Vojvodina: 48 ore tra città storiche, monasteri antichi e vini eccellenti!

Di : Lorenzo Dalmoro

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La Vojvodina: Cuore della Serbia

La Vojvodina, una regione situata a nord di Belgrado e confinante con l’Ungheria, è un crocevia di culture dovuto alla sua posizione al confine tra gli storici imperi Austro-Ungarico e Ottomano. Questa area è particolarmente nota per l’architettura di Novi Sad e Sremski Karlovci, che riflettono l’influenza austriaca. Nonostante ciò, l’identità serba della regione è forte e visibile attraverso la sua cucina tradizionale, i segni in cirillico e i diciassette monasteri ortodossi attivi, testimoni della prevalenza della fede ortodossa mescolata con quella cattolica e, in passato, con una significativa presenza ebraica. Il monastero di Krušedol, risalente al XVI secolo e con i suoi affreschi antichi, è una delle principali attrazioni, così come lo sono i percorsi che collegano le città storiche. Occupando circa un quarto dell’area della Serbia e con un terzo dei suoi 6.800.000 abitanti, la Vojvodina si estende sulla fertile pianura pannonica, un tempo granaio della Jugoslavia. È caratterizzata da un paesaggio bucolico, con dolci colline verdi, specialmente attorno a Sremski Karlovci sul Danubio, dove le vigne delineano il paesaggio. L’antica tradizione vinicola della regione si combina perfettamente con i piatti robusti della cucina serba, spesso accompagnati da musica di fisarmoniche, chitarre e contrabbassi, o serviti nei cortili festosi delle fattorie, condividendo con l’Ungheria vicina la passione per i cavalli. La Vojvodina rappresenta un angolo poco esplorato dell’Europa, lontano dal turismo di massa, un vero e proprio ponte tra Mitteleuropa e Balcani.

PRIMO GIORNO

All’arrivo da Belgrado, la prima tappa è il monastero di Krušedol, situato sulle alture di Fruška Gora. Fondato tra il 1509 e il 1514 da San Maksim Brankovič, metropolita di Belgrado, il monastero ha ospitato un matrimonio tra una principessa e un principe russo, consolidando i legami tra i due popoli slavi. Nel 1670, Krušedol divenne il principale monastero della “Terra Santa serba”, ospitando 90 monaci e 12 anziani. Durante il conflitto del 1716-1718, quando i cristiani guidati da Eugenio di Savoia respinsero i Turchi alle porte di Vienna, il monastero fu saccheggiato e incendiato. Oggi, quello che si vede è il risultato di restauri e ricostruzioni post-1718. Un’imponente porta del XVIII secolo di colore rosso fragola conduce a un parco con prati e alberi secolari. All’interno del complesso si trova la chiesa, originariamente in stile moravo serbo e rielaborata con elementi barocchi dopo il saccheggio. Gli affreschi originali sono stati restaurati nel Settecento con colori a olio. A Krušedol sono sepolti molti sovrani serbi, due patriarchi ortodossi e tutti i membri della famiglia Brankovič.

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Sremski Karlovci, posizionata sulla sponda meridionale del Danubio, mostra un’architettura che ricorda più l’Ungheria che la Serbia. La piazza centrale, Branko Radičevic, è circondata da edifici barocchi e neoclassici come il Municipio, la Residenza del Patriarca e la Scuola Teologica. Di fronte si trova la fontana dei Quattro Leoni, affiancata dalla Cattedrale ortodossa di San Nicola e dalla chiesa cattolica della Santa Trinità, entrambe barocche e con campanili che si elevano verso il cielo. All’interno di San Nicola è presente un dipinto che rappresenta l’assemblea serba che decise l’alleanza tra Austria e Ungheria.

Sremski Karlovci è anche il cuore della regione vinicola, con 39 cantine che producono una varietà di vini bianchi e rossi, tra cui Reisling Italiano, Reisling Renano, Traminac, Zupljanka, Neoplanta, Sila, Slankamenka, Petra, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Merlot, Cabernet Sauvignon, Frankovka, Vranac, Portugizer, Cabernet Franc, Probus, Gamme e Muscat Hamburg, oltre ai vini dolci Bermet e Ausbruh.

SECONDO GIORNO

La principale città della Vojvodina, Novi Sad, conta 250.000 abitanti e si sviluppa lungo un’ansa del Danubio. È dominata dalla fortezza settecentesca di Petrovaradin, un complesso articolato di mura, caserme e tunnel sotterranei che si estendono per 16 km. Situata sulla riva destra e caratterizzata da una torre con orologio, la fortezza offre una vista spettacolare sulla città sull’altra sponda e sul parco lungo il Danubio.

Novi Sad è una città multiculturale, con un’architettura e influenze religiose variegate. Nel 2022 è stata capitale europea della cultura, evento che ha portato alla riqualificazione del suo centro storico. L’accesso alla zona pedonale avviene tramite Dunavka, che conduce al palazzo vescovile ortodosso di Bačka, costruito nel 1901 in stile serbo-bizantino e situato vicino alla chiesa ortodossa di San Giorgio. Quest’ultima, con il suo campanile a cipolla, domina l’orizzonte di Zmaj Jovina, la via principale decorata con case antiche restaurate e dedicata al poeta serbo immortalato in una statua di bronzo. Zmaj Jovina conduce a Trg Slobode, la piazza della Libertà, dove si trova il Municipio, adornato da statue di dee greche, e l’imponente chiesa cattolica del Nome di Maria in stile neogotico. Eleganti palazzi neoclassici completano il quadro monumentale della piazza, che porta al moderno Teatro Nazionale e alla via Jevrejska, il cuore della comunità ebraica con il complesso di Sinagoga, scuola e centro comunitario risalenti all’inizio del Novecento.

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Da Pašićeva, la via che parte dalla cattedrale di San Giorgio, si raggiunge la piazza Marija Trandafil, dove si trova la chiesa ortodossa di San Nicola del 1730, dove furono battezzati i figli cristianizzati di Albert Einstein e della sua prima moglie Mileva Marić. La casa di famiglia della nota matematica è stata trasformata nel Muzej Albert i Mileve Maric Anstajn.

CENA

A Novi Sad, il ristorante Lazin Salas offre piatti tradizionali della Vojvodina accompagnati da musica serba dal vivo. Salas 137 è un altro ristorante piacevole, situato a Čenej nella campagna fuori Novi Sad, dove si possono gustare piatti tradizionali in un ambiente accogliente abbinato a un maneggio.

INFORMAZIONI

– Sremski Karlovci

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