A Milano, si contano 232 edifici in stile liberty, come documentato dagli architetti Salvadรจ e Brianza nel loro libro “Liberty a Milano”, pubblicato da Mazzotta nel 1984. Queste architetture si concentrano principalmente in tre aree: il centro storico, la zona Magenta-Campionarie e Porta Venezia. In questโultima area, precisamente di fronte ai caselli di Porta Venezia in piazza Oberdan, Alessia Taffarel insieme a Franco Olivieri ha inaugurato l’unico bar ร vin della cittร , un ambiente accogliente e amichevole dove si possono degustare vini dalla Borgogna, Bordeaux e pregiati spumanti della Champagne, oltre a vini bianchi aromatici della Loire e Muscadet. Il tutto รจ accompagnato da deliziosi piatti mignon ispirati alla cucina francese, come le capesante, le lumache, le sardine alla Belle Eloise su crostini di burro normanno, e terrine fatte in casa che evocano le decorazioni botaniche e zoomorfe tipiche dell’art nouveau franco-belga, presenti anche nelle facciate, vetrate e balconi delle vicine case liberty di via Malpighi, via Pisacane, via Kramer e via Stoppani. Questo locale รจ stato battezzato “Oasi” da Martina Lucatelli, la proprietaria.
ร difficile non menzionare la rotonditร dei vini rossi della regione di Digione, che ricordano le uve e i viticci dipinti tra i balconi degli edifici liberty del quartiere. Questi ultimi spesso presentano lavorazioni in ferro battuto realizzate da celebri artigiani come Mazzucotelli o da architetti come Campanini, che nel 1903 decorรฒ con motivi floreali l’edificio in via Pisacane 12. Le decorazioni continuano con fregi sinuosi e ghirlande complesse che arricchiscono gli interni e le facciate degli edifici, come l’angolo tra via Maiocchi e via Stoppani, dove gli effetti chiaroscurali sono ottenuti attraverso altorilievi e l’uso di linee curve.
Nella zona di Magenta-Campionarie, lo stile liberty si manifesta in ville opulente come l’ex Villa Bianchi-Romeo, ora clinica Columbus. Qui, le decorazioni in ferro battuto e le vetrate colorate si fondono con architetture piรน audaci e inventivi, come quelle di G.B. Bossi in via Malpighi 12, dove il cemento diventa materia espressiva al pari del ferro battuto, dimostrando come l’arte possa servire la tecnica in un’epoca di novitร architettoniche.
Curioso รจ notare come, in un periodo di grande dinamismo industriale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la figura femminile nel liberty milanese fosse relegata a mero elemento decorativo, come nei mosaici di via Malpighi 3, dove la donna appare dolce e seducente, elemento cromatico piรน che protagonista attiva. Questo contrasta con la figura di Alessia dell’Oasi, competente sommelier che dirige il bar ร vin con determinazione, avendo trascorso tre anni di formazione in Normandia.
INFO
– yesmilano.it
– visitmilano.org
– oasibaravin.it. (tel +39-3516913745)
ARRIVARE
Dalla Stazione Centrale prendere la linea MM2 verde e successivamente la MM1 rossa
DORMIRE E MANGIARE
Vicino al bar-ร -vin, nel contesto francesizzante, si trova l’hotel Chรขteau Monfort, situato all’incrocio tra viale Piave e piazza Tricolore.
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Lorenzo รจ un giornalista appassionato di scoperte e di nuovi orizzonti. I suoi racconti di viaggi e moda sono scritti in modo semplice e diretto, rendendo le tendenze internazionali facilmente comprensibili. La sua scrittura dinamica e informativa guida i lettori nel mondo delle nuove avventure stilistiche.



