Da secoli in Corea, la poesia ha rappresentato non solo un’espressione scritta, ma anche una manifestazione vocale, ritmica e corporea, un’espressione orale che precedeva la sua trascrizione su carta. Solo nel ventesimo secolo, con l’influenza della cultura occidentale e l’ascesa dell’editoria, si è verificato uno scollamento tra il testo e il suo aspetto sonoro, creando una netta separazione tra poesia e musica. Secondo il professor Choi Dongho, questa divisione non è intrinseca alla cultura coreana, ma è il risultato di una specifica evoluzione storica che ha alterato la percezione e l’uso del linguaggio.
Il dibattito sul rapporto tra linguaggio, voce e tecnologie moderne trova spazio in un dialogo esclusivo con il professor Choi Dongho, una delle personalità di spicco della cultura della Corea del Sud. Choi identifica le origini di questa frattura e ne descrive le implicazioni, sottolineando che “la distinzione tra poesia e canto in Corea ha iniziato a formarsi nel XX secolo con l’avvento della cultura occidentale e si è consolidata con lo sviluppo della stampa”, ma osserva anche che “nel XXI secolo, con la diffusione della cultura digitale e la facilità di creare contenuti audiovisivi, stiamo assistendo a una riunificazione di questi due elementi”.
Choi chiarisce che non si tratta di nostalgia, ma di una necessità vitale per il linguaggio poetico di adattarsi all’epoca digitale e visiva per evitare di rimanere confinato nel passato. La poesia coreana, con le sue radici nella tradizione cantata, “ha una forza intrinseca che può guidare le trasformazioni dinamiche dell’era digitale”.
Il professor Choi Dongho e una voce istituzionale della cultura coreana
Non si tratta di un commento marginale, ma del pensiero di una figura istituzionale di primo piano in Corea del Sud. Il professor Choi Dongho, membro della National Academy of Arts della Repubblica di Corea, è un professore emerito e ex decano della Graduate School dell’Università di Corea, docente all’Università Kyungnam, poeta, critico letterario e teorico della poesia. Il suo ultimo lavoro si concretizza nell’Anthology of Contemporary Korean 4-line Poetry, pubblicata da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, un’antologia che emerge durante la sua conferenza al MIT di Boston, focalizzata sul futuro della poesia nell’era digitale e che promuove la forma breve come espressione di massima intensità.
La poesia a quattro versi come forma del presente
Per comprendere il valore della poesia a quattro versi, Choi invita a riconsiderare il sijo, tradizionalmente visto come una forma letteraria scritta, ma che in realtà era “una forma di esecuzione, un canto”. Da questa tradizione nasce il sahaengsi, considerato un’espansione del sijo. La lingua coreana, con le sue particolari caratteristiche ritmiche e vocali, “resona efficacemente con le forme musicali moderne dell’era digitale”, distinguendosi nettamente da altre lingue asiatiche come il giapponese.
K-pop, lirica e continuità poetica
Choi vede il K-pop come parte di una continuità culturale e poetica che va oltre l’effimero linguaggio della moda. “I testi del K-pop non solo riflettono il tempo presente, ma incorporano anche una profondità di pensiero poetico”, elemento chiave del loro successo internazionale. Gli artisti del K-pop, con la loro capacità di integrare poesia, canto e danza, “superano i confini tradizionali del campo poetico”.
Idol, ansia collettiva e funzione consolatoria della parola
Choi riconosce un ruolo emotivo significativo degli idol nella società, in particolare per le giovani generazioni che “trovano nelle loro parole e canzoni un messaggio di consolazione e speranza”. Questo aspetto non solo allevia ansie e disperazioni, ma offre anche agli stessi poeti la possibilità di trasmettere speranza e identità.
Trauma storico e resilienza poetica
La poesia coreana moderna nasce in un contesto di colonialismo, guerre e dittature, che hanno instillato una forte resilienza nello spirito coreano. Questo trauma storico non è solo una ferita, ma anche una fonte di forza creativa che ha influenzato la musica popolare contemporanea, rendendola capace di generare empatia a livello globale.
La brevità come densità estrema
Per Choi, la semplicità non si traduce in una riduzione espressiva, ma acquisisce forza quando è densa e concentrata, simile a “un microchip ad alta integrazione”. Questo concetto si riflette anche nella poesia contemporanea, che utilizza immagini compresse e ripetizioni per creare un impatto emotivo profondo.
Il MIT e il confine tra umano e macchina
Parlando della sua esperienza al MIT di Boston, Choi evidenzia l’importanza data dall’istituto all’educazione umanistica e l’interesse degli studenti di ingegneria per la letteratura orientale, segno di un profondo desiderio di esplorare le basi dell’intelligenza umana. La poesia a quattro versi, secondo lui, si situa proprio al confine tra umano e tecnologico, rappresentando una forma poetica avanzata adatta all’era dello smartphone.
Traduzione, lingua e suono
Sulla questione della traduzione, Choi prevede che in futuro una parte significativa della trasmissione poetica avverrà tramite traduzione automatica, ma sottolinea l’importanza di preservare la voce originale del coreano, capace di superare barriere linguistiche grazie alla forza emotiva dei suoi suoni.
Il futuro della poesia coreana come forza globale
Choi conclude con una visione ottimistica sul ruolo futuro della poesia coreana nella letteratura mondiale, prevedendo che essa guiderà nuove tendenze e offrirà un immaginario ricco e inesplorato, grazie alla profonda storia e filosofia del popolo coreano.
Articoli simili
- Romanini incanta Rive d’Arcano: presenta “Stagjons”, un viaggio in Haiku Furlan.
- Dabalkim a Milano: l’arte-rito che fonde Corea e Italia!
- Design e K-Beauty: la visione futuristica di Seoul sbarca a Milano con Oh Se-hoon
- Calvizie in Corea del Sud: Un Problema Che Diventa Affare di Stato!
- Scomparsa del poeta Cappello 8 anni fa: voce unica e delicata ci manca ancora.

Teodoro è un giornalista esperto in tendenze e innovazioni stilistiche. Il suo approccio diretto e semplice aiuta tutti a decifrare i codici dello stile moderno. Con curiosità ed esperienza, analizza le novità offrendo una visione chiara e accessibile a tutti i lettori.




