Gorizia e Nova Gorica: 48 ore nella prima Capitale Europea della Cultura senza frontiere!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Lungo il tracciato un tempo segnato dalla cortina di ferro, che estendeva i suoi confini dal Mar Baltico fino all’Adriatico separando il blocco sovietico dall’Occidente, oggi si festeggia la prima Capitale Europea della Cultura che supera i confini nazionali. Questo evento storico rappresenta una riconciliazione di un’area che fu divisa durante la guerra fredda e sanguinรฒ nel periodo tra il 1915 e il 1917 durante le tragiche dodici battaglie dell’Isonzo, uno dei momenti piรน bui della Prima Guerra Mondiale. Queste battaglie portarono la regione della Venezia Giulia sotto il controllo italiano, tra sentimenti misti che andavano dall’irredentismo del Risorgimento all’antimilitarismo che portรฒ alla nascita della canzone ‘O Gorizia tu sia maledetta’ nel 1916, quando, dopo la sesta battaglia dell’Isonzo, l’esercito italiano, comandato dal tenente Badoglio, conquistรฒ la cittร  e il monte Sabotino al costo di 21.000 vite. A nord di Gorizia, il Sacrario militare di Oslavia custodisce i resti di 57.021 soldati caduti. Oggi, italiani e sloveni condividono questa terra senza piรน barriere, testimoniato dal disco commemorativo posto nella piazza Transalpina, dove il filo spinato un tempo divideva la zona dal 1947 al 2004: qui, il primo maggio del 2004, si รจ celebrata l’entrata della Slovenia nell’UE alla presenza di Romano Prodi, allora Presidente della Commissione Europea, e la parte orientale della piazza รจ stata ribattezzata Europa.

Gorizia, storica cittร  trilingue dove si parlano italiano, sloveno e tedesco, ha origini nel nome sloveno ‘gora’, che significa montagna. Originariamente parte del Sacro Romano Impero e governata da nobili bavaresi, fu occupata per un breve periodo dai Veneziani nel 1508, prima di passare sotto il controllo degli Asburgo austriaci fino al 1918. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la provincia perse gran parte del Carso, ma il centro storico rimase all’Italia. Una piccola area disabitata fu ceduta alla Jugoslavia, e tra i pochi monumenti rimasti vi sono la stazione Transalpina e il Convento della Castagnevizza, situato a 20 km da Gorizia, risalente al 1623.

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La regione di Gorizia si trova nel cuore della Mitteleuropa, un crocevia di lingue e culture. Tuttavia, รจ evidente il contrasto tra la cittร  italiana, con le sue architetture asburgiche che includono il castello medievale, gli edifici barocchi e i campanili a cipolla, e Nova Gorica, caratterizzata da un freddo e geometrico urbanismo tipico del socialismo reale.

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