San Francesco a Gubbio: 48 ore per scoprire il saio e il miracolo del lupo

Di : Lorenzo Dalmoro

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Quest’anno ricorrono i 800 anni dalla morte di San Francesco: un anniversario che riporta l’attenzione su Gubbio, uno dei luoghi chiave della sua vita dove tradizione, arte e identità cittadina si intrecciano. Visitare la città ora significa percorrere gli stessi selciati che circondarono il Santo e comprendere come quell’eredità continui a condizionare cultura, turismo e devozione locali.

Perché Gubbio oggi

La città sulle pendici del monte Ingino (circa 532 m di quota) è tornata al centro delle celebrazioni per San Francesco: l’anniversario ha stimolato aperture straordinarie, itinerari guidati e una rinnovata attenzione ai luoghi francescani.

Gubbio non è solo memoria religiosa: il borgo conserva capolavori civili e museali che raccontano il potere comunale e la continuità delle tradizioni popolari, dalla maestosità del Palazzo dei Consoli fino alla scenografia della Corsa dei Ceri.

Un itinerario a piedi: il percorso “Fratello Lupo”

Nel cuore medievale di Gubbio si snoda il percorso chiamato Fratello Lupo, che collega chiese, piazze e luoghi citati nei racconti agiografici. È pensato per chi vuole vivere la città a passo lento, con soste nei poli artistici e nei punti panoramici.

Visitatori che seguono un percorso tra vicoli medievali di Gubbio
Il percorso ‘Fratello Lupo’ attraversa il cuore medievale della città.

La versione breve richiede circa due ore; chi desidera salire fino alla basilica di Sant’Ubaldo deve mettere in conto fino a quattro ore e un dislivello di circa 271 metri.

Tra le tappe imprescindibili:

  • Santa Maria della Vittorina (la “Porziuncola” locale), legata alla memoria dell’incontro tra Francesco e il lupo;
  • La chiesa di San Francesco in Piazza Quaranta Martiri, con il suo ciclo di affreschi e la struttura gotica rimaneggiata nel Settecento;
  • La Basilica di Sant’Ubaldo, dove è conservato il corpo del patrono e i grandi ceri della tradizione;
  • Il Palazzo dei Consoli, sede del Museo Civico e custode delle celebri Tavole Eugubine;
  • Il Duomo dei Santi Mariano e Giacomo e il vicino Palazzo Ducale, espressione del rapporto tra città e signoria.

Primo giorno

Cominciare dal basso, dalla porzione di città che conserva il tessuto medievale più intatto, consente di cogliere il rapporto tra architettura e devozione. La chiesa di San Francesco, eretta nel XIII secolo dagli stessi cittadini che ospitarono il povero di Assisi, mostra navate e absidi con cicli pittorici che vanno dal Duecento al Quattrocento.

Non mancate i dettagli: nella navata sinistra si conservano scene della vita della Vergine opera di Ottaviano Nelli, mentre l’abside centrale ospita un imponente Cristo in trono accompagnato da santi.

Salita a Sant’Ubaldo

La basilica aggrappata al monte Ingino, inaugurata nel XVI secolo, è meta di pellegrinaggio e di folklore. Al suo interno, tra vetrate del Novecento e altari, si trovano i tre imponenti ceri che ogni 15 maggio vengono portati di corsa per le strade della città: un rito che fonde devozione, comunità e fatica fisica.

Funivia che sale verso una basilica in cima a un monte
La funivia collega il centro città alla basilica di Sant’Ubaldo in pochi minuti.

Chi preferisce evitare la salita può usare la funivia: dalla stazione in centro si raggiunge la basilica in circa sei minuti, evitando il sentiero di 2 km in discesa o salita.

Secondo giorno

Il secondo giorno è dedicato alla storia civica e alla vista sulla città. Piazza Grande è dominata dal Palazzo dei Consoli, costruito nel Trecento e simbolo della potenza comunale. All’interno il Museo Civico raccoglie reperti che raccontano la lunga storia della regione, comprese le misteriose Tavole Eugubine incise in bronzo.

A pochi passi si trova il Duomo, con la sua unica navata gotica scandita da archi ogivali, e il Palazzo Ducale, riconoscibile per le sue soluzioni rinascimentali, eretto dalla famiglia ducale di Urbino. Visitare questi spazi aiuta a comprendere come Gubbio abbia saputo mantenere un patrimonio storico omogeneo, malgrado trasformazioni e spoliazioni nel tempo.

Consigli pratici

  • Distanze e dislivello: Gubbio si trova a circa 50 km a nord di Assisi; il monte Ingino raggiunge 803 m s.l.m., la città si sviluppa sui 532 m.
  • Accessibilità: funivia centro–Sant’Ubaldo in circa 6 minuti; percorsi interni in parte ripidi ma ben segnalati.
  • Durata dell’itinerario: da 2 a 4 ore a seconda delle ascese e delle soste museali.
  • Eventi: l’anniversario degli 800 anni può comportare aperture straordinarie e visite guidate tematiche.

Dove fermarsi

La ristorazione eugubina spazia da osterie tradizionali a locali che valorizzano prodotti del territorio (tartufo, salumi, formaggi). Per un pasto tipico cercate proposte semplici e stagionali piuttosto che menù eccessivamente rivisitati.

Un buon motivo per andarci ora

Oltre all’importanza storica e spirituale, l’anniversario offre l’occasione per vedere Gubbio sotto una luce diversa: mostre, percorsi tematici e un rinnovato interesse pubblico mantengono viva la memoria di San Francesco senza ridurla a folklore.

Per chi lavora sul patrimonio o per i viaggiatori curiosi, la città è un laboratorio di continuità culturale in cui fede, arte e civiltà comunale si incontrano ancora oggi.

Fonti e riferimenti

  • Archivi e guide locali di Gubbio
  • Informazioni turistiche regionali (Umbria)
  • Testi agiografici e studi sulla figura di San Francesco

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