Monasteri Bucovina: Scopri Voronet, Humor e l’Agorà di Neamț in Romania!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Nei freschi della chiesa monastica di Voronet si mescolano l’estetica orizzontale bizantina e la verticalità gotica, culminando in un vertice dell’arte del centro Europa. I colori giocano un ruolo fondamentale, con l’azzurro ottenuto dall’azzurrite, un minerale che varia intensità a seconda dell’umidità ambientale, risultando particolarmente luminoso.

Fondato da Stefano il Grande, sovrano o nobile locale, nel 1488 per commemorare una vittoria contro i turchi, il monastero presenta esternamente, prima e dopo il nartece, affreschi che fungono da una sorta di “Bibbia dei poveri”. Questi sono caratterizzati da uno stile narrativo diretto e da una palette di colori popolari, rendendoli accessibili anche ai non istruiti, a differenza degli interni, che riflettono un registro più elevato e colto.

Si distingue la scena in cui San Giorgio uccide il drago, assistito dal principe di Moldavia che immobilizza la bestia, e l’albero di Jesse, disposto su un ricco sfondo blu di Voronet. Tuttavia, è il Giudizio Universale sulla facciata del nartece a rappresentare il capolavoro indiscusso.

Il Giudizio Universale è articolato in cinque livelli, dove l’autore dispiega la sua erudizione con una semplicità invidiabile e una chiarezza convincente. La complessità teorica e dogmatica è risolta attraverso un lirismo efficace, come nella scena in cui angeli e arcangeli armati sigillano la pergamena del tempo, annunciando la fine del mondo, decorato con segni zodiacali. Curiosa è anche la rappresentazione della croce ortodossa con una mano che pesa le anime, simbolo della giustizia divina. Da Dio scaturisce un fiume rosso-fuoco che si dirige verso gli inferi. Al centro, oltre a Cristo e la Madonna, troviamo Adamo, raffigurato come anziano per la lunga durata del genere umano, e una giovane Eva, simbolo di rinascita. I dannati includono mongoli, turchi, tartari, armeni, latini ed ebrei, riflettendo la storia turbolenta della regione fino alla seconda guerra mondiale.

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Importante notare come in Bucovina molti rumeni celebrano ancora il giorno del santo patrono della chiesa, testimoniando la profonda radicazione della spiritualità e delle celebrazioni religiose nella vita quotidiana.

Il monastero di Humor, chiuso dagli austriaci nel 1775 e riaperto dopo il 1990, fu edificato nel 1530 e dedicato all’Assunzione della Vergine. La chiesa, appoggiata su arcate ogivali, è stata decorata con tonalità di rosso, rosa, blu e arancione da Toma de Suceava, che studiò al Monte Athos. Le opere, realistiche, esprimono una vivace cromaticità, come nella Cavalcata dei Magi e nell’assedio di Humor. Curiosa è anche la rappresentazione del pittore stesso vestito da cavaliere che sconfigge un turco.

Il monastero di Neamț, il più grande monastero maschile della Bucovina, è diventato dal XIV secolo un fulcro culturale, con un ricco patrimonio di manoscritti e icone, ospitato nella sua biblioteca conventuale. La chiesa del monastero, di impianto triconico e decorata in modo sobrio, custodisce un’icona che si crede risalente al VII secolo e proveniente dalla Terrasanta.

INFO

– romaniaturismo.it

– explorebucovina.com

– boutiqueromania.com

ARRIVARE

Opzione Fly&drive. Volo per Suceava con Wizz Air Malta e successivo noleggio auto.

DORMIRE E MANGIARE

A Suceava, punto di partenza per un tour dei monasteri, si consiglia l’Hotel Sonnenhof e il Panoramic Cub Sucevița. A Voronet, il Popasul Domnesc Resort&Spa offre un’accoglienza tipica, come la Clematis House; a Humor il Loft Chalet offre una vista montana; a Neamt, il Mountain View Ceahlau ha una romantica vista lago. Nei ristoranti locali si può gustare l’autentica cucina rumena, meno influenzata dalle cucine greca e turca, con piatti come la Ciorba de fasole cu afumatura, una ricca zuppa di fagioli con carne di maiale affumicata.

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