Uja di Mondrone, Val d’Ala: appello per un cane in fuga, volontari setacciano i sentieri

Di : Lorenzo Dalmoro

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Sul sentiero che sale da Molera verso la spalla rocciosa dellโ€™Uja di Mondrone, la montagna rivela una natura ancora intatta e una rete di vita che interessa escursionisti, fotografi e birdwatcher. Oggi il luogo torna ad avere un valore pratico e simbolico: dal 12 settembre la linea ferroviaria Porta Susaโ€“Ceres sarร  ripristinata quotidianamente, rendendo piรน agevole lโ€™accesso a questi ambienti alpini e alle loro ricchezze naturali.

La camminata parte tra faggete e abeti, attraversa prati e dorsali di roccia e offre spettacolari avvistamenti: dai piccoli passeriformi ai grandi rapaci, fino agli ungulati che frequentano i pendii piรน riparati.

Una natura che parla

Il bosco iniziale รจ un palcoscenico sonoro: fruscii, trilli e picchiettรฎ che si alternano ai richiami acuti delle poiane. Avanzando si incontrano chiome diradate, pascoli e cornici rocciose dove si muovono caprioli, stambecchi e camosci. Chi osserva con pazienza puรฒ notare anche specie piรน elusive, come il gipeto โ€” protagonista di progetti di reintroduzione sulle Alpi โ€” o numerose specie di passeriformi che colonizzano i fusti e i margini dei prati.

Bosco con faggeta e escursionista che ascolta uccelli sul sentiero
Il bosco iniziale dell’Uja: suoni di faggeta e incontri con passeriformi.

La biodiversitร  qui non รจ una sorpresa episodica: รจ il risultato di anni di osservazione e monitoraggio da parte di naturalisti e volontari. Tra loro la giornalista e autrice Rossana Dasseto Daidone ha combinato i suoi appostamenti con una raccolta narrativa che prende spunto da un fatto apparentemente semplice: la scomparsa di un cane chiamato Barbis.

Letteratura e territorio: il romanzo che prende la montagna come scena

Nel libro “Barbis โ€” all’ombra dell’Uja” la ricerca del cane diventa la scusa per esplorare valli, memorie e solitudini. La protagonista, rimasta sola, affronta non soltanto la natura selvaggia ma anche i propri ricordi, in una storia che mette in luce tanto i paesaggi quanto la complessitร  degli affetti umani.

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Accanto allโ€™autrice, osservatori come Enrico Ferrarini hanno documentato specie locali con teleobiettivi e appostamenti notturni: immagini e dati che alimentano sia la passione per il birdwatching sia progetti di conservazione promossi da associazioni come la Lipu di Torino e il VFC (Progetto Internazionale per il gipeto).

Negli ultimi mesi la zona ha risentito del passaggio da una lunga siccitร  a precipitazioni piรน intense; questo influisce sulle condizioni dei sentieri e sulle abitudini degli animali, aumentando lโ€™importanza di prepararsi adeguatamente prima di partire.

Cosa osservare lungo il percorso

  • Uccelli: cince, fringuelli, picchi, gracchi alpini, gheppi, poiane e, con un pizzico di fortuna, gli avvoltoi reintrodotti.
  • Mammiferi: caprioli e stambecchi sui versanti rocciosi; presenza occasionale di marmotte in quota.
  • Punti paesaggistici: la bastionata rocciosa e la spalla sud dellโ€™Uja, che aprono visuali sui borghi in pietra della valle.

I panorami non sono solo fotografia: sono anche architettura rurale. Il nucleo di Molera, con case in pietra scistosa e tetti in lastra, racconta una tradizione costruttiva che dialoga con il paesaggio e offre suggestioni per chi ama camminare con lentezza.

Poiana in volo sopra praterie e pareti rocciose
Poiane e rapaci osservabili lungo il percorso.

Info pratiche

  • Accessibilitร : da Porta Susa a Ceres riprende il treno quotidiano (attivo dal 12 settembre). Da Ceres partono minibus per Mondrone, Molette/Molera e Balme.
  • In auto: circa 55 km da Torino a Molera, 1h15 lungo le provinciali SP1 e SP32.
  • Dove trovare informazioni: mondrone.it โ€” turismovallidilanzo.it
  • Alloggio: B&B Uja di Mondrone (struttura storica restaurata con area relax e colazione con prodotti locali); a Balme, Les Montagnards, in una villa dโ€™inizio Novecento con ristorante di cucina tipica.

Consigli pratici: indossare scarpe adatte, portare binocolo e abbigliamento per pioggia imprevista; rispettare la fauna e i sentieri per non disturbare gli animali, soprattutto nei periodi di riproduzione.

Camminando sull’Uja si recupera la misura del tempo: qui la velocitร  degli uccelli in picchiata rimane spettacolare e lontana dalla nostra fretta, e la ricompensa รจ la vista di una montagna che conserva ancora angoli selvaggi e storie da raccontare.

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