Presentata in anteprima a Magnano in Riviera il 3 maggio, una nuova canzone e il relativo videoclip riportano sotto i riflettori la memoria dell’Orcolat del 1976, raccontata dal punto di vista dei bambini che lo vissero. L’iniziativa unisce musica, immagini e arte pubblica per trasformare il ricordo in strumento di trasmissione tra generazioni.
Il brano, scritto musicalmente da Barbara Sabbadini su testo di Stefano Ferro, affida l’interpretazione a una giovane voce solista, Matilda Tomasetig, scelta che accentua il contrasto tra l’innocenza dell’infanzia e la violenza del sisma. La regia del videoclip è di Simone Vrech, che integra riprese documentarie e sequenze finzionali per costruire un racconto visivo intimo e collettivo.
La canzone racconta scene quotidiane — giochi, cene in famiglia, il tramonto di una sera di maggio — che vengono interrotte dall’improvviso crollo. Il linguaggio volutamente semplice amplifica l’impatto: immagini di macerie e tende si alternano a dettagli minuti, trasformando oggetti comuni in simboli di perdita e speranza.
Nel video trova spazio anche un grande murale firmato da Simone Mestroni, che diventa parte del palinsesto visivo della memoria locale, dialogando con i volti dei protagonisti e con la comunità che ha sostenuto la produzione.
- Data e luogo: anteprima il 3 maggio a Magnano in Riviera
- Musica: Barbara Sabbadini
- Testo: Stefano Ferro
- Regia videoclip: Simone Vrech
- Voce solista: Matilda Tomasetig
- Corale coinvolta: Coro Musicanova, direttore Aldo Micco
- Produzione: Pro Loco Magnano in Riviera, con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e il sostegno del Comune di Magnano in Riviera
- Coordinamento: Luciana Idelfonso e Giancarlo Virgilio
Per comprendere meglio il messaggio dell’opera, ecco i temi principali sviluppati nel brano e nel video:
- Infanzia interrotta: un oggetto semplice — il pallone — viene usato come emblema della vita sospesa.
- Intervento e solidarietà: la scena dei soccorsi e dei volontari sottolinea la reazione collettiva alla catastrofe.
- Vita nei campi: l’alternanza tra cantieri, tende e prefabbricati rappresenta la fase successiva al disastro e la necessità di adattarsi.
- Ricostruzione e identità: il lavoro, la fatica e il dolore sono ritratti come elementi che hanno rimodellato il territorio e chi lo abita.
Il progetto combina impegno culturale e memoria pubblica, e arriva in un momento in cui la narrazione del passato trova nuove modalità di diffusione: musica, video e arte urbana diventano strumenti per mantenere vivo un evento storico nella coscienza collettiva. Per la comunità locale si tratta sia di un omaggio a chi ha sofferto sia di un tentativo di trasmettere conoscenze ed emozioni alle nuove generazioni.
La formula scelta — voce infantile, immagini immediate, linguaggio accessibile — mira a facilitare l’empatia senza scadere nella retorica, favorendo invece una riflessione sulla resilienza e sul valore della memoria condivisa. Il linguaggio sonoro e visivo del progetto rende evidente una volontà educativa oltre che commemorativa.
Il video è stato presentato in anteprima durante la serata a Magnano; la collaborazione tra associazioni, istituzioni locali e artisti sottolinea come la memoria del 1976 continui a essere un tema vivo nel territorio friulano.
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Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




