Fentanyl rubato a Roma: allarme per traffico e rischio per la salute pubblica

Di : Lorenzo Dalmoro

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All’Ospedale Israelitico di Roma sono sparite ottanta fiale di fentanyl, un oppioide sintetico estremamente potente: secondo il ministero della Salute la quantità sottratta potrebbe essere trasformata in circa 20.000 dosi, con implicazioni immediate per la sicurezza pubblica e per la gestione dei farmaci ospedalieri. Il furto, scoperto il 29 giugno dal personale, ha attivato controlli e un’indagine penale per chiarire modalità e destinazione del carico.

Le fiale erano custodite in una cassaforte interna alla struttura e, secondo quanto comunicato, non sono stati rilevati segni evidenti di effrazione. Restano aperti però interrogativi fondamentali: non è ancora stato stabilito quando esattamente sia avvenuto il furto né chi possa averne avuto accesso. Le autorità ipotizzano che il materiale possa essere stato sottratto per essere immesso sul mercato clandestino.

Risposta delle istituzioni

Il caso ha spinto il governo a una convocazione d’urgenza presieduta dall’undersecretary Alfredo Mantovano, a cui hanno partecipato funzionari del ministero della Salute, dirigenti regionali del Lazio e rappresentanti delle forze dell’ordine. Alla riunione non erano presenti né la presidente del Consiglio né ministri, ma sono state prese decisioni operative immediate: coinvolgimento dei Carabinieri del NAS e ispezioni per verificare il rispetto dei protocolli interni sulla gestione dei farmaci controllati.

La Procura di Roma ha formalmente aperto un fascicolo per furto e per detenzione ai fini di spaccio; le indagini prevedono accertamenti contabili, ispezioni della sicurezza e analisi forensi sulle modalità di accesso all’area dove erano custodite le fiale.

  • Quantità rubata: 80 fiale
  • Stima dosi potenziali: circa 20.000 (dosi tipiche inferiori a 1 mg)
  • Scoperta: personale ospedaliero, 29 giugno
  • Sicurezza: fiale in cassaforte senza segni evidenti di effrazione
  • Indagini: Carabinieri NAS e Procura di Roma per furto e detenzione ai fini di spaccio

Perché la vicenda è preoccupante

Il fentanyl è impiegato in ambito clinico per anestesia e per il controllo del dolore severo, ma la sua potenza lo rende estremamente rischioso anche in piccole quantità: una dose di pochi milligrammi può risultare fatale per una persona senza tolleranza. Negli Stati Uniti il fenomeno della diffusione illecita del farmaco è già causa di decine di migliaia di decessi all’anno legati ad overdose; per questo motivo le autorità sanitarie italiane trattano il caso con particolare gravità.

La potenziale immissione della sostanza sul mercato clandestino comporta un rischio sanitario diretto, soprattutto se le dosi venissero miscelate con altre droghe o vendute senza controllo.

Dal punto di vista ospedaliero, l’episodio solleva questioni operative: inventari, tracciamento dei flaconi, controlli sugli accessi e revisione delle procedure di custodia di farmaci ad alto rischio. Le ispezioni annunciate dovranno stabilire se ci siano state negligenze nelle pratiche di conservazione e registrazione.

Prossimi passi

Le autorità hanno previsto una verifica completa delle scorte e della documentazione relativa ai farmaci controllati. Gli accertamenti includeranno anche il controllo delle telecamere interne, l’audizione del personale e la ricostruzione della catena di custodia. Al momento non sono stati resi noti arresti né sequestri collegati all’episodio.

Resta cruciale, per la sicurezza collettiva, che gli esiti delle indagini chiariscano se si sia trattato di una sottrazione interna o di un accesso organizzato dall’esterno, e se esista una rete pronta a distribuire sostanze così pericolose nel territorio.

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