Overtourism: come passare al turismo consapevole prima del punto di non ritorno!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Attualmente, ci sono quattro o cinque strategie principali per contenere il fenomeno del super-turismo, che sta danneggiando numerose destinazioni in tutto il mondo. Queste aree – che possono essere regioni, province o cittร  – hanno in passato promosso intensivamente il turismo, spesso con un approccio superficiale e avido, senza valutare adeguatamente le conseguenze sociali, ambientali ed economiche a lungo termine.

Di recente, Giovanni De Mauro ha evidenziato che l’eccesso turistico non dovrebbe essere confuso con il turismo normale. Secondo lui, si parla di sovraffollamento quando: 1) l’eccesso di turisti compromette la conservazione di opere d’arte o territori; 2) il numero di visitatori degrada la qualitร  dell’esperienza turistica; 3) si verifica un rifiuto da parte delle popolazioni locali. Questi problemi, per ora, riguardano solo una parte limitata del mondo.

โ€œQuando viaggio, so cosa lascio ma non cosa cercoโ€. Questo pensiero di Montaigne risale alla fine del Cinquecento, periodo in cui viaggiare in Europa aveva un significato diverso. Due secoli dopo, il concetto di viaggio si era evoluto, come dimostra il Grand Tour, durante il quale gli inglesi visitavano l’Italia per scoprire e apprendere con grande umiltร  e senza fretta.

Oggigiorno, il viaggio รจ spesso frenetico e mediato dalla tecnologia. I viaggiatori pensano di sapere tutto prima ancora di partire, influenzati dai blog e dai social media. Per esempio, รจ comune pensare che a Shanghai o all’Avana si indossino Nike e si mangino linguine al pesto. In realtร , si vede molto ma si osserva e si scopre poco. Persino i viaggi di evasione o quelli a sorpresa, come quelli offerti da compagnie aeree low-cost, sono vissuti attraverso gli schermi piuttosto che esplorando veramente. La distanza geografica diventa una distanza temporale nella mente del viaggiatore, alimentando il desiderio di esotismo e viaggi oltreoceano spinti da pubblicitร  invasive.

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Per contrastare il super-turismo, le strategie adottate includono l’aumento dei prezzi, una soluzione rapida ma spesso vista come antidemocratica e antisociale. In alternativa, si cerca di promuovere destinazioni meno conosciute per deviare il flusso di turisti, ma questo sposta semplicemente il problema altrove. Un’altra strategia consiste nel migliorare l’offerta culturale delle destinazioni, creando eventi e spazi che valorizzino la creativitร  locale e la storia del territorio, come sta facendo con successo la Costa Azzurra.

Una quarta strategia punta a attrarre turisti piรน rispettosi e interessati alla cultura locale piuttosto che semplici consumatori. Cittร  come Parigi e Amsterdam hanno adottato politiche per limitare il turismo di massa, concentrandosi su eventi culturali che richiedono prenotazioni anticipate e offrono accessi limitati.

Infine, alcuni luoghi hanno scelto di educare i turisti piuttosto che semplicemente soddisfare le loro richieste, promuovendo un turismo piรน consapevole e rispettoso. Questo approccio รจ stato adottato in alcune aree delle Dolomiti, dove si incentiva la conoscenza e il rispetto del paesaggio attraverso escursioni guidate.

Tuttavia, il problema dell’iper-turismo persiste e richiede un cambiamento culturale piรน profondo che vada oltre le soluzioni temporanee. Le destinazioni devono trovare un equilibrio tra accoglienza turistica e conservazione della propria identitร  e integritร  ambientale.

Il “cubo nero”, l’ultima controversia dell’iper-turismo a Firenze

Recentemente, sul tetto dell’ex Teatro Comunale di Firenze, ora chiamato “Teatro Luxury Apartments”, รจ sorta una struttura che ha suscitato molte polemiche. Questo complesso di lusso, che comprende 150 appartamenti, una terrazza con solarium, una palestra e ristoranti, contrasta fortemente con l’architettura storica della cittร  per dimensioni, colore e materiali utilizzati. La sua costruzione ha coinciso con un’inchiesta sull’urbanistica a Milano, alimentando ulteriori discussioni sulla sua appropriata integrazione nel contesto urbano.

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