Oulu, epicentro globale del silenzio: scopri perché fa tanto rumore!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Ogni anno, verso la fine di agosto, un vento carico di assurdità soffia attraverso l’Europa fino a raggiungere un piccolo centro abitato nel nord remoto della Finlandia chiamato Oulu. Qui, per tre giorni, il paese si trasforma nel fulcro mondiale della chitarra che non si può vedere né toccare.

Benvenuti al Campionato Mondiale di Air Guitar, un evento unico dedicato a coloro che hanno sempre sognato di diventare delle rockstar, ma non hanno mai avuto l’opportunità di affinare il proprio talento musicale. Qui la festa è per coloro che suonano… il vuoto. La convinzione con cui si esibiscono è talmente intensa che, dopo poco, ti dimenticherai che le loro mani non stanno effettivamente sfiorando alcuno strumento. E, sorprendentemente, ti ritroverai a desiderare di salire sul palco per mimare un assolo di chitarra come se fossi il protagonista di un video musicale degli AC/DC, magari dopo aver bevuto un bicchiere di vodka ai frutti di bosco.



Questa competizione è tutt’altro che un semplice scherzo. È una manifestazione ben organizzata con regole precise, selezioni rigorose e una giuria qualificata. Qui si parla di airness, un termine che indica una qualità intrinseca tra la presenza scenica e la capacità di suonare il nulla come se fosse tutto.

I partecipanti vengono da ogni angolo del globo. C’è l’americano con la bandana che fa headbanging fino quasi a rompersi una vertebra, la giapponese che sembra un popcorn saltellante che alla fine del suo pezzo assume un’espressione come se avesse appena “ucciso” la sua chitarra e il norvegese che interpreta Bach su una chitarra barocca immaginaria senza che nessuno osi ridere, perché è realmente impressionante.

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L’air guitar non è solo una farsa, ma una vera e propria forma d’arte concettuale, una sorta di installazione dadaista a forma di concerto, un teatro fisico, un cabaret musicale, una danza liberatoria. È un omaggio ai sogni adolescenziali di gloria rock, a quei momenti passati in camera propria a fingere di essere su un palco come quello del Madison Square Garden, usando una scopa come chitarra e il ventilatore come vento tra i capelli. La differenza è che qui ci sono luci vere, un pubblico vero e, a volte, anche un ventilatore.



E poi, naturalmente, c’è il motto dell’evento, visibile ovunque: “Make Air, Not War”. Non è chiaro se sia semplicemente uno slogan degno di una T-shirt degli anni ’90 o una dichiarazione pacifista mascherata da follia. Ma è efficace. Mentre nel resto del mondo si lotta per ogni tipo di confine, a Oulu questi vengono abbattuti: tra nazione e nazione, tra realtà e finzione, tra corpo e strumento, tra dignità e pazzia.

Il bello è che qui non si ride di loro, ma con loro. Questi rocker dell’invisibile trasmettono un’energia contagiosa, una gioia quasi infantile e un senso di libertà assoluta che ti fa venir voglia di abbandonare tutto e iniziare una nuova vita dove l’unica musica è quella dell’aria e l’unico cibo è il salmone.



Il pubblico applaude, urla, si emoziona. Alcuni piangono. Davvero. Perché quando un finalista esegue un finto assolo con tanto di pathos che quasi riesci a sentire le note (che, ricordiamolo, non esistono), capisci che sta succedendo qualcosa di speciale. E così, anche tu, vacanziere cinico, abbassi la guardia dell’ironia e ti ritrovi a mimare un plettro nell’aria. Proprio così. Senza pensarci.

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Alla fine, viene annunciato un vincitore, che riceve come premio una chitarra vera. L’ironia sta tutta qui. Dopo anni a suonare il nulla, ti viene dato uno strumento reale. Una ricompensa? Un invito a fermarsi? Un premio alla coerenza? Nessuno lo sa. Ma va bene così.

Perché l’air guitar è proprio questo: una follia lucida, un gioco infantile elevato all’estremo, uno scherzo universale che, tuttavia, racchiude una scintilla di verità. E anche se il mondo non cambierà grazie a un ragazzo in pantaloni leopardati che finge un assolo su una base dei Metallica, almeno per tre giorni ci crederemo. Davvero. Tutti insieme. Con il vento in faccia e la chitarra che non c’è, ma si sente lo stesso.



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INFO UTILI

Come raggiungere (e visitare) Oulu: Situata a 200 km a sud di Rovaniemi, Oulu sarà Capitale Europea della Cultura nel 2026. La città è facilmente accessibile da Helsinki, sia via aerea che tramite collegamento ferroviario.

Le date del festival: la finale mondiale si terrà quest’anno dal 20 al 22 agosto.

Dove dormire: il Greenstar Hotel Oulu, partner ufficiale dell’evento, offre alloggi eco-sostenibili nel cuore della città.

airguitarworldchampionships.com
instagram.com/airguitarworldchampionships
visitoulu.fi/en/

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marina.palumbo@lastampa.it

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