Chieri valorizza la Fassona: ingresso ufficiale nel distretto piemontese

Di : Teodoro Montani

Condividi con i tuoi amici!

Ieri a Carmagnola il Comune di Chieri ha firmato l’accordo per entrare nel Distretto del Cibo dedicato alla Carne Bovina di Razza Piemontese, avviando la procedura per la candidatura al riconoscimento formale da parte della Regione Piemonte. La decisione punta a rafforzare la filiera locale e a creare opportunità concrete per aziende agricole, ristoratori e operatori del territorio.

Il passo è stato annunciato dal sindaco Alessandro Sicchiero insieme all’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo Biagio Fabrizio Carillo, che hanno sottolineato come l’adesione serva a promuovere la qualità produttiva e la sostenibilità dei processi, dalla stalla alla tavola.

Il Distretto, con capofila il Comune di Carmagnola, mette insieme amministrazioni comunali, allevatori, trasformatori e operatori della ristorazione per lavorare su iniziative condivise: tracciabilità, valorizzazione dei prodotti tipici — in particolare la Fassona — e progetti di sviluppo finanziabili a livello regionale e nazionale.

L’assessore Carillo ha posto inoltre l’accento sul ruolo del benessere animale: ambienti di allevamento adeguati, gestione sanitaria e corrette pratiche alimentari sono considerati fondamentali per garantire una carne sicura e di qualità, collegando così le condizioni di allevamento alla fiducia del consumatore.

Perché conta ora

Il riconoscimento regionale può tradursi in accesso a fondi, programmi di promozione e misure di sostegno tecnico per le imprese locali; per una comunità come Chieri, coinvolta direttamente nella filiera, questo significa tutela delle professionalità agricole, maggiore attrattività commerciale e potenziale ricaduta sull’economia locale.

  • Accesso a finanziamenti: progetti comuni possono candidarsi a bandi regionali o europei.
  • Rafforzamento della filiera: cooperazione tra allevatori, macellatori e ristorazione per standard condivisi.
  • Garanzie per i consumatori: tracciabilità e pratiche di allevamento controllate.
  • Valorizzazione del territorio: promozione di prodotti tipici e del paesaggio rurale associato.
  • Formazione e innovazione: interventi tecnici per migliorare produttività e sostenibilità.

Sul piano operativo, il Distretto del Cibo intende favorire interventi mirati: campagne di comunicazione per far conoscere la filiera, protocolli per il benessere animale, percorsi di certificazione della qualità e attività di promozione enogastronomica rivolte anche al turismo locale.

Non tutte le misure sono immediate: la candidatura alla Regione è il primo passaggio formale. Se riconosciuto, il Distretto potrà avviare progetti strutturati e accedere a risorse che richiedono pianificazione e collaborazione intercomunale.

Quali attori sono coinvolti

Oltre a Chieri e a Carmagnola, la rete include amministrazioni dei Comuni limitrofi, associazioni di categoria degli allevatori, imprese di trasformazione, macelli autorizzati e operatori della ristorazione. L’obiettivo dichiarato è coordinare competenze diverse per rendere la filiera più competitiva e sostenibile nel medio termine.

Nei prossimi mesi si attende la formalizzazione della domanda alla Regione e l’avvio di incontri tecnici tra i soggetti aderenti. Per i cittadini e per le imprese locali l’attenzione rimane sull’impatto pratico: opportunità di finanziamento, nuovi standard di qualità e maggior visibilità per un prodotto simbolo del territorio piemontese.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!
Leggi anche  Daniel Brühl e James Franco al 43° Torino Film Festival: Scopri le star e le anteprime!

Lascia un commento

Share to...