Extinction Rebellion sfida la polizia: denunce a Brescia e Roma per perquisizioni agli attivisti!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Denunce Presentate da Extinction Rebellion

Il movimento ecologista Extinction Rebellion ha annunciato lunedรฌ di aver presentato due denunce formali nei confronti delle questure di Brescia e Roma. Questo รจ avvenuto in seguito al fermo di numerosi attivisti dopo due diverse proteste svoltosi nei mesi passati. Il gruppo sostiene che in entrambi gli eventi non sussistevano le condizioni legali necessarie per giustificare il trattenimento degli attivisti nei locali delle questure, i quali non avevano opposto resistenza durante l’identificazione da parte delle forze dell’ordine. La situazione a Brescia ha sollevato particolari controversie poichรฉ, seguito alla protesta, alcune attiviste hanno denunciato di essere state costrette a spogliarsi e a eseguire degli squat, circostanza che Extinction Rebellion ha immediatamente descritto come abusiva. Le accuse mosse contro le questure includono perquisizioni umilianti e arbitrari, sequestro di persona e violenza privata.

Il 13 gennaio, dopo un presidio di protesta davanti agli uffici bresciani della Leonardo, importante azienda pubblica italiana nel settore della difesa, la polizia aveva condotto 17 individui in questura, benchรฉ non fossero stati registrati scontri. Queste persone sono state trattenute per circa sette ore. Due giorni piรน tardi, Extinction Rebellion ha diffuso un video sui social media dove un’attivista narrava di essere stata intimata a spogliarsi, rimuovere le proprie mutande e fare tre squat per alcuni controlli mentre si trovava in questura. L’attivista ha specificato che questa procedura era stata applicata solamente alle donne, e non agli uomini.

Le motivazioni dietro le perquisizioni sono state variegate: secondo quanto riportato nei verbali di polizia esaminati dal Post, in alcuni casi si contestava la “manifestazione non autorizzata”, in altri si parlava di reati come resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identitร  personale. Durante la manifestazione di Roma, tenutasi il 22 novembre davanti alla sede del ministero dell’Interno in piazza del Viminale, erano stati fermati 75 attivisti. Questi ultimi avevano occupato la piazza con tende e vi avevano scaricato quintali di letame.

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