Sul set torinese dell’ultima pellicola del regista di Napoli: “Una città ospitale e dal grande impatto visivo, le sue vie e i suoi edifici facilitano notevolmente le riprese”
“Collaborare con Paolo Sorrentino è sempre un’esperienza arricchente” afferma Andrea Pirrello, fotografo sul set del film “La Grazia” e autore delle fotografie esposte a Palazzo Chiablese fino al 13 aprile, descrivendo il suo lavoro nella produzione piemontese dell’ultimo film del cineasta napoletano.
“Paolo ha una visione molto precisa di come desidera realizzare le riprese, possiede una chiarezza lucida nell’impaginazione delle scene e nella narrazione visiva. Da parte mia, era abbastanza facile allinearmi alle sue aspettative fotografiche, quindi seguirlo non è stato difficile”.
“La città ci ha accolto calorosamente, il set era come una grande famiglia, anche grazie alla presenza di molti collaboratori di lunga data, alcuni dei quali avevano già lavorato insieme in ‘Il Divo’. È stata quasi una reunion. Molto piacevole e divertente è stato anche l’incontro con Guè e Toni Servillo, un momento spontaneo in un contesto di lavoro molto concentrato e familiare”.
La produzione del film si è svolta principalmente tra Torino e Moncalieri, e l’esposizione delle fotografie di scena rivela alcuni degli angoli più iconici della città. “Torino è decisamente fotogenica e rappresenta uno degli scenari più agevoli per le riprese. Basta posizionare la camera e ti ritrovi circondato da elementi, dalle architetture alle strade, che contribuiscono enormemente alla costruzione di una narrazione visiva. Una scena in particolare, girata al Castello del Valentino, mostra il presidente in una stanza quasi oscura mentre riflette sulle sue decisioni, una delle prime scene realizzate che ha sapientemente catturato i sentimenti del personaggio attraverso l’illuminazione”.
“Il film” – conclude Pirrello – è intrigante sia nei temi che nei personaggi. Esplora una relazione padre-figlio molto intensa, tanto importante per il regista quanto per gli attori, emergendo con naturalezza e credo che le performance siano state eccezionali”.
Alla mostra è esposto anche un’immagine significativa che cattura un momento in cui l’attore torinese Cesare Scova sta per inciampare su un tappeto a Palazzo Reale.
“Non era previsto, ma il risultato è stato perfetto così” – racconta Simone Gianarda, responsabile delle location – “Il tappeto era fissato con dei chiodini e si è staccato all’improvviso. L’attore ha mantenuto la compostezza, proseguendo nella sua interpretazione”.
“Questa mostra ha diversi obiettivi, poiché celebra non solo un luogo ma diverse location su cui stiamo lavorando per renderle note sia alle troupe cinematografiche sia ai cittadini” – spiega Paolo Manera, direttore della Film Commission – “Mostra anche il lavoro dietro le quinte e celebra i fotografi di scena, una professione cinematografica spesso sottovalutata, che ha tuttavia contribuito a scrivere la storia del cinema. Andrea Pirello è un esempio emblematico in questo campo”.
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