Bosnia: Esplora il Parco di Una e le Sue Due Cascate Mozzafiato!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Le vaste aree boschive della Bosnia Erzegovina sono protette all’interno del Parco Nazionale della Una (Nacionalni park Una), che copre un’area di 192 chilometri quadrati. Questo parco รจ un rifugio per la fauna selvatica, inclusi i cinghiali che si aggirano liberamente sui sentieri forestali. Per accedere al parco, si consiglia di utilizzare l’ingresso numero 3, accessibile a tutti i tipi di veicoli. Da qui, รจ possibile esplorare il parco attraverso le passerelle di legno. Tuttavia, per coloro che dispongono di mezzi piรน robusti, come le jeep, รจ preferibile l’ingresso numero 1.

Accompagnati da due ranger del parco, Ismar e Hilmo, ci avventuriamo attraverso le strade piรน impervie e meno accessibili del parco a bordo di una Lada Niva. Questo veicolo, un’ereditร  dell’epoca in cui Tito governava l’ex Jugoslavia, si fa strada attraverso terreni accidentati, seguendo i percorsi tracciati dagli animali protetti del parco.



Ismar, che parla inglese e ha 28 anni, condivide il suo entusiasmo per la natura mentre ci dirigiamo verso la cascata di ล trbaฤki buk. Questa impressionante cascata alta 25 metri attira annualmente migliaia di visitatori e appassionati di rafting. Oltre il fiume, si puรฒ vedere sventolare la bandiera della Croazia. I confini sono importanti per gli uomini, ma non per le acque cristalline del fiume Una, che quest’anno in ottobre ha mostrato una portata eccezionale, come mi ha raccontato Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti di IPSIA in Bosnia Erzegovina da oltre un decennio.

La Bosnia รจ anche un luogo ideale per il turismo basato sui colori autunnali. Camminando sulle passerelle di legno, si possono udire i canti dei passeriformi e, in lontananza, il volo precipitoso dei falchi.

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Nei caffรจ locali, il fumo ancora aleggia mentre gli abitanti gustano il caffรจ turco servito nei cezve, tipici contenitori di rame, e si deliziano con piatti di carne speziata e patate. La cucina offre poche opzioni per i vegetariani. In Bosnia, l’accoglienza รจ genuina e senza fronzoli, con prezzi molto piรน accessibili rispetto a quelli di cittร  come Milano.

Discutendo con Ismar, che presto lascerร  il parco per la pensione, emergono storie di viaggiatori che cercano di impattare minimamente sui luoghi che visitano. Hilmo, con le sue mani grandi e forti, potrebbe quasi combattere un orso a mani nude.

La Niva ci porta fino alla fortezza di Ostrovica, i cui resti risalgono al XV secolo e che un tempo era sotto il controllo di Venezia. I migranti cercano futuro anche su queste antiche rovine, mentre i ranger preparano i sentieri per la prossima stagione turistica, offrendo panorami mozzafiato sul villaggio di Kulen Vakuf.



Scendendo verso Martin Brod, visitiamo una seconda cascata meno imponente, ma altrettanto affascinante. Nel villaggio, un mulino ancora in funzione utilizza la forza dell’acqua per macinare il grano. Un abitante ci mostra un antico sistema di lavaggio dei panni nel fiume, un “elettrodomestico” naturale usato da oltre 300 anni dalla comunitร  locale.

Viaggiare lungo le strade statali di questi luoghi inaccessibili offre un’esperienza autentica, visibile anche nei volti dei vecchi nei bar, le loro rughe profonde come solchi di una vita vissuta lentamente. Forse รจ qui che possiamo ritrovare il tempo che abbiamo perso, lontano dai grandi tour turistici, immersi nella natura incontaminata e nelle piccole comunitร  che resistono al passare del tempo.

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