A cinquant’anni dal terremoto che sconvolse il Friuli, il Comune di Magnano in Riviera ha scelto il 3 maggio 2026 per trasformare il ricordo in un’occasione pubblica di condivisione e rigenerazione civile. L’iniziativa mette al centro chi, allora bambino, visse le scosse e la successiva ricostruzione: un modo per trasmettere memoria e responsabilità alle nuove generazioni.
Un murale come nuova piazza pubblica
Alle ore 12.00 del 3 maggio verrà scoperta una grande opera pittorica su una parete del parco comunale di via Guglielmo Marconi. Il progetto vuole restituire identità a uno spazio aperto rimasto neutro, creando un punto di riferimento visivo e culturale per il paese.
L’intervento artistico, realizzato da Simone Mestroni, non ricostruisce scene precise ma propone una sequenza simbolica che attraversa il trauma, la perdita e la rinascita. A chi non conosce quei giorni, l’opera parla per immagini; a chi li ha vissuti, offre un luogo per riconoscersi.
Musica e voci dirette
La cerimonia sarà accompagnata dall’esecuzione dal vivo di un brano scritto appositamente per l’occasione: “I bambini del ’76”, composizione di Barbara Sabbadini con testo di Stefano Ferro, interpretata dal Coro Musicanova sotto la direzione del maestro Aldo Micco. Lo spartito evita toni celebrativi e punta invece su un registro raccolto e onesto, ispirato ai ricordi raccolti in un quaderno redatto dai ragazzi del paese l’anno successivo al sisma.
Quelle pagine, semplici e dirette, offrono testimonianze immediate che la musica traduce in memoria condivisa: un ponte fra esperienza personale e racconto collettivo.
- Quando: domenica 3 maggio 2026, ore 12.00
- Dove: parco comunale, via Guglielmo Marconi (in caso di maltempo: Polifunzionale, via Montessori)
- Organizzazione: Comune di Magnano in Riviera con il sostegno della Regione FVG e del Consiglio Regionale del FVG
- Collaboratori: Pro Loco di Magnano in Riviera, Coro Musicanova
- Opera: murale realizzato da Simone Mestroni
- Momento musicale: “I bambini del ’76”, Barbara Sabbadini / Stefano Ferro
La partecipazione è libera e gratuita: l’evento vuole essere inclusivo, aperto a chiunque desideri ascoltare, osservare e confrontarsi su un pezzo di storia locale che ha avuto implicazioni nazionali nelle pratiche di ricostruzione post-sisma.
Dal punto di vista civile e culturale, la scelta di intervenire sul paesaggio urbano ha due effetti immediati: recupera una porzione di spazio pubblico e consegna alla comunità un racconto visibile, utile per l’educazione civile e per tenere viva la memoria storica senza retorica.
Per la Regione e l’Amministrazione comunale si tratta anche di riaffermare il valore del patrimonio immateriale: i ricordi, le piccole testimonianze scritte dai bambini, la musica e l’arte offrono chiavi diverse per comprendere cosa significò ricostruire, insieme, alla fine degli anni Settanta.
Non è un evento commemorativo isolato, ma un gesto che prova a tenere insieme passato e futuro, passando dal racconto personale all’impegno collettivo. In tempi in cui la trasmissione della memoria rischia di attenuarsi, iniziative come questa fungono da promemoria civile e da stimolo per chi governa e per chi vive il territorio.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




