dei quali restano nel branco per assistere i genitori. Nel parco ci sono almeno tre branchi principali, testimonianza della complessità sociale di queste creature.

Lo studio e il monitoraggio continuo degli animali attraverso fototrappole (che costano circa 300 euro l’una) permettono di tracciare i loro movimenti e di comprendere meglio la dinamica dell’intero ecosistema, che può estendersi per 150-200 km².

Nonostante le difficoltà incontrate a causa di politiche avverse, i ricercatori insistono sull’importanza di gestire questi territori valutandone le potenzialità sociali ed economiche, in linea con le direttive europee come la Direttiva Habitat e la Rete Natura 2000.

Sul campo, i segni della lotta per la conservazione sono evidenti. Gli sforzi per reintrodurre i cervi, estinti in queste zone all’inizio del Novecento e reintrodotti negli anni Sessanta, includono il monitoraggio attraverso marcature individuali.

Il pericolo del bracconaggio rimane una sfida costante. Corlatti racconta un incontro pericoloso con bracconieri nei Balcani, fuori dal contesto dello Stelvio, sottolineando i rischi che i conservazionisti devono affrontare. Tuttavia, l’importanza di proteggere questi spazi rimane una priorità assoluta.

Esplorando queste regioni, dove la neve copre le tracce di uomini e animali, si comprende il valore inestimabile di questi ambienti naturali. La passeggiata attraverso i sentieri e i ghiacciai del Parco Nazionale dello Stelvio è un promemoria del nostro legame indissolubile con la natura.

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