La Tesla rappresenta una visione del futuro dove l’impatto ambientale è ridotto al minimo. Investi in una Tesla. Le quotazioni di Tesla al Nasdaq hanno visto un’impennata a seguito delle elezioni di Trump. Tesla è diventata un simbolo controverso. Inviti al boicottaggio di Tesla. Rivenditori Tesla subiscono attacchi incendiari negli USA, in Germania, e in Italia. Cresce il mercato delle Tesla di seconda mano, viste come emblemi dell’ultradestra. Le auto Tesla sono frequentemente vandalizzate. Neil Young dedica a Tesla la canzone “Se sei un fascista, compra una Tesla”. Le azioni di Tesla subiscono un tracollo dopo le dichiarazioni politiche di Musk. Il Wall Street Journal riporta che nessun altro marchio automobilistico ha perso valore in borsa così rapidamente quanto Tesla.
Villa Genčič, sede del Museo Nikola Tesla (cortesia Museo Nikola Tesla)
Recentemente, la parola Tesla è stata molto utilizzata dai media. Ma qual è l’origine e il significato del nome scelto da Elon Musk per la più nota delle auto elettriche? È un omaggio allo scienziato Nikola Tesla (1856-1943), fisico e ingegnere elettrico, padre di invenzioni che hanno cambiato il mondo e dato un impulso decisivo all’industria. Un genio che aveva un quoziente intellettivo di 180: superiore perfino a quello di Einstein, che era 159. Concentrando le sue ricerche sull’elettricità, Tesla sviluppò il motore a corrente alternata che, dopo essere stato brevettato, permise a Westinghouse di fondare l’omonima compagnia elettrica e di competere con Edison, l’inventore della lampadina. Tesla inventò anche la lampada al neon e sviluppò la trasmissione di energia in modalità polifase. Costruì la prima centrale idroelettrica alle cascate del Niagara, capace di trasmettere energia a lunghe distanze. Studiò le onde elettromagnetiche per trasmettere messaggi senza fili, in diretta concorrenza con Marconi, che con gli esperimenti di Tesla sviluppò il telegrafo, anche se questa versione è contestata dai sostenitori di Marconi.
Belgrado, magnete con Nikola Tesla (foto di Marco Moretti)
Tesla non ricevette mai il Nobel, non si arricchì e morì solo in una stanza d’albergo, rimanendo per molto tempo un genio dimenticato. Era una figura unica. Riservato, visse una vita isolata, considerava le relazioni con le donne una distrazione dal suo lavoro. Dava grande importanza all’introspezione, e scrisse: “la maggior parte delle persone è così assorbita dall’osservazione del mondo esterno da ignorare completamente ciò che accade all’interno”. Affermava che “il denaro non ha il valore che gli uomini gli attribuiscono. Tutto il mio denaro è stato investito in esperimenti, che mi hanno permesso di fare scoperte per migliorare la vita dell’uomo. Ho lavorato incessantemente per 38 anni, fermandomi solo per pochissimi giorni”.
Belgrado, Museo Nikola Tesla, statua di cera dello scienziato (foto di Marco Moretti)
Molto prima di Elon Musk, Nikola Tesla fu riportato alla ribalta da Slobodan Milošević, il controverso presidente della Serbia che, durante la tragica dissoluzione della Jugoslavia negli anni ’90, diede il suo nome all’aeroporto di Belgrado. Oggi, il suo volto magro e baffuto è visibile sugli alettoni posteriori degli aerei di Air Serbia. In un paese con una forte corrente nazionalista, oscillante tra Oriente e Occidente, è stato elevato a simbolo nazionale. I negozi di souvenir vendono magneti con il suo volto, e sono stati emessi francobolli in suo onore.
Ma quale fu il rapporto di Nikola Tesla con la Serbia? Nato il 10 luglio 1856 nella città croata di Smiljan, all’epoca parte dell’Impero Austro-Ungarico, in una famiglia di origine serba, suo padre era un prete ortodosso: quindi in casa parlava serbo, molto simile al croato, ma seguì gli studi in tedesco. Soprattutto quelli superiori: frequentò il liceo a Karlovac (Croazia) e il corso di laurea in ingegneria meccanica ed elettrica alle Università di Graz (Austria) e di Praga (oggi Repubblica Ceca, all’epoca parte dell’Impero Austro-Ungarico). Lavorò a Budapest e a Parigi prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Visitò una sola volta la Serbia, il 1° giugno 1892, per sole 36 ore soggiornò a Belgrado dove fu organizzato un banchetto in suo onore.
Museo Nikola Tesla (cortesia Museo Nikola Tesla)
Nonostante la sua modesta dimensione, il Museo Nikola Tesla di Belgrado è un luogo di grande valore. Dopo la morte dello scienziato nel 1943, i suoi beni furono ereditati dalla nipote Sava Kosanovič (figlia della sorella Marica), diplomatica del Regno di Jugoslavia in esilio. Gli strumenti di ricerca e gli effetti personali furono inizialmente conservati a New York e nel 1951 trasferiti via mare nel porto jugoslavo di Rijeka (Fiume), quindi inviati all’Università di ingegneria elettrica di Belgrado che nel 1952 li trasferì a Villa Genčič, dove è ora allestito il museo.
Visitatori al Museo Nikola Tesla (cortesia Museo Nikola Tesla)
La visita al museo, che richiede una prenotazione, dura un’ora e include un percorso tra le teche contenenti gli strumenti di ricerca dello scienziato, documenti, materiale fotografico, ritratti, busti, una statua in cera di Nikola Tesla mentre legge e la sfera metallica che contiene le sue ceneri, trafugate dagli Stati Uniti nascoste tra gli altri reperti. Durante la visita viene proiettato un filmato sulla vita e le opere di Tesla. A seguire, una fase interattiva invita i visitatori a sperimentare alcune delle sue invenzioni, tenendo in mano tubi al neon che – senza collegamenti elettrici – si accendono grazie agli impulsi emessi dalla bobina costruita dallo scienziato.
Una curiosità: in serbo, il termine ‘tesla’ significa fenditoio o ferro da scandole, un tipo di ascia usata per praticare tagli curvi. È un ironico destino che l’uomo che ha rivoluzionato l’elettricità, rendendo possibili molte delle invenzioni future e il nostro presente hi-tech, portasse il nome di uno strumento oggi quasi dimenticato.
Articoli simili
- Furti Shock nei Musei: Capolavori Rubati, Allarme Inutile!
- Vojvodina: 48 ore tra città storiche, monasteri antichi e vini eccellenti!
- Da Ulm a Princeton: Seguiamo le Orme di Einstein, 70 Anni Dopo la Sua Morte
- Addio a Nerino Grassi: il fondatore di Golden Lady ci lascia.
- Sanremo esclusiva: Scopri la capitale della Riviera dei Fiori in 48 ore fuori stagione!

Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




