Femminicidio Lorena Isceri: ex compagno la mette nel bagagliaio, la getta da viadotto e si è ucciso

Di : Lorenzo Dalmoro

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Un episodio di violenza domestica è terminato in tragedia giovedì nei pressi di Firenze: una donna è stata uccisa sul ciglio dell’Autostrada A1 e il presunto responsabile è morto poco dopo, lanciandosi dallo stesso viadotto. Il caso riaccende l’attenzione su come le segnalazioni telefoniche, la sorveglianza delle infrastrutture e i segnali sui social possano intervenire — o non bastare — nelle situazioni di pericolo immediato.

La vittima è Lorena Isceri, 47 anni, impiegata nel marketing di un’azienda veterinaria; il presunto autore è stato identificato come Federico Vella, 36 anni, dipendente di un autonoleggio. Secondo la polizia, la donna era stata attirata nel garage della sua abitazione e aggredita poco prima di essere rinchiusa nel bagagliaio del suo suv.

Durante il trasporto sull’autostrada, Isceri è riuscita a contattare il 112 prelevando il cellulare all’interno di uno zaino nel bagagliaio. La chiamata, durata circa venti minuti, ha fornito agli operatori elementi utili per localizzare il veicolo, nonostante le difficoltà dovute allo spostamento della cella telefonica e ai tagli di linea intervenuti durante la conversazione.

Telefono e mani estraggono un cellulare da uno zaino nel bagagliaio di un'auto
La chiamata al 112 partita dal cellulare trovato nello zaino nel bagagliaio ha fornito indicazioni utili.

I poliziotti hanno incrociato la geolocalizzazione del telefono con le riprese delle telecamere autostradali per seguire il suv. Gli investigatori ritengono che l’auto sia stata fermata sul viadotto di Barberino del Mugello: subito dopo l’interruzione della telefonata, la donna è stata gettata nel vuoto e il presunto aggressore si è poi tolto la vita lanciandosi dallo stesso ponte, secondo quanto ripreso dalle bodycam degli agenti arrivati sul posto.

Telecamere autostradali e un suv sorvegliato dalla polizia lungo l'autostrada
Le riprese autostradali incrociate con la geolocalizzazione hanno permesso di seguire il veicolo.

I corpi sono stati recuperati dalla scarpata decine di metri sotto al viadotto e trasferiti all’ospedale Careggi, dove è stata disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte e stabilire se la donna fosse già stata uccisa prima della caduta.

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Al vaglio degli inquirenti ci sono la dinamica degli ultimi giorni, la possibilità di premeditazione e ogni traccia digitale lasciata dai protagonisti. Tra i segnali che hanno attirato l’attenzione degli investigatori c’è una storia pubblicata sul profilo Instagram dell’uomo, con la frase «Addio a tutti», condivisa poche ore prima dell’accaduto.

  • Cosa stanno verificando gli investigatori:

    • sequenza temporale degli spostamenti e dei contatti tra le parti;
    • analisi dei dati telefonici e delle celle telefoniche attraversate (geolocalizzazione);
    • esame delle riprese autostradali e delle bodycam degli agenti;
    • contenuti social e messaggi per valutare motivi e pianificazione;
    • referti autoptici per ricostruire l’eventuale successione dei colpi o delle ferite.

Il fatto ha posto nuovamente l’accento sui limiti delle chiamate di emergenza quando la vittima è in movimento o quando il segnale cade: la telefonata al 112 ha permesso alla polizia di individuare il veicolo, ma non è bastata ad impedire l’esito tragico. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire ogni passaggio per capire se si potesse intervenire prima.

Per chi legge, la vicenda sottolinea due punti concreti: l’importanza di segnalare tempestivamente episodi di minaccia o aggressione e la necessità di servizi di contrasto alla violenza di genere ben attrezzati per rispondere anche quando le informazioni sono parziali o in movimento.

  • Numeri e riferimenti utili:

    • Numero antiviolenza e stalking: 1522 — gratuito, attivo 24 ore con supporto in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo;
    • Rete nazionale dei centri antiviolenza Di.Re — elenco dei servizi locali e contatti (consultare il sito ufficiale della rete per il centro più vicino);
    • In caso di emergenza immediata: chiamare 112 (Carabinieri/Polizia).

Le autorità proseguiranno gli accertamenti tecnici e le verifiche sui contatti social e telefonici per chiarire motivazioni e responsabilità; i risultati preliminari dell’autopsia e l’analisi dei filmati autostradali saranno elementi decisivi nelle prossime fasi dell’indagine.

Il procedimento e le evidenze raccolte dovranno rispondere a due domande centrali per i magistrati: se si trattò di un gesto pianificato e quali segnali sarebbero potuti servire a evitare il femminicidio.

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