Nei freschi della chiesa monastica di Voronet si mescolano l’estetica orizzontale bizantina e la verticalità gotica, culminando in un vertice dell’arte del centro Europa. I colori giocano un ruolo fondamentale, con l’azzurro ottenuto dall’azzurrite, un minerale che varia intensità a seconda dell’umidità ambientale, risultando particolarmente luminoso.
Fondato da Stefano il Grande, sovrano o nobile locale, nel 1488 per commemorare una vittoria contro i turchi, il monastero presenta esternamente, prima e dopo il nartece, affreschi che fungono da una sorta di “Bibbia dei poveri”. Questi sono caratterizzati da uno stile narrativo diretto e da una palette di colori popolari, rendendoli accessibili anche ai non istruiti, a differenza degli interni, che riflettono un registro più elevato e colto.
Si distingue la scena in cui San Giorgio uccide il drago, assistito dal principe di Moldavia che immobilizza la bestia, e l’albero di Jesse, disposto su un ricco sfondo blu di Voronet. Tuttavia, è il Giudizio Universale sulla facciata del nartece a rappresentare il capolavoro indiscusso.
Il Giudizio Universale è articolato in cinque livelli, dove l’autore dispiega la sua erudizione con una semplicità invidiabile e una chiarezza convincente. La complessità teorica e dogmatica è risolta attraverso un lirismo efficace, come nella scena in cui angeli e arcangeli armati sigillano la pergamena del tempo, annunciando la fine del mondo, decorato con segni zodiacali. Curiosa è anche la rappresentazione della croce ortodossa con una mano che pesa le anime, simbolo della giustizia divina. Da Dio scaturisce un fiume rosso-fuoco che si dirige verso gli inferi. Al centro, oltre a Cristo e la Madonna, troviamo Adamo, raffigurato come anziano per la lunga durata del genere umano, e una giovane Eva, simbolo di rinascita. I dannati includono mongoli, turchi, tartari, armeni, latini ed ebrei, riflettendo la storia turbolenta della regione fino alla seconda guerra mondiale.
Importante notare come in Bucovina molti rumeni celebrano ancora il giorno del santo patrono della chiesa, testimoniando la profonda radicazione della spiritualità e delle celebrazioni religiose nella vita quotidiana.
Il monastero di Humor, chiuso dagli austriaci nel 1775 e riaperto dopo il 1990, fu edificato nel 1530 e dedicato all’Assunzione della Vergine. La chiesa, appoggiata su arcate ogivali, è stata decorata con tonalità di rosso, rosa, blu e arancione da Toma de Suceava, che studiò al Monte Athos. Le opere, realistiche, esprimono una vivace cromaticità, come nella Cavalcata dei Magi e nell’assedio di Humor. Curiosa è anche la rappresentazione del pittore stesso vestito da cavaliere che sconfigge un turco.
Il monastero di Neamț, il più grande monastero maschile della Bucovina, è diventato dal XIV secolo un fulcro culturale, con un ricco patrimonio di manoscritti e icone, ospitato nella sua biblioteca conventuale. La chiesa del monastero, di impianto triconico e decorata in modo sobrio, custodisce un’icona che si crede risalente al VII secolo e proveniente dalla Terrasanta.
INFO
– romaniaturismo.it
– explorebucovina.com
– boutiqueromania.com
ARRIVARE
Opzione Fly&drive. Volo per Suceava con Wizz Air Malta e successivo noleggio auto.
DORMIRE E MANGIARE
A Suceava, punto di partenza per un tour dei monasteri, si consiglia l’Hotel Sonnenhof e il Panoramic Cub Sucevița. A Voronet, il Popasul Domnesc Resort&Spa offre un’accoglienza tipica, come la Clematis House; a Humor il Loft Chalet offre una vista montana; a Neamt, il Mountain View Ceahlau ha una romantica vista lago. Nei ristoranti locali si può gustare l’autentica cucina rumena, meno influenzata dalle cucine greca e turca, con piatti come la Ciorba de fasole cu afumatura, una ricca zuppa di fagioli con carne di maiale affumicata.
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