Nonostante le recenti elezioni, dove la popolazione locale ha votato in un contesto di fuga storica tra imperi e dittatori, influenzati da candidature indipendenti e da una retorica anti-europea e anti-ucraina, con una tendenza verso il filoputinismo e un dilemma tra fede, TikTok e nazionalismo, Sucevița e Moldovița rimangono due dei monasteri più affascinanti. Questo grazie al netto contrasto tra le loro imponenti mura difensive, erette per proteggerli dagli attacchi turchi, polacchi e successivamente austro-ungarici, e la vivacità e l’educazione cromatica delle narrazioni evangeliche e cavalleresche, commissionate dai principi moldavi, difensori dell’unità della chiesa cristiano-bizantina, presenti sia all’interno che all’esterno delle loro chiese.
I monasteri di Sucevița, in particolare, rappresentano l’ultima vigorosa espressione di una resistenza indebolita dagli aggressori “infedeli”, tanto che, superata anche la tempesta della riforma, nelle pitture emerge una dolcezza malinconica, testimone dell’arte moldava. Dopo il 1550, i monasteri non hanno più raggiunto lo stesso livello di floridezza.
Putna, situata lungo un percorso immerso nei boschi dove Ceausescu andava a caccia di orsi in primavera, cervi in autunno e cinghiali in inverno, si distingue per la sua posizione isolata, nonostante vi sia sepolto Stefano il Grande, che scelse il sito del monastero lanciando una freccia.
Il piccolo villaggio di Putna, frequentato da pellegrini, incanta con le sue case contadine dalle coperture scure e balconi fioriti che ben rappresentano l’architettura tradizionale, e per ospitare una delle chiese di legno più antiche della regione (la chiesa di Dragos a Rădăuţi, costruita nel 1346), decorata da un’iconostasi successiva di grande valore. All’interno delle sue mura difensive, più che la chiesa stessa, spesso ristrutturata, semplice e maestosa per il suo paramento di archetti ciechi e finestre trilobate separate dalla tipica cintura del brau, vale la pena visitare il museo annesso che conserva icone, ricami e codici miniati, inclusi i tetravangeli del XV secolo con il ritratto del fondatore.
Immerso tra pascoli e foreste, il monastero di Sucevița serve da baluardo ai magnifici affreschi ben conservati, chiaramente influenzati dall’arte iconografica russa, evidente nell’ieraticità dei volti e nelle pose delle figure elaborate nel 1595-1596. Gli esterni dell’abside della chiesa sembrano la trama di un tappeto orientale con medaglioni di foglie di acanto che incorniciano i protagonisti delle gerarchie celesti e terrene. Anche l’immagine della Vergine richiama l’arte russa con un drappo rosso (pokrov) dietro di lei che la spinge verso lo spettatore. Tra i capolavori si annovera la Scala delle Virtù, che rappresenta l’ascesa dell’anima verso la luce divina, ma anche alcuni dannati che rotolano nelle reti tese da un demone dal ghigno sardonico, creando un effetto scenografico straordinario. Le scene delle gerarchie celesti e terrene sono organizzate su otto livelli. Notabile anche la narrazione di San Pacome, che nel IV secolo stabilì le regole per i monaci del monte Sinai: tra due finestre, si vede il santo ordinare la distruzione di una torre, simbolo di un orgoglio futile in un mondo dove conta solo l’umiltà.
Anche le figure negli interni rivelano l’eleganza tipica dell’arte russa nelle vesti e nei volti, realizzate da due artisti, Sofronie e Ioan di Pangarati, abituati a creare miniature e icone con una vivace gamma cromatica. Il museo annesso ospita anche un epitaffio quattrocentesco in velluto color porpora, decorato con 10mila perle e ornato con fili d’oro e d’argento. La chiesa del monastero è considerata la più sontuosa della Bucovina per le sue proporzioni e per l’eleganza delle forme dei personaggi raffigurati, che sono molto singolari. Nelle vicinanze, il villaggio di Voievodeasa, abitato da una comunità tedesca originaria dei Sudeti, presenta tipiche case in legno variopinto con tetti spioventi a due falde.
Oltrepassando l’ingresso nelle solide mura fortificate, costruite vicino alla collina di Ciumarna da cui si gode una vista sui rilievi boschivi della regione, si viene subito catturati dai colori vivaci dell’albero di Jesse nell’abside della chiesa di Moldovița. Tra i monasteri della flotta monastica della Bucovina, si distingue per il suo campanile massiccio e per l’inno acatista (tipica preghiera della chiesa ortodossa cantata in piedi) lussureggiante, dipinto con le preghiere di tutti i santi e con l’albero di Jesse, la cui interpretazione pittorica moldava occupa una vasta area con otto livelli e ramificazioni floreali che formano un calice, popolato da figure vivacemente colorate su sfondi blu brillante, rossi e ocra.
Sui lati dell’albero sono rappresentati i saggi dell’antichità, come Platone, Aristotele, Socrate e Pitagora, a simbolizzare come la ricerca spirituale abbia trovato continuità nella dottrina cristiana. Nel museo annesso si trova anche un incredibile trono ligneo appartenuto a Petru Rareș.
…continua (nella terza parte)
INFO
– romaniaturismo.it
– explorebucovina.com
– boutiqueromania.com
ARRIVARE
Fly&drive. A Suceava con Wizz Air Malta e poi auto a noleggio.
DORMIRE E MANGIARE
A Suceava, base logistica per un tour dei monasteri, si consigliano l’Hotel Sonnenhof e il Panoramic Cub Sucevița. A Putna, il Pensiunea Daria Putna offre un’accoglienza familiare. A Sucevița, la Casa Felicia gode di una posizione eccellente; anche l’Hotel & Restaurant Sofia offre viste panoramiche e un menù tipico della regione.
La cucina è molto saporita e influenzata dalla gastronomia greca e turca: dai Mici, polpette di carne di maiale tritata e speziata, al Sarmale, involtini di carne macinata, riso, verdure e spezie avvolti in foglie di cavolo o di vite, alla Ciorba de fasole cu afumatura, una zuppa sostanziosa preparata con carne di maiale affumicata. Ottimi i piatti di carne bollita, l’agnello e i funghi. In stagione, non mancano le prelibatezze di selvaggina.
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Lorenzo è un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.




