La procura di Belluno ha aperto un fascicolo che coinvolge una figura chiave del ministero dei Trasporti nella vicenda della cabinovia progettata per Cortina: l’indagine, avviata su presunte anomalie nelle gare d’appalto, mette sotto osservazione tempi e modalità di realizzazione di un’opera pensata per le recenti Olimpiadi invernali. La notizia solleva interrogativi immediati sulla trasparenza degli appalti e sui ritardi che hanno impedito l’apertura dell’impianto.
Al centro dell’inchiesta c’è Elisabetta Pellegrini, dirigente di alto profilo e coordinatrice della Struttura tecnica di missione del ministero, l’ufficio che sovrintende alla pianificazione e all’attuazione delle infrastrutture legate ai Giochi. Fonti istituzionali riferiscono che il ministro ha espresso fiducia nel suo operato, sottolineando la disponibilità a chiarire ogni aspetto attraverso le indagini in corso.
Cosa contesta la procura
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Belluno, le verifiche riguardano possibili irregolarità nelle procedure di assegnazione dei lavori per la cabinovia Apollonio-Socrepes. L’ipotesi di reato contestata a livello formale è quella di concorso in turbativa d’asta, cioè una presunta alterazione della libera concorrenza nella fase di gara.
Il progetto della cabinovia era tra le opere più visibili e controverse legate all’evento sportivo: doveva essere operativo all’inizio delle competizioni, ma i cantieri non sono stati completati nei tempi previsti e l’impianto non è ancora entrato in funzione. Questo ritardo ha ripercussioni pratiche — sulle linee di trasporto locali, sui flussi turistici e sui bilanci pubblici — e solleva dubbi sulla gestione tecnica e amministrativa dei lavori.
Chi è indagato
- Elisabetta Pellegrini – coordinatrice della Struttura tecnica di missione presso il ministero dei Trasporti;
- Simico – società committente coinvolta nella realizzazione dell’opera;
- Graffer – impresa esecutrice dei lavori;
- Altre persone fisiche coinvolte, tra le quali spicca Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di Simico.
La Procura sta esaminando documenti, bandi e atti amministrativi per ricostruire le fasi di selezione delle imprese e valutare se siano state rispettate regole e criteri di trasparenza. Al momento non ci sono condanne: l’apertura del fascicolo segna solo l’inizio di un percorso investigativo che può sfociare in azioni penali o in archiviazione.
Dal punto di vista pratico, la vicenda incide su due piani complementari: la gestione delle grandi opere pubbliche e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che le sovrintendono. Per gli enti coinvolti, la priorità sarà dimostrare la correttezza delle procedure; per la comunità locale, la necessità è invece ottenere chiarezza sui costi, sui tempi di completamento e sui servizi promessi durante i Giochi.
Nei prossimi giorni la procura potrebbe disporre nuovi accertamenti tecnici o acquisire ulteriori documenti. Restano in vigore la presunzione di innocenza per gli indagati e l’obbligo per gli organi inquirenti di basare le conclusioni su elementi di prova verificabili; gli sviluppi saranno determinanti per capire se l’inchiesta farà luce su responsabilità amministrative o penali.
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