Play Uniud su YouTube supera quota 5.000 iscritti: boom per il canale dell’ateneo nato in pandemia

Di : Marcelina Vescovi

Condividi con i tuoi amici!

A cinque anni dal lancio, il canale YouTube dell’Università di Udine si conferma strumento centrale per portare ricerca e lezioni fuori dalle aule: un risultato che pesa oggi perché dimostra come l’ateneo abbia trasformato l’emergenza digitale in una piattaforma stabile di divulgazione internazionale, accessibile soprattutto da smartphone. I numeri e l’ampiezza dei contenuti mostrano una domanda crescente di informazione accademica fruibile ovunque e in più lingue.

Dalla crisi a una finestra globale

Nato durante i mesi di maggiore isolamento causati dalla pandemia, il progetto è passato rapidamente da soluzione emergenziale a canale istituzionale consolidato. In quel periodo le lezioni vuote e il distanziamento hanno reso urgente trovare modalità alternative per mantenere vivi i rapporti tra docenti, studenti e pubblico esterno.

Per molte attività accademiche la trasformazione digitale non è stata solo un adattamento tecnico: ha riaperto il dialogo con la comunità e ha reso visibili ricerche e iniziative che altrimenti sarebbero rimaste circoscritte ai campus.

Marina Brollo, docente che ha seguito il progetto fin dagli inizi, ricorda come ciò che era nato come risposta temporanea si sia affermato come un modello ripreso anche da altri atenei italiani, grazie a una crescita costante e a un format ormai radicato.

Cosa propone il canale

Il canale pubblica eventi, conferenze, talk e produzioni documentarie, pensati sia per la fruizione on demand sia per lo streaming live. I contenuti sono curati con attenzione tecnica da una figura dedicata in ambito new media, sotto la guida dell’ufficio relazioni esterne dell’ateneo, con l’obiettivo di offrire materiali divulgativi di livello accessibili a un pubblico ampio.

La strategia editoriale punta su chiarezza e inclusione: formati brevi e lunghi convivono nel palinsesto per soddisfare esigenze diverse — da approfondimenti specialistici a resoconti più divulgativi.

  • Iscritti: oltre 5.000 utenti
  • Video pubblicati: più di 800 produzioni
  • Visualizzazioni medie mensili: circa 13.000
  • Visualizzazioni annue: intorno a 166.000
  • Accesso mobile: il 60% delle visualizzazioni da smartphone
  • Lingue disponibili: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo

I dati confermano non solo un pubblico fedele, ma anche un’audience internazionale attratta dalla multilingua e dalla varietà dei temi trattati, che spaziano da conferenze scientifiche a documentari e lezioni magistrali.

Giorgio Alberti, delegato alla Comunicazione, sottolinea come l’esperienza dimostri la capacità dell’ateneo di portare il sapere fuori dai laboratori: avere una presenza digitale significativa significa raggiungere persone che consultano contenuti in mobilità e in orari non convenzionali.

Perché conta oggi

La trasformazione del canale in un punto di riferimento ha implicazioni concrete: aumenta la visibilità della ricerca, facilita la collaborazione internazionale e amplia l’impatto sociale delle attività universitarie. Per studenti e cittadini significa accesso immediato a contenuti di qualità senza barriere geografiche.

Guardando avanti, la sfida è mantenere l’attenzione e la qualità mentre il consumo di video si evolve: più interoperabilità con altri canali digitali, produzione multiformato e attenzione alle metriche d’engagement saranno probabilmente al centro dei prossimi passi.

Nel complesso, il bilancio quinquennale mostra come un’iniziativa nata per rispondere a una crisi sia diventata una componente strategica della comunicazione accademica, con ricadute positive sia per l’ateneo che per il pubblico che vi si rivolge ogni giorno.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Gorizia ospita Paolo Gasparini: viaggio fotografico nelle strade

Lascia un commento

Share to...