“Avete mai pensato a quanto possa essere alto e profondo il soffitto a volta del Saloncello che ammirate, attraversato da una pittura trompe-l’oeil che mostra balaustrate tenute da cariatidi e archi a sesto acuto che contornano una falsa lanterna con false finestre che simulano un’apertura verso l’esterno?” cosรฌ interroga l’audioguida i turisti estasiati, con gli occhi spalancati e il naso all’aria, mentre scrutano uno degli ambienti del percorso espositivo all’interno del magnifico Palazzo Salis di Tirano, riscaldato da un imponente camino. Un edificio la cui storia rappresenta un intrigante puzzle nobiliare e geopolitico che oltrepassa le frontiere nazionali.
La risposta al quesito รจ fornita dalla contessa Paola Sertoli-Salis, affascinante erede e con il marito proprietaria del palazzo piรน emblematico e storico della Valtellina: “…appena 72 centimetri, ma l’illusione ottica fa sembrare piรน di 200 cm, ossia due metri; merito dell’abilitร degli artigiani locali che nel Seicento, seguendo le illusioni prospettiche giร sperimentate da Bramante nel coro di Santa Maria presso San Satiro a Milano, hanno realizzato un vero capolavoro amplificando l’effetto ingannevole”. Proprio in quella sala si tenevano le riunioni del potere amministrativo e politico grigionese tra il XVII e il XVIII secolo, una sorta di influente micro-parlamento regionale, sotto lo sguardo dei stemmi delle famiglie Salis e dei Wolkenstein, nobili tirolese che vivevano nel robusto castello di Trostburg che domina l’Isarco.
Palazzo Salis รจ passato alla famiglia “bifida” Sertoli-Salis dopo un matrimonio d’interesse nell’Ottocento tra l’erede dell’antica stirpe della Val Bregaglia e l’allora piรน ricca e nobile famiglia di Sondrio, narrando da sรฉ la storia dell’intera valle delle mele e della bresaola, delle sue significative vicende, delle sue arti, del suo autoritario “parlamento”, dei suoi statuti, del suo corposo vino Sforzato invecchiato nelle oscure e umide cantine fino al 1996. Un luogo araldico, ricco d’arte sia maggiore che minore (i mobili sono originali) che diventa per il viaggiatore un elemento quasi “inquietante” (unheimlich); non tanto per suscitare un senso di ansia e paura di fronte all’estraneitร di ciรฒ che dovrebbe sembrare noto e familiare, quanto perchรฉ, esplorando gli interni affascinati dai soffitti a cassettoni intagliati e dipinti minuziosamente, il percorso continua a meravigliare, esplodendo persino in inaspettati artefatti che sono deviazioni ottiche, inganni illusionistici.
โNel Seicento Giovanni Salis, barone e poi conte per volere dell’imperatore asburgico Leopoldo I, durante il dominio grigionese e de facto governatore della valle, trasformรฒ quattro palazzi in un unico imponente edificio di ben seimila metri quadrati che includeva sei cortili e un giardino all’italiana, oggi dominato da un cedro del Libano vecchio di duecento anni. Questo albero maestoso si erge sopra le cantine e la nevaia, un primitivo e tenebroso cilindro sotterraneo utilizzato per conservare gli alimenti, che veniva riempito di neve da una finestra aperta sul parterre del giardinoโ precisa Paola Sertoli-Salis descrivendo il maniero che รจ stato recentemente messo in vendita dopo vent’anni di gestione appassionata ma onerosa. Nemmeno un bed & breakfast ricavato in una ala del castello ha generato entrate significative. Forse avrebbero dovuto aprire nel glorioso ambiente delle storiche cantine un wine bar per catturare turisti con il gusto e il palato, come spesso accade in Italia.
Il percorso “museale” del palazzo, annunciato da un portale disegnato da Vignola e preceduto da uno scalone d’onore, sorprende per la ricchezza dei soffitti policromi a cassettoni, intagliati, stuccati e dipinti; non tanto per le pitture illusionistiche settecentesche di Giovanni Antonio Cucchi, piuttosto accademiche, quanto per, ad esempio, la camera delle 8 Meraviglie (le sette tradizionali piรน il Colosseo) dipinta con un suggestivo effetto prospettico che si apre cromaticamente su un esterno immaginario, e per la cappella gentilizia dedicata a San Carlo Borromeo, da cui si abbraccia con lo sguardo dall’alto l’interno del palazzo. La luce filtra attraverso una finestra tripartita che danza su stucchi dorati e azzurri, sui cassettoni delle volte ottagonali, cruciformi, esagonali. ร un luogo di eleganza e, chiudendo gli occhi nel silenzio assordante, si puรฒ quasi udire il rapido scorrere dell’Adda che scorre all’esterno dell’abside.
Le sale e le stanze dei Salis quasi stordiscono per la loro ricchezza, ma fanno da contrappunto le antiche cantine, gelide, tenebrose, austere. Oggi le botti sono vuote, testimonianza di annate glorios…
Articoli simili
- Tirano in Valtellina: Attesa Olimpica e Magie Barocche! Scopri di piรน
- Arte a Torino: Fondazione CRT apre le porte e presenta il nuovo progetto espositivo!
- Bordeaux e Montesquieu: Scopri il Legame tra il Vino e la Legge!
- 48 ore a Praga: Scopri i luoghi magici del nuovo romanzo di Dan Brown, presto una serie TV!
- Scopri Bologna: 7 Luoghi Incredibili tra Palazzi Storici e Mostre di Foto/Industria

Lorenzo รจ un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




