Frontiera di Trieste & Senza Guerra: Scopri il Museo della Pace e il Batiscafo Glorioso!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Nella cittร  italiana riconosciuta per la densa concentrazione di ricercatori nel campo della tecnologia e della scienza, potrebbe sembrare contraddittorio ma รจ presente il “Museo della Guerra per la Pace – Diego de Henriquez”, situato negli edifici 3 e 4 della caserma “Duca delle Puglie”, nella parte occidentale di questa metropoli che รจ un crogiolo di culture e letteratura.

Diego de Henriquez, soldato e collezionista, era un personaggio che incarnava il romantico avventuriero del Novecento. Vissuto in un’epoca turbolenta e bellicosa, si dedicรฒ con ardore a raccogliere anche elementi di grande ingombro, come pezzi di artiglieria pesante, e li trasportava con determinazione in luoghi adatti per una futura esposizione museale. Con la stessa tenacia, coltivรฒ la convinzione che l’esperienza totale della guerra, da lui vissuta in prima persona, potesse trasformarsi in un avvertimento per il futuro contro i demoni e gli orrori di ogni conflitto, e quindi ispirare desideri di pace. In particolare, dopo il secondo conflitto mondiale, divenne consapevole che i conflitti armati avevano sempre stimolato l’innovazione scientifica e tecnologica, successivamente adattata per usi civili, e che quindi era essenziale invertire questo paradigma storico promuovendo la ricerca e lo studio direttamente per scopi civili, a partire dalla sua Trieste.

Un esempio di innovazione bellica adattata al civile

Per illustrare con un esempio piรน recente: la steadycam, utilizzata per la prima volta nel cinema da Stanley Kubrick in “Shining” per seguire a livello umano il percorso di Jack Nicholson nel labirinto, fu originariamente inventata dall’esercito americano durante la guerra del Vietnam. Questo dispositivo permetteva ai marines di correre su terreni accidentati e continuare a sparare mantenendo l’arma alla stessa altezza, grazie al sistema di ammortizzazione integrato.

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La collezione di de Henriquez

La collezione di de Henriquez, attualmente esposta al piano terra del museo e curata da Antonella Cosenzi, รจ imponente e a tratti intimidatoria per chi la osserva per la prima volta. Le armi e i pezzi di artiglieria, ordinatamente esposti, sono accompagnati da dettagliate descrizioni, installazioni video e soluzioni grafiche informative. Tuttavia, sorge il dubbio se questa esposizione raggiunga davvero il suo scopo paradossale di promuovere la pace attraverso la mostra di strumenti di morte; un concetto di pace che oggi comprende, ma non si limita a, una semplice cessazione delle ostilitร .

Un confronto con altri musei

Il confronto con altri musei bellici, come i British War Imperial Museums e il recente esempio di Manchester progettato dall’architetto Daniel Libeskind, solleva interrogativi su come il Museo della Guerra per la Pace riesca a bilanciare la rappresentazione della guerra con la sua missione di promuovere la pace. L’approccio del museo, rivolto soprattutto alle giovani generazioni, si basa sulla convinzione che non si possa rifiutare qualcosa senza conoscere profondamente le sue nefaste conseguenze.

Il futuro del museo e le nuove mostre

Il museo si prepara a rinnovare la sua esposizione con una sezione dedicata alla Seconda Guerra Mondiale, sempre attingendo dalla vasta collezione di de Henriquez. Inoltre, รจ prevista l’inaugurazione di una mostra dedicata al batiscafo Trieste, un progetto che vide l’impegno personale e finanziario di de Henriquez e che legรฒ indissolubilmente la cittร  di Trieste a un importante capitolo della storia delle esplorazioni marine.

Informazioni pratiche

Per visitare il museo e scoprire di piรน su questo affascinante angolo di storia, รจ possibile consultare i siti museodiegodehenriquez.it, turismofvg.it e discover-trieste.it. Per chi viaggia da fuori, sono disponibili collegamenti diretti e alloggi e ristoranti che offrono un’autentica esperienza triestina.

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