Netanyahu accusato dall’ex generale del 7 ottobre: la sua permanenza mette a rischio gli israeliani

Di : Lorenzo Dalmoro

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Roma, 14 ottobre 2026 โ€” A poche settimane dal voto del 27 ottobre, lโ€™ex numero due dellโ€™esercito israeliano lancia un appello netto: รจ tempo di cambiare rotta. Yair Golan, leader del partito Democratici nato dallโ€™unione tra laburisti e Meretz, chiede la fine dellโ€™era Netanyahu e presenta una road map politica e di sicurezza che punta a ricostruire la fiducia interna e gli alleati esterni.

Golan non parla da osservatore: รจ stato sul campo il 7 ottobre 2023, impegnato nei soccorsi alle popolazioni colpite. Oggi combina quellโ€™esperienza diretta con un programma che mette al centro la difesa della democrazia e il ritorno a relazioni strategiche con Paesi moderati della regione.

Dal suo punto di vista, la permanenza al potere di Benjamin Netanyahu ha danneggiato la posizione internazionale di Israele e indebolito istituzioni fondamentali. Per Golan, la prioritร  immediata รจ ricostruire il tessuto democratico: rafforzare il stato di diritto, riunire il Paese attorno a politiche pubbliche efficaci e restituire credibilitร  a Tel Aviv sulla scena globale.

Prioritร  politiche e strategiche

La strategia che Golan propone รจ duplice: sicurezza senza isolazionismo e una soluzione politica che eviti lโ€™annessione di masse di popolazione palestinese. Sul versante esterno, punta a rinnovare legami con Egitto, Giordania, gli Stati coinvolti negli Accordi di Abramo, gli Stati Uniti e lโ€™Unione Europea per costruire un fronte contro le forze radicali, in particolare lโ€™Iran.

Documento e mappe su un tavolo durante una riunione politica
La road map proposta da Golan combina sicurezza e soluzione politica.

Nello scenario locale, la sua agenda prevede investimenti nei servizi essenziali โ€” sanitร , istruzione, lavoro โ€” e misure per contrastare sia il terrorismo palestinese sia quello di matrice ebraica, ripristinando la legalitร  nelle aree piรน problematiche della Cisgiordania.

  • Rinnovare la leadership: chiedere il passo indietro di Netanyahu e ottenere un mandato popolare diverso alle elezioni del 27 ottobre.
  • Commissione dโ€™inchiesta indipendente: istituire subito un organismo statale per chiarire le responsabilitร  del 7 ottobre.
  • Rafforzare i servizi pubblici: sanitร , istruzione e lavoro come cardini della ripresa sociale.
  • Accordi regionali: ricostruire alleanze con Egitto, Giordania, Paesi degli Accordi di Abramo, Stati Uniti ed Europa.
  • Piano per Gaza: sostenere un quadro multilaterale che sostituisca Hamas con una leadership alternativa e favorisca la separazione politica.
  • Ripristino della legalitร  in Cisgiordania: smantellare avamposti illegali e combattere ogni forma di estremismo interno.

Golan fornisce anche una valutazione pragmatica sulla sostenibilitร  della sicurezza: non vede contrapposizione insormontabile fra tutela a breve termine e una soluzione politica a lungo termine. Per lui, stabilitร  e democrazia si alimentano a vicenda, non si escludono.

Inchiesta sul 7 ottobre e responsabilitร 

Una delle prime misure che il leader Democratici intende adottare, in caso di vittoria, รจ la creazione di una commissione dโ€™inchiesta indipendente per far luce sui fatti del 7 ottobre. Golan sostiene che gli israeliani meritano trasparenza e che solo cosรฌ si potrร  prevenire il ripetersi di una simile tragedia.

Sala di commissione vuota con microfoni pronta per audizioni
La proposta di una commissione d’inchiesta indipendente sul 7 ottobre.

Pur dichiarando di avere convinzioni personali sulle colpe di chi ha guidato il Paese, preferisce lasciare lโ€™attribuzione ufficiale alla commissione. Lo scopo dichiarato รจ istituzionale: ricostruire fiducia, non vendetta politica.

Riguardo al piano per Gaza, Golan mostra apertura verso un documento proposto a livello internazionale che definisca tappe e responsabilitร  per il futuro della Striscia: lโ€™obiettivo รจ rimpiazzare Hamas con unโ€™alternativa politica credibile, evitando lโ€™annessione e puntando a una separazione negoziata.

Sul fronte interno, rifiuta qualsiasi alleanza con i partiti che oggi compongono lโ€™esecutivo: li ritiene responsabili di scelte che, secondo lui, hanno portato al collasso dei dispositivi di sicurezza e al profondo sfilacciamento sociale post-7 ottobre.

Ricordi dal campo

Golan richiama la sua lunga esperienza militare per spiegare la profonditร  del suo sconcerto davanti a quel che ha visto il 7 ottobre. In quasi quattro decenni di carriera aveva giร  toccato con mano il dolore della guerra, ma ciรฒ che lo ha colpito in quella giornata โ€” sostiene โ€” รจ la combinazione tra fallimenti strategici e scelte politiche che hanno lasciato spazio ai gruppi estremisti, indebolendo la componente moderata della societร  palestinese.

Ha anche criticato la pratica di tentare di comprare la calma con il denaro di attori regionali, definendola una strategia che ha creato piรน problemi che soluzioni.

Per gli osservatori e per gli elettori israeliani, il confronto in atto non รจ solo su politica e sicurezza: รจ una scelta sul modello di societร  che si vuole ricostruire. Golan lo pone cosรฌ, in termini chiari: cambiare leadership per ridare centralitร  al servizio pubblico, alla legge e ai rapporti internazionali, evitando lโ€™isolamento.

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