Stura di Valgrande: progetto idroelettrico sospeso, M5S chiede alla regione compensi

Di : Teodoro Montani

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La Città Metropolitana ha bocciato la compatibilità ambientale del progetto per una centrale idroelettrica sulla Stura di Valgrande, mettendo in sospeso l’iter dell’impianto denominato “Chialamberto” presentato da Balma S.r.l. La decisione riapre il dibattito sulle conseguenze ambientali e sulle richieste di compensazione per i Comuni coinvolti.

Il parere negativo riguarda l’impianto e le opere connesse previste nei territori di Cantoira, Ceres, Pessinetto, Traves e Germagnano, e si fonda su valutazioni tecniche e lacune informative ritenute rilevanti dagli enti valutanti.

I motivi del rigetto

Secondo la valutazione della Città Metropolitana, il progetto non fornisce certezze sufficienti sugli effetti del prelievo d’acqua sul corso d’acqua: permangono dubbi sulla continuità del flusso, sulla tutela delle specie acquatiche e sull’equilibrio biologico dell’ecosistema della Stura. Inoltre, non sono state presentate integrazioni progettuali considerate necessarie per chiarire il rischio idrogeologico.

Queste carenze tecniche hanno fatto pendere la bilancia verso un parere negativo, con l’effetto pratico di bloccare l’approvazione ambientale fino a eventuali approfondimenti o revisioni del progetto.

Reazioni politiche e richieste dei territori

Il consigliere regionale del M5S Alberto Unia ha sottolineato il peso politico e sociale della vicenda, sollevando la questione delle compensazioni per i Comuni interessati, che secondo l’esponente pentastellato «hanno sopportato a lungo infrastrutture energetiche senza benefici concreti». A marzo Unia aveva già interrogato la Giunta regionale su questo tema.

All’epoca l’assessore Marnati aveva riconosciuto che i Comuni possono negoziare risarcimenti durante la Conferenza di servizi. Ora, con il parere negativo della Città Metropolitana, Unia annuncia l’intenzione di presentare un nuovo atto in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta guidata da Cirio di farsi portavoce verso l’ente metropolitano, al fine di ottenere «compensazioni economiche e ambientali reali» per i territori colpiti.

  • Stato del progetto: sospeso in seguito al parere negativo di compatibilità ambientale.
  • Questioni tecniche aperte: continuità dei flussi, tutela della fauna, rischio idrogeologico e mancanza di integrazioni progettuali.
  • Rischi amministrativi: eventuali nuovi studi o revisioni richieste potrebbero allungare i tempi o modificare l’assetto dell’opera.
  • Richieste locali: spinta politica per compensazioni economiche e misure di tutela ambientale nei Comuni interessati.
  • Prossime mosse: atto in Consiglio regionale da parte di Unia e possibili negoziazioni in Conferenza di servizi.

La pronuncia della Città Metropolitana arriva in un contesto di crescente attenzione pubblica verso la gestione delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi fluviali. Per i Comuni coinvolti la partita si sposta ora dal piano tecnico a quello politico-amministrativo: ottenere garanzie di tutela ambientale e forme di compensazione verrà percepito come condizione essenziale per ogni futura riproposizione del progetto.

Nel breve periodo la vicenda rimane aperta: il progetto non procede, mentre le istituzioni locali e regionali dovranno definire se e come colmare le lacune tecniche segnalate e negoziare eventuali benefici per i territori interessati.

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